Dolendo novit mortalis vitam


Dolendo discit mori mortalis

Su di me

Pensiero politico e religioso
  • Sono di sinistra e mi considero Socialista Liberale e Democratico, nonché Ambientalista, EuropeistaAntiproibizionista Antisessista. Il mio pensiero politico è anche fortemente orientato al Secolarismo e quindi a considerare la Laicità dello Stato come un valore imprescindibile per ogni democrazia degna di essere definita tale.
    Le mie radici politiche affondano nello storico Partito d'Azione e nel pensiero di Bobbio, Rosselli, Pertini, Cavour, Keynes, Roosevelt, Zapatero, Hobhouse e dei creatori del modello socio-economico scandinavo (Palme, ad esempio). 
  • Sono tesserato a  Possibile, partito politico il cui segretario è Giuseppe Civati.
  • Sto seguendo con entusiasmo la campagna di Bernie Sanders per le primarie democratiche statunitensi. #FeelTheBern!
  • Sono tesserato all'associazione giovanile Queers (ex Queer As UniCT), che fa volontariato e attivismo politico LGBT nella provincia di Catania. 
  • Il mio pensiero religioso è assimilabile all'ateismo agnostico, più o meno al quinto grado della Scala di Dawkins.
    Inoltre sono fortemente anticlericale e contrario non solo alle religioni organizzate, ma anche alla fede religiosa in sé e per sé. Ciò nonostante, ho una mia personale e intima spiritualità, mai superstiziosa o paranormale, influenzata tra l'altro da alcuni principi buddhisti.
    Sono sbattezzato e tesserato all'UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti).
Studio e interessi
Filosofia:
  • Sono al secondo anno del corso di laurea triennale in Filosofia presso l'Università degli Studi di Catania. Per la specialistica ho intenzione di trasferirmi in Scozia, preferibilmente a Edimburgo, ma anche Saint Andrews e Glasgow sono delle opzioni. Poi quasi sicuramente tenterò la via del dottorato e della carriera accademica, in quanto mi piacerebbe diventare ricercatore e professore universitario nell'ambito dell'etica.
    Ebbene sì: la mia priorità assoluta è la filosofia e solo dopo vengono la musica, la scrittura narrativa e la politica (in quest'ordine). 
  • Oltre all'etica in tutte le sue sfaccettature, mi interessano l'estetica, l'epistemologia, la filosofia della comunicazione, la filosofia della mente e la storia del pensiero asiatico (soprattutto indiano e arabo, ma anche giapponese e cinese). Sono inoltre fortemente attratto dai temi esistenzialisti. 
Canto e musica:
  • Studio canto da qualche anno col soprano drammatico Giusy Finocchiaro. Ho un'impostazione ibrida tra canto moderno e lirico, un'estensione di quasi tre ottave a voce piena e un colore assimilabile a quello del tenore lirico-drammatico. Ho uno stile teatrale, basato sull'espressività e l'interpretazione, che mi porta a modulare e giocare molto con le sfumature della mia voce.
    Canto vari generi, ad esempio operetta, musica da camera, musical, metal (symphonic, power, prog, gothic...), pop (operatic, dance, electro, baroque...) e rock (alternative, symphonic, electro...). 
  • Ho in progetto dei brani inediti che mischiano musica elettronica, musica sinfonica, melodie pop e strutture prog.
    Le fonti d'ispirazione sono Susanne Sundfør, Björk, gli Epica, i Two Steps From Hell, Spythriller, Varien, i Röyksopp, Lady Gaga, Roniit, Kerli, i Muse, i 30 Seconds to Mars, i Septicflesh, Wagner, Dvořák, Orff, i Ne Obliviscaris e Celldweller.
  • Dal punto di vista vocale, invece, sono influenzato da Roy Khan, Tommy Karevik, Thomas Vikström, Josh Groban, Ramin Karimloo, Michael Ball, Daniel Håkansson, Adam Lambert e Myles Kennedy. Risento anche dell'influenza di Simone Simons, Amanda Somerville e della migliore Floor Jansen. 
  • Con Giusy Finocchiaro studio anche solfeggio e teoria musicale di base, mentre da autodidatta studio armonia e suonicchio la tastiera elettronica.
  • Da piccolo ho studiato chitarra acustica con scarsissimi risultati. In verità, temo di avere la manualità di un serpente.
Scrittura narrativa: 
  • Ho studiato tecniche di scrittura narrativa e sceneggiatura, con elementi di retorica e neuroscienza applicate. Il mio maestro è Marco Carrara, editor di agenziaduca.it e direttore editoriale di Vaporteppa, collana di narrativa fantastica di Antonio Tombolini Editore.
  • Il mio pensiero deriva dalla Scuola Neoaristotelica di Chicago, e in particolare da Wayne C. Booth, per cui la Narrativa è "Arte Retorica della Dissimulazione" basata sull'immersione in una realtà virtuale, sull'immedesimazione col personaggio-pov e sulla conseguente catarsi. Per raggiungere questi obiettivi bisogna attenzionare lo stile di scrittura, talvolta aiutandosi con i meccanismi di funzionamento della mente umana. È altresì necessario ragionare sulla struttura della storia, e tal proposito mi ispiro ai principi studiati da Dara Marks, John Truby, Lajos Egri e David Howard.
    Lo stile deve essere trasparente, semplice ed essenziale, in modo da non attirare l'attenzione su di sé, principio enunciato anche dal Nobel V. S. Naipaul. Un altra tecnica fondamentale è quella del mostrato ("show, don't tell"), che ha le sue radici negli studi di Aristotele e dei grandi maestri dell'800 (Flaubert, Madox Ford, James, Poe, Twain...), ma che è stata sviluppata prima dai grandi scrittori ed editor dell'ultimo secolo (Lubbock, Browne, Strunk, White, Gardner, West, Carver...) e poi dagli studiosi di neuroscienze applicate alla retorica (Calabrese, la scuola della Poetica Cognitiva...). Grazie a questi contributi, i migliori scrittori di narrativa degli ultimi decenni hanno potuto sviluppare un mostrato concreto, preciso, multisensoriale e dinamico, capendo anche che i dettagli inutili vanno brutalmente tagliati.
    Per scegliere cosa e come mostrare, è necessario filtrare tutto attraverso i pensieri e le idee del personaggio (filtro del punto di vista o penetrazione psicologica). Il filtro deve essere assoluto in prima persona e semi-assoluto in terza persona limitata. La terza persona oggettiva, invece, non va mai considerata. Per quanto riguarda poi il narratore onnisciente, il suo uso è quasi sempre deleterio, se non in particolari contesti umoristici.
    Il punto di vista è cruciale anche per la trama, che è basata su tre conflitti (esterno, interno e relazionale). Questi sono interdipendenti: sono ciascuno sia causa sia effetto e quindi vanno risolti reciprocamente. Ciò avviene seguendo l'arco di trasformazione del personaggio, diviso in atti, al fine di dimostrare una premise (o morale) insita nel fatal flaw, ossia nell'errore da cui il protagonista deve imparare per sopravvivere. Per rendere ciò chiaro anche al lettore, è vitale generare empatia verso il protagonista, principio che trae le sue radici nella "Poetica" di Aristotele e la cui applicazione nei moderni media è stata studiata da Ari Hiltunen.
  • Nella mia narrativa amo contaminare il fantasy con elementi fantascientifici e horror, sfumando i confini tra i generi. Cerco anche di bilanciare azione, introspezione psicologica e satira socio-politica. 
  • Non scrivo poesie, ma scrivo testi per canzoni. 
  • Ho collaborato con alcune riviste letterarie, recensendo romanzi e racconti, scrivendo articoli di approfondimento e intervistando autori. Ultimamente ho però messo un freno alla mia occupazione in tal senso, soprattutto per mancanza di tempo.
  • Si può dedurre facilmente che amo leggere.
    Possiedo un Kobo Aura e sono un grandissimo sostenitore degli ebook, che sfrutto però solo per la narrativa e la poesia. Per la saggistica e la manualistica credo che il cartaceo sia più comodo, ma è una valutazione soggettiva. 
  • Non leggo giornali cartacei, prediligo quelli online. 
Altro:
  • Mi interesso moltissimo di politica, soprattutto internazionale. 
  • Quando posso, mi alleno in palestra. Dovrei trovare il modo di andarci più regolarmente. 
  • Ho studiato per quattro mesi Scienze e Tecniche Psicologiche presso l'Università degli Studi di Torino e per cinque mesi Fotografia presso l'Accademia Euromediterranea. Nel tempo libero coltivo ancora questi interessi, soprattutto per le neuroscienze cognitive, la psicologia della comunicazione e la psicologia della personalità. Ogni tanto scatto anche qualche foto decente.
  • Sono stato uno scout Agesci per un anno, a undici anni.
  • Da piccolo ho fatto nuoto per due anni. Mi sarebbe piaciuto molto fare scherma, arti marziali e danza, attività che probabilmente mi avrebbero reso un po' meno goffo nei movimenti. Ma fa niente, ché tanto ho il fascino alla Bridget Jones.

Curiosità varie

  • Sono gay.
  • Sono vegetariano dal giugno 2011. No, non ho intenzione di diventare vegano. E no, non me ne frega nulla se sei onnivoro: sono scelte soggettive e so bene quanto sono fastidiosi coloro che aggrediscono chi la pensa diversamente. Fortunatamente, non appartengo a questa tipologia di persone. 
  • Pratico da poco tempo mindfulness, ossia esercizi volti a sviluppare un atteggiamento di consapevolezza del "qui e ora", anche attraverso una forma di meditazione derivata da quella zen. Devo dire che questa pratica mi è stata molto utile per superare le crisi d'ansia.
  • Ho due gatte, Evey e Lilly. In passato ho avuto anche due cagnoline, una coniglietta, una tartaruga di terra e svariati pesci rossi.
  • Amo la cannella, credo di esserne dipendente. 
  • Ho tre piercing: orecchino al lobo sinistro, lateral labret destro ed helix all'orecchio destro. Per due anni ho avuto anche un piercing al capezzolo sinistro, ma l'ho dovuto togliere. 
  • Ho un tatuaggio sull'avambraccio destro: una rosa nera circondata dalle lettere D, N, M, V. Le lettere stanno sia per "Dolendo Noviscit Mortalis Vitam" (soffrendo, il mortale rinnoverà la sua vita) sia per "Dolendo Novit Mortalis Vitam" (soffrendo, il mortale ha conosciuto la vita). Quest'ultima è una citazione tratta da "Chasing the Dragon" degli Epica.
    Ho in programma di farmi fare un tatuaggio anche sull'avambraccio sinistro, in posizione simmetrica e speculare rispetto all'altro. Ho in mente una rosa bianca con attorno le lettere D, D, M, M, che stanno per "Dolendo Disciti Mori Mortalis" (Soffrendo, il mortale ha imparato a morire; altra citazione da "Chasing the Dragon").
    Il significato dei due tatuaggi riguarda la duplice natura della sofferenza. Da un lato è vitale per crescere ed evolversi, imparando dai momenti bui e sperimentando pienamente la vita. Come l'Araba Fenice, abbiamo bisogno di bruciare e ridurci in cenere, per poter rinascere più forti di prima. Nondimeno, il dolore ci uccide lentamente, facendoci sperimentale in modo graduale la morte e portandoci via l'umanità un pezzetto alla volta. È quindi una sensazione a cui non bisogna abbandonarsi passivamente, ma che bisogna imparare a sfruttare. 
  • Ho frequentato per due anni e mezzo un Liceo Classico, poi ho deciso di trasferirmi in un Liceo Socio-Psico-Pedagogico. Mi sono diplomato con una votazione di 100/100.
  • Vesto per lo più mischiando nero, bianco e sfumature di grigio.
    Il mio colore preferito è il nero, ma apprezzo molto anche varie gradazioni di verde, rosso, blu e viola. Tra i colori che odio profondamente, invece, spiccano il rosa, il marrone e i colori-non-colori tipo il beige o il cachi.
  • Sono allergico al mondo della moda: mi sembra saturo di gente superficiale, frivola e sciocca. Inoltre lo stesso concetto di moda mi irrita, anche perché ho un gusto tutto mio. Se mi capita di vedere un capo d'abbigliamento, posso dire se mi piace o meno, cosa apprezzo e cosa no, ma non mi importerà se è considerato o meno alla moda. Anzi, è molto probabile che quel che piace a me (un po' dark/goth, un po' vittoriano/steampunk e un po' rock) sia fuori moda. E non potrebbe importarmene di meno!
    Riconosco però l'alta moda come una forma d'arte e quindi, se per sbaglio mi capita di vedere qualche creazione di valore, la apprezzo. Però non me ne interesso attivamente e non me ne frega nulla di ciò che fanno e pensano i vari stilisti di cui quasi sempre neppure conosco i nomi.
  • Amo osservare il cielo notturno e passeggiare tra i boschi.
  • Fiore preferito? Ovviamente la rosa nera. 
  • Profumo preferito? Amo tantissimo "Obsession for men" di Calvin Klein, credo abbia una fragranza elegante e insieme terribilmente sensuale. Purtroppo non si trova più in vendita, per cui ho ripiegato su "Eternity Night for men", sempre di Calvin Klein. 
  • A fine 2012 ho vissuto per quattro mesi a Torino, città che amo profondamente.
  • Sono affascinato dai Paesi Nordici, soprattutto dalla Norvegia, ma dubito ci andrei a vivere. Anzi, a dire il vero mi piacerebbe trasferirmi stabilmente in Scozia.