Dolendo novit mortalis vitam


Dolendo discit mori mortalis

sabato 21 maggio 2016

Aggiornamenti: il blog, la scrittura narrativa e il canto

Blog

Come avrete notato, ultimamente ho curato pochissimo questo blog. Purtroppo, non ho avuto per nulla tempo da dedicargli, ma in realtà neppure voglia. Mi è quindi balenata in mente l'idea di chiuderlo o, per meglio dire, di trasformarlo.
Per dare più ordine, sto pensando di spacchettare gli argomenti trattati in tre blog tematici: uno dedicato alle recensioni di album musicali e a piccoli vademecum sul canto (possibile nome: Dissonanze), uno dedicato alle recensioni di narrativa fantastica e agli articoli sulle tecniche di scrittura e sceneggiatura (possibile nome: Mitopoiesi) e infine uno dedicato alla filosofia e all'attualità (possibile nome: Sulle Orme di Prometeo). In tutti e tre i casi, i post non verrebbero pubblicati in modo regolare, sicché potrei scriverli solo avendone tempo e voglia, senza rimorsi per non aver rispettato le scadenze. Considerando la mia vita attuale, probabilmente non riuscirei a pubblicare più di un articolo al mese per blog.
Non so però quando riuscirò a organizzare questi blog: come ho detto, per adesso non ho tempo. Considerando il calendario dei miei esami, suppongo di poter riuscire a organizzarli per fine luglio. Fino ad allora, questo blog continuerà a essere operativo, seppure a regime molto ridotto.


Scrittura narrativa

Anni fa avevo più volte accennato a un romanzo su cui stavo lavorando, poi a un certo punto non ho dato più notizie. Ebbene, adesso vi spiegherò cos'è accaduto.
Ho studiato tecniche di scrittura narrativa e di sceneggiatura, con elementi di retorica e neuroscienze, assieme a Marco Carrara aka "Duca di Baionette". Per chi non lo conoscesse, è un editor, blogger e in passato anche agente letterario. Attualmente è il direttore editoriale della collana Vaporteppa di Antonio Tombolini Editore. Ebbene sì, faccio parte della "Scuola di Ardimento", ma ancora nessuno mi ha sparato con un obice. Anche se il rischio l'ho seriamente corso quando il Duca ha analizzato la prima versione del mio romanzo: l'ha bocciata quasi del tutto! I personaggi non funzionavano, l'ambientazione non era interessante e la trama aveva dei buchi, sicché il Duca mi ha consigliato di lavorare a un altro progetto pubblicabile nel breve termine. Io, però, non ho voluto gettare il bambino con l'acqua sporca, così ho cercato di salvare il salvabile e di costruirci attorno una storia diversa. Quando l'ho proposta al Duca, l'ha molto apprezzata: l'ambientazione ha dei "what if" affascinanti, i personaggi sono strutturati molto meglio di prima e la trama funziona. In realtà, ci sono dei punti che continuano a destarmi perplessità, ma nulla di così rilevante da impedirmi di iniziare a scrivere con fiducia. Questo almeno in teoria, perché in pratica sono mesi che non riesco a impegnarmi. Inizialmente credevo di avere il classico "blocco dello scrittore", ma poi ho capito la situazione era molto diversa.
Col tempo le mie priorità sono cambiate. Mi sono iscritto in Filosofia con l'idea di prendere un titolo di studio in un settore che mi piacesse, ma comunque subordinato alle mie due grandi passioni, ossia la musica e la narrativa. Poi, però, mi sono follemente innamorato dei miei studi, soprattutto dell'ambito etico. Si tratta inoltre del passepartout per fuggire dalla mia situazione familiare e da un paese, l'Italia, che sta calando a picco; infatti vorrei fare la specialista in Scozia, o per lo meno il dottorato. Ebbene sì, vorrei tentare la carriera accademica. In questo contesto, la mia priorità è diventata l'università.
Come se non bastasse, non so bene per quale motivo, l'ideare storie è diventato per me meno naturale. Mi piace ancora moltissimo, ma mentre prima le idee mi venivano da sole, adesso devo richiamarle con uno sforzo di concentrazione. Ciò non accade per l'ambito musicale, in quanto canto in continuazione e mi vengono costantemente in mente melodie e idee per dei testi.
Insomma, in una classifica ideale, la scrittura narrativa per me è scivolata al terzo posto. Ancora la amo e voglio che faccia parte della mia vita, ma ha perso priorità. Nulla di male, se avessi il tempo, l'energia e la serenità per fare tutto. E qui arriviamo al problema vero e proprio: per via di gravissimi problemi familiari che non ho intenzione di spiegare in questa sede, sono rimasto molto indietro con gli esami universitari. Ora mi sono semi-trasferito da mia zia, sono più tranquillo e ho smesso di soffrire d'insonnia, ma devo comunque riprendere il ritmo. E poi, potrò pure nascondermi, ma i problemi non spariranno. Ci sto lavorando, sì, ma alcuni non sono risolvibili e altri richiedono tempo per tornare sotto controllo. Tempo che non ho. Questo è il nocciolo del problema.
Se mi metto al computer per scrivere, inconsciamente penso di star rubando tempo allo studio e mi vengono i sensi di colpa perché so di essere indietro, quindi non riesco a concentrarmi e mi distraggo. Non necessariamente per studiare, però, perché ancora fatico a focalizzarmi su una sola cosa alla volta e a studiare in modo continuativo. Ma so che devo imparare a farlo e so di dovermi impegnare, quindi vedo lo stesso lo scrivere come un'attività che ruba tempo allo studio e anche alla musica. Nondimeno vorrei ricominciare a scrivere per tanti motivi: mi piace molto, penso di aver ideato una storia meritevole,  non vorrei avere in futuro il rimpianto di non aver provato, non riesco a immaginare la mia vita senza la scrittura narrativa e ho investito tempo ed energie per la mia formazione. E allora che si fa? Credo di aver capito cosa potrebbe sbloccare la situazione. Devo rimettere ordine nella mia vita, ritrovare una solida serenità e le capacità di organizzazione per recuperare gli esami lasciati indietro e studiare con metodo. Devo insomma acquisire sicurezza e ritmo nello studio, permettendomi di sacrificare una o due ore al giorno per la scrittura senza avere sensi di colpa. A quel punto potrò ritrovare il piacere della scrittura.

A me non interessa minimamente della fama, del successo o dei soldi. A me interessa creare dei romanzi di cui andare fiero e so che per questo ho bisogno dell'aiuto di Marco Carrara: per quanto posso aver studiato, non mi sento autosufficiente e penso che senza il suo editing e i tuoi consigli le mie creazioni sarebbero solo diamanti grezzi se non addirittura schifezze vomitevoli. Fortunatamente, Marco si è mostrato molto comprensivo e lo ringrazio ancora per questo. 


Canto

Per un aspirante cantante, studiare è importantissimo per una molteplicità di motivi. Innanzitutto per preservare la salute delle proprie corde vocali, poi per sgrezzarsi, migliorarsi, saggiare i propri limiti e aprirsi a nuove possibilità espressive. Penso che l'impegno e l'allenamento siano molto più importanti del talento naturale, ma ciò è dovuto anche alla mia storia personale.
Prima di iniziare a studiare canto, a 16 anni, ero decisamente scarso: vocina brutta, piccola, corta, poco intonata e con un pessimo senso del ritmo. Studiando non ho solo migliorato molto l'intonazione e il senso del ritmo, ma ho anche scoperto le mie potenzialità e quindi la mia vera estensione, la mia vera potenza e le mie capacità espressive. Ma soprattutto, ho appreso un'impostazione che mi ha salvato la voce.

Vedete, Madre Natura ha fatto sì che io fossi inadatto per il canto. Tutto è iniziato col setto nasale deviato, che ho operato a 17 anni. E poi con l'ipertrofia ai turbinati. E poi con l'ipertrofia ai turbinati. E poi con l'ipertrofia ai turbinati. No, non è un loop: mi sono operato tre volte con il laser. Il motivo? Sono pesantemente allergico agli acari e ad alcuni pollini (olivo, graminacee e parietaria). Purtroppo l'ho scoperto tardi per evitare che i miei turbinati scassassero il cazzo. Potete ben immaginare quanto la situazione mi abbia fatto gonfiare le palle, non solo quelle del naso.
La mia vita si è quindi trasformata in un continuo ingurgitare antistaminici, da sostituire periodicamente perché il mio organismo si assuefa in tempi record. Ho anche intrapreso la terapia desensibilizzante (volgarmente detta "vaccino"), che pare stia funzionando. Nondimeno, sono dipende dall'aerosol al cortisone, senza il quale rischio di avere quantità di catarro tali da poter sfamare l'Africa (fa schifo, lo so), continue laringiti e totale incapacità di respirare dal naso. Non vi dico per quante volte mi sono svegliato col mal di gola, cosa che mi ha portato a investire in un materasso in memory.
Con tutte queste cure e accortezze, la situazione sarebbe dovuta migliorare, no? No. Tra l'estate del 2014 e l'estate del 2015, sono rimasto per mesi interi senza voce. Addirittura anche quando stavo "bene" ero un po' afono e faticavo tantissimo a mascherare la voce. A onor del vero, il peggioramento della situazione era parzialmente dovuto alle mie grandi difficoltà nel mascherare la voce parlata, cosa fondamentale quando stai ore di fila a ripetere ciò che stai studiando. Come se non bastasse, in quel periodo ho sofferto spesso di insonnia e reflusso gastroesofageo.
Preoccupata, la mia insegnante mi ha spedito dal famoso foniatra Biondi. Alla prima visita, egli mi ha rassicurato sull'ottima salute delle mie corde vocali. Dopo avermi sentito cantare, si è complimentato con la mia insegnante per avermi dato una tecnica corretta e adatta alla mia situazione. Quale situazione? Ebbene, non avevo solamente la laringe infiammata per via delle allergie, ma anche tonsille infiammate e ingrossate, un bel grappolo di adenoidi e di nuovo i turbinati ipertrofici. Ecco perché non riuscivo a mascherare bene: avevo una barriera fisica che ostacolava il suono e bloccava le risonanze. Ed ecco anche perché avevo la voce costantemente sporca: avevo un'infiammazione semi-perenne. Senza una tecnica adeguata, non solo mi sarebbe stato impossibile cantare come faccio, ma l'affrontare il repertorio complesso che ho mi avrebbe probabilmente distrutto le corde vocali.

Ad ogni modo, a novembre 2015 mi sono fatto asportare le adenoidi e le tonsille, mentre a gennaio 2016 ho fatto l'ennesima turbinoplastica, stavolta con tecnica chirurgica (che dovrebbe essere definitiva o quasi). Dopo tutta questa trafila, però, mi tocca ancora stare in guarda perché sono a rischio polipi nasali.

Dopo cinque mesi di pausa e una una mega-influenza, ho ripreso a studiare canto ad aprile. La differenza rispetto a prima è netta: la voce è molto più pulita, corposa, rotonda, potente e squillante. Riesco anche a mascherare bene senza sforzi. Nondimeno, devo riassettare l'impostazione per adattarla alla nuova situazione, giacché gli impedimenti mi avevano costretto a cercare soluzioni poco ortodosse che poi si sono trasformate in vizi. Sono però fiducioso, considerando che già alla seconda lezione sono riuscito a prendere bene delle note su cui prima faticavo.

Adesso mi sto concentrando sulla costruzione di un repertorio lirico (operetta, per lo più), ma senza tralasciare il canto moderno. Appena mi sentirò sicuro, inizierò a registrare delle cover da caricare su YouTube. E, chissà, magari anche qualche inedito. 

Vi saluto con un'efficace rappresentazione della mia autostima:

Sarah's Scribbles.