Dolendo novit mortalis vitam


Dolendo discit mori mortalis

domenica 27 settembre 2015

Songs of the week - 19

Le mie canzoni della settimana sono...
  • Un brano dei The Gathering, band che non ho paura di definire "i nuovi Pink Floyd";
  • Un singolo di una diciottenne norvegese che, in quanto a maturità artistica ed interpretativa, fa mangiare la polvere a tante colleghe ultra-trentenni; 
  • Un brano della mia piromane* norvegese preferita, la cui voce angelica culla in un attimo di pace e speranza.
The Gathering - Heroes for Ghosts


You moved all that was in my world and showed me all the new colours,
In my universe where storms run.
Falling, falling, falling, fall into me!
I hear echoes of my speech
And I see shadows of my walk.
[...]
Were watching stone saints fall over,
While the black crows will be taking to the sky.
[...]
My heart is drifting through all shades of green.
My head is thinking through meadows of the sea...
Aurora - Murder Song (5, 4, 3, 2, 1) [Acoustic Version]

He holds the gun against my head.
I close my eyes and – bang!  I am dead.
I know he knows that he’s killing me for mercy.
[...]
Oh, he did it all to spare me from the awful things in life that come.
Kari Rueslåtten - Rainy Days Ahead
I'm no longer scared!
Can you feel? Can you hear? My heart beating when you're near.
Close your eyes, make believe you're not alone tonight!
I will be a shadow on your side, a quiet light.

* "Rumours where I lit the fire, I lit the fire then ran away. [...] The house burned down to the ground, to the ground-ashes and dust" da Sorrow to My Door.

mercoledì 23 settembre 2015

L'autore di "Sisifo" #Sophia

Ed giunti arrivati all'ultimo sofista, che però non è un filosofo, bensì un drammaturgo.

Per lungo tempo, il dramma satiresco "Sisifo" è stato attribuito a Crizia, ma poi l'ipotesi si è mostrata nella sua fragilità. Crizia, infatti, propagandò il ritorno alla tradizione poetica e andò contro gli insegnamenti retorici dei sofisti.
Tramontata l'ipotesi Crizia, "Sisifo" è stato attribuito, pur con molti dubbi, a Euripide. Indipendentemente da ciò, però, non bisogna confondere l'autore con il personaggio protagonista.

Il frammento del dramma arrivato fino a noi ricostruisce la storia dell'umanità dividendola in tre fasi.
Inizialmente gli uomini vivevano nel caos, poi cercarono di organizzarsi con delle leggi. Ma queste non ebbero l'effetto sperato: regolavano le azioni pubbliche, ma la violenza continuava in privato. Allora qualcuno inventò gli dei, esseri onniscienti in grado di conoscere anche i pensieri e le azioni più segrete. Si tratta della prima attestazione di una teoria che ebbe molta fortuna nei secoli successivi.

Marcata è la differenza tra “Sisifo” e le teorie di Prodico e Protagora. Mentre Prodico motivava l'invenzione degli dei con l'utile, Sisifo la vedeva nella paura, sottolineando quindi l'aspetto passionale umano. E mentre Protagora riponeva fiducia nel Nomos e non nella religione, Sisifo spiegava come questa funzioni laddove il Nomos fallisca.

domenica 20 settembre 2015

Songs of the week - 18

Negli ultimi sette giorni la mia mente è stata tormentata da...
  • Uno dei brani migliori della mia band preferita. Non il migliore, ma sicuramente in top3. E ha pure un testo spettacolare;
  • Un bellissimo brano di un duo synthpop britannico;
  • Un brano di una famosa popstar che è stato composto per un documentario sugli stupri nei campus universitari statunitensi. Per combattere il triste fenomeno, parte del ricavato andrà in beneficenza. 

Epica - Chasing the Dragon

Free my mind, heal my scars, erase the past!
Dark days to forget and memories to last in my heart.
[...]
Nothing will be forever gone: memories will stay and find their way.
What goes around will come around.
Don't deny your fears, so let them go and fade into light!
Give up the fight here!

Let my eyes take in the beauty that's here, that’s left on this earth!
[...]
I want the night just to colour the day, the morning to chase all my nightmares away!
Don't you deny that we're all human beings, we all have our flaws that can make us obscene!
[...]
Dolendo novit mortalis vitam.
[...]
Dolendo discit mori mortalis.
Hurts - Illuminated

Time waits for no one, so do you want to waste some time, tonight?
Don’t be afraid of tomorrow! Just take my hand: I’ll make it feel so much better, tonight.
Suddenly my eyes are open, everything comes into focus...
Lady GagaTil It Happens To You

You tell me "it gets better, it gets better, in time".
You say I'll pull myself together, pull it together.  "You'll be fine".
Tell me: what the hell do you know?!

mercoledì 16 settembre 2015

Ippia #Sophia

Ippia (Elide, V-IV sec.) fu un araldo della razionalità che lottò contro il cieco tradizionalismo, spesso sfruttandone i metodi. Ad esempio, si occupò molto di poesia e studiò la divisione delle sillabe per questioni metriche. Ma a renderlo famoso furono soprattutto le ricerche “archeologiche”, volte a raccogliere e classificare citazioni di grandi maestri dei secoli precedenti. Così facendo, la poesia perse la sua aura dogmatica di Verità, diventando analizzabile secondo una prospettiva storica. 
Inoltre Ippia arrivò persino a padroneggiare e insegnare le mnemotecniche, laicizzandole e togliendone il monopolio ai poeti. Il tempo perse quindi la sua “potenza di Oblio” e divenne semplicemente il contesto dell'attività umana.

Ippia si occupò anche dell'Areté, appropriandosi delle tradizioni per poi ribaltarle. Una tecnica simile la usò Prodico nella "Scelta di Eracle", ma Ippia osò ancora di più e nel "Discorso Troiano" mise in scena un'orazione di Nestore a Neottolemo. Quest'ultimo aveva ucciso Priamo nonostante lo stesse supplicando sull'altare di Zeus, quindi non vi è paragone con l'"eroe imperfetto" Eracle. In realtà, però, la scelta di Ippia è meno controversa di quanto sembri: sapeva bene che l'ateniese della seconda metà del V secolo, epoca di guerra e di crisi, assomigliava non poco a Neottolemo. Inoltre, per marcare ancora di più il parallelismo, Ippia ambientò il discorso all'indomani della Guerra di Troia. In tempi così oscuri, chi può essere il nuovo maestro di virtù, il nuovo Nestore, se non il sofista di Elide?

domenica 6 settembre 2015

Songs of the week - 17

Negli ultimi sette giorni il mio cervellino bacato è stato immerso in uno strato di melassa e...
  • Un brano molto d'atmosfera del progetto elettronico della nuova cantante dei Draconian;
  • Un singolo del penultimo album di Susanne Sundfør, cantante che da vari mesi è diventata il mio chiodo fisso;
  • Una semi-ballad dell'ultimo album di una famosa band rock/metal olandese.
ISON - Travelers
Transcend the Sun and all the spaces in between the worlds we'll never see.
[...]
I'll find the meaning in the dust you leave behind, oh, messengers of life.

In the haze of stellar storms, I see them soaring through the emptiness,
Leaving particles for worlds to form.
Susanne Sundfør - White Foxes

And now I wish to God that the Earth would turn cold
And my heart would forget it's made of glass
And all the pretty tulips would disappear
And never disturb me again!

You gave me my very first gun.
I'll go out and hunt the hidden dome
With white foxes, with white foxes.
Freeze!
[...]
My eye is my sanctuary!
Within Temptation - Edge of the World
I'm gonna run to the edge of the world, run to the edge of the world.
Feel that I'm gonna get home if I try.

mercoledì 2 settembre 2015

Prodico #Sophia

Prodico (Atene, V-IV sec.) ebbe molta fama per le sue ricerche sui sinonimi, che però reputava tali solo in apparenza perché presupponeva un rapporto uno a uno tra ciascun termine e il suo contesto. Ciò lo rende accostabile a Socrate, con la differenza che quest'ultimo si chiedeva “cosa è X” e non “in cosa X è diverso da Y”. In tal senso, Prodico può essere considerato un antesignano della moderna filosofia analitica del linguaggio.

Questa ricerca linguistica è indice di una più generale ricerca di verità universali, in contrasto col relativismo di Protagora e Antifonte. In particolar modo, Prodico si occupò di distinguere i termini con valore morale positivo da quelli con valore morale negativo, seguendo un apparente tradizionalismo.

Dal Logos all'Areté: la vera natura del piacere
Un esempio del pensiero prodiceo si trova in “Scelta di Eracle” (o "Eracle al Bivio"), discorso tenuto ai giovani che si apprestavano ad entrare nell'età adulta. Qui Eracle deve scegliere tra due donne: la prima è Piacere (chiamata Vizio dai detrattori), che promette felicità, mentre la seconda è Virtù, che promette la gloria in cambio della fatica.
Al contrario di ciò che potrebbe sembrare, Prodico non vuole mettere in rigida opposizione il piacere e la virtù, ma vuole capire cosa sia davvero il piacere. Se i desideri derivano dai bisogni, che senso ha godere di piaceri non stimolati da bisogni? Per Prodico, quindi, non bisogna cedere all'edonismo e voler “tutto e subito”, perché il vero piacere, quello che accompagna l'uomo per tutta la vita, richiede tempo e sacrificio. E sono proprio i sacrifici a generare bisogni che, una volta soddisfatti, porteranno a una ricompensa molto più grande rispetto a quella che si potrebbe avere cedendo all'edonismo.
Ci sono però due punti su cui Prodico si distacca dalla tradizione. Innanzitutto dà più valore all'utile per il singolo che per la comunità, e poi il suo discorso pubblico non si basa sull'insegnare ai giovani cosa pensare, bensì sul come pensare. Infatti, mentre la tradizione vedeva l'educazione come passiva e univoca, Prodico fa scegliere a Eracle Virtù solo dopo averla confrontata con Piacere, quindi vuole insegnare a distinguere.
In un tal contesto, assume molta importanza il maestro, che deve aiutare l'allievo nel suo percorso. E chi è l'allievo tipo se non Eracle, personaggio che da un lato ha liberato il mondo dai mostri e dall'altro ha ceduto più volte alla rabbia e al piacere?

Ancora una volta, i sofisti si caratterizzano per il loro rapporto dinamico con la tradizione, accettandone degli aspetti, rifiutandone altri e riadattandone altri ancora. 

Religione
L'attenzione linguistica di Prodico sfociò anche in riflessioni sull'origine della credenza degli dei. Prodico si chiese cosa gli uomini definissero divino, arrivando ad anticipare l'evemerismo in un'ottica utilitaristica.
In un primo momento, gli uomini avrebbero divinizzato elementi della natura come il sole o la luna, ma poi, quando l'intelligenza umana entrò in competizione con essa, vennero divinizzati gli uomini fautori di invenzioni e innovazioni. 
Purtroppo non abbiamo abbastanza fonti per inserire le idee di Prodico nel loro contesto, ma un retore di età imperiale ci suggerisce che fossero volte a celebrare l'importanza dell'agricoltura per lo sviluppo sociale, piuttosto che quella della politica. Ne consegue che non può essere fatto un parallelismo con Protagora, se non per la generale rivalutazione del mondo umano a scapito di quello divino. Inoltre, se Protagora può essere definito agnostico, Prodico era probabilmente ateo.