Dolendo novit mortalis vitam


Dolendo discit mori mortalis

lunedì 29 giugno 2015

Recensione: "After It All" dei Delta Rae

Delta Rae After It All
- Voto: 87 su 100
- Anno: 2015
- Genere: CountryBlues rockPop rock, Folk rock, Acoustic pop, Soft rock, Baroque pop
- Influenze: Roots rockRock and RollGospel
Analisi:
I Delta Rae hanno esordito nel 2012 con l'ottimo Carry the Fire, un album soft rock cantato a quattro voci (due maschili e due femminili) e ricco di influenze country, blues, folk, pop e gospel. Brani come "Bottom of the River" e "Fire" lasciavano intravedere un grande futuro per la giovane band statunitense.
Dopo tre anni, è uscito After It All: i Delta Rae saranno riusciti a confermare o addirittura superare le impressioni date all'esordio?
L'album si apre con "Anthem", una bellissima intro piano-e-voce di ispirazione classica e dominata da Eric 
Hölljes. Sul finale, il brano diventa un dolce e insieme epico inno corale. Con la successiva "Run", guidata da Brittany Hölljes, le influenze classiche vengono rafforzate dagli archi, vera novità nel sound della band. A tratti sembra di ascoltare i Rondò Veneziano in chiave folk rock, trasmettendo tanta allegria e voglia di ballare. Lo stesso vale per la successiva "Outlaws", che dopo una piccola esplosione corale, travolge con un tripudio di trombe e raggiunge il suo picco nel bridge. Il brano prosegue sotto la guida frizzante di Ian Hölljes, supportato da interventi degli altri cantanti.
Si riprende fiato con "The Dream", inquietante interludio a cappella cantato da Brittany. In perfetta continuità, segue "Scared", il primo singolo estratto. Si tratta di un brano dall'impronta blues e dal ritmo ben scandito da percussioni, pianoforte e schiocchi di dita. Al microfono il ruolo di protagonista spetta a Eric, ma Brittany si inserisce con bellissimi vocalizzi liricheggianti. 
La successiva "Chasing Twisters" sembra uscita dalla colonna sonora di un film spaghetti western. Tra fischi, percussioni che simulano una cavalcata e rintocchi di pianoforte, la voce di Elizabeth Hopkins ci porta tra i cowboy e poi ci spara in testa un ritornello dannatamente catchy. A dire il vero, questo brano era presente nell'omonimo ep del 2013, assieme a "Run", "I Will Never Die" e le nuove versioni di "If I Loved You" e "Dance In The Graveyards" (di Carry the Fire). Ovviamente, tutti e tre i brani riciclati in After It All sono stati modificati. Ma mentre a "Run" è stato aggiunto qualcosa (gli archi), con "Chasing Twisters" si è preferito sottrarre. La nuova versione, infatti, appare come una sorta di radio edit: è stato eliminato il bridge al pianoforte, le chitarre e le percussioni sono state messe in secondo piano, la voce si è fatta più pulita e il finale più epico. Personalmente preferisco la versione energica e grezza dell'ep, ma anche quella  dell'album è molto buona.
Pensate che i Delta Rae si siano ammorbiditi? Ci pensa "Bethlehem Steel" a smentirvi! Si tratta del brano più rock and roll mai scritto dalla ban, una divertente tempesta che rimanda un po' ai Jefferson Airplane e un po' a Florence and the Machine. Sembra di essere finiti a Woodstock! Come se non bastasse, Brittany si rende protagonista di una prova vocale graffiante come mai prima d'ora, anche grazie a linee vocali di grande presa. È impossibile non scatenarsi, ballare e cantare a squarciagola su "Bethlehem Steel"!
Dopo la tempesta, è l'ora di riposarci con un trittico di brani calmi. Il primo è "Dead End Road", cantata per lo più da Elizabeth, pur col supporto corale degli altri membri della band. L'atmosfera è delicata, ma nel ritornello si movimenta un po'. Proseguiamo con la "radio-friendly" e orecchiabilissima "You're The One for Me", cantata da Eric, e arriviamo all'emozionante "Cold Day in Heaven". Linee vocali, atmosfera, testo, interpretazione di Elizabeth: qui è tutto perfetto. Chapeau! Nel ritornello di questa power ballad ci si sente esplodere il cuore, e improvvisamente i fiori congelano, il cielo si oscura e viene voglia di urlare via il proprio dolore.
Risvegliamo i sensi con "I Will Never Die", pezzo dalle influenze blues e country che ricorda "Bottom of the River", ma in chiave più rock e con un assolo di chitarra. Brittany ammalia l'ascoltatore, mentre le percussioni hanno ritmo che viene istintivo imitare battendo mani e piedi.
L'album si avvia alla conclusione con un altro trittico di brani soffusi, il primo dei quali è la bellissima ballad al piano "The Meaning Of It All", in cui Eric regala una prova interpretativa maiuscola. I picchi emotivi del brano, però, si raggiungono con l'arrivo degli archi e nel bridge.
"My Whole Life Long" si avventura nel pop acustico ritmato, con vaghi rimandi country e cantato in duetto da Eric ed Elizabeth. È un brano molto ispirato, ma forse già sentito. Con l'arrivo degli archi e dei cori offerti dagli altri cantanti, però, "My Whole Life Long" prende il volo e va a segno. Piccola curiosità: durante un concerto, Ian ha usato questa canzone per chiedere alla sua ragazza di sposarlo.
A chiudere l'album ci pensa la title-track, brano alla chitarra acustica in cui le quattro voci si intrecciano quasi sussurrando. L'atmosfera è soffusa, come una ninna nanna, ma verso il finale si ha un intenso climax.
In conclusione, i Delta Rae si sono superati: con After It All hanno introdotto nuovi elementi nel proprio sound e non sono scivolati neppure in un solo filler. Certo, non è un album perfetto, ma è comunque tra i migliori dell'anno e proietta i Delta Rae nell'olimpo del rock melodico.
- Classifica delle tracce:
  1. "Bethlehem Steel"
  2. "Cold Day In Heaven"
  3. "The Meaning Of It All"
  4. "I Will Never Die"
  5. "Chasing Twisters"
  6. "The Dream" "Scared"
  7. "Run"
  8. "After It All"
  9. "Anthem"
  10. "Outlaws"
  11. "My Whole Life Long"
  12. "You're The One For Me"
  13. "Dead End Road"

domenica 28 giugno 2015

Songs of the week - 7


Septicflesh - Dogma of Prometheus


Lindsey Stirling feat. Lzzy Hale - Shatter Me
Somebody shine a light! I'm frozen by the fear in me.
Somebody make me feel alive and shatter me!
[...]
If I break the glass, then I'll have to fly.
There's no one to catch me if I take a dive!
I'm scared of changing, the days stay the same...
Therion - Kali Yuga III
It's the autumn of the aeons.
End is near, it's nothing to fear!
(It's) a beginning of the world!
Time is spiral, eternal...
Kundalini in space...

mercoledì 24 giugno 2015

L'Illuminismo greco #Sophia

Atene, V secolo a. C.
Con la sconfitta dei Persiani e i successivi cinquant'anni di pace, la potenza delle polis greche si ampliò progressivamente. A primeggiare su tutte furono Sparta e Atene: la prima espanse la propria influenza su quasi tutto il Peloponneso, la seconda assunse il comando della Lega delio-attica. Con il potere politico ed economico crebbe però anche l’ostilità tra le due città, portando alla Guerra del Peloponneso.

Pericle, leader dei democratici, governò Atene per circa un trentennio, portando la città al suo massimo splendore. Inoltre, si intensificarono i rapporti rapporti commerciali con le altre città.
Questo nuovo clima di pace permise ai sofisti, "maestri di virtù" itineranti, di spostarsi di città in città, seguendo le rotte commerciali. Visitando luoghi con tradizioni e ordinamenti politici differenti, talvolta entrando in contatto con culture radicalmente diverse da quella greca, essi iniziarono ad interrogarsi sul valore reale della natura, delle leggi, della morale e persino delle divinità, giungendo ad un sostanziale relativismo.

Il V secolo fu dunque al tempo stesso l’età dello splendore e della crisi della polis, poiché coincise con la crisi dei valori tradizionali, di cui i sofisti furono protagonisti. Infatti, i sofisti alimentarono la fiamma della rivoluzione culturale, scontrandosi con i valori tramandati passivamente e dogmaticamente attraverso il mito, la poesia e le leggi.
Ed è così che un gruppo eterogeneo di filosofi cambiò per sempre la storia della filosofia. dando vita a un Illuminismo greco per secoli sottovalutato, osteggiato e vittima di pregiudizi. Questi ultimi, va detto, nascono anche dalla crisi della seconda metà del V secolo, specialmente considerando che alcuni sofisti, Antifonte in primis, ebbero ruoli chiave in tentati colpi di Stato. Ma la questione non è così semplice: le infamie contro i sofisti hanno origini varie, quindi bisogna sfatare i miti e tornare alla realtà dei fatti.

Poiché stiamo parlando di un movimento molto eterogeneo, vi propongo un percorso per capire quali solo gli elementi in comune tra i sofisti. Nei prossimi articoli, invece, approfondirò singolarmente i sofisti principali.

domenica 21 giugno 2015

Songs of the week - 6

Wintersun - When Time Fades Away + Sons Of Winter And Stars

Haggard - Per Aspera Ad Astra

HDKSerenade of the Netherworld


domenica 14 giugno 2015

Chain On Love: una canzone per il matrimonio egualitario

Questa settimana sul sito di Queer As UniCT ho parlato di "Chain On Love", un brano dei Delta Rae scritto appositamente per supportare la causa del matrimonio egualitario. Si tratta di un’iniziativa molto interessante anche in relazione al ‪‎pubblico‬ del genere, che spesso è considerato ‪conservatore e omofobico. Qui potete leggere l'articolo completo e ascoltare la canzone in questione.
I Delta Rae sono una band statunitense dedita a un rock che, a seconda dei brani, presenta influenze country, blues, folk, pop e orchestrali. Attualmente hanno all’attivo due album, Carry the Fire del 2012 e After It All del 2015. Presto pubblicherò la recensione di quest'ultimo, che fin ad ora è tra i migliori album dell'anno.

Songs of the week - 5

Come avevo già annunciato, questo rubrica è stata spostata alla domenica.
Ed è ecco le tre canzoni che ho ascoltato di più nell'ultima settimana:

AnathemaUntouchable
Epica - In All Conscience 
Emma Hewitt - Still Remember You (Stay Forever)


Lo so, apparentemente c'è un legame testuale fra i tre brani scelti, ma è una pura casualità. Questa è stata una bella settimana, molto allegra.
Ah, sono ancora in fissa con "Revolution" dei Kamelot, ma non mi sembrava il caso di ripetermi. 

giovedì 11 giugno 2015

Una nuova rubrica #Sophia

Ho l'abitudine di scrivere dei riassunti di ciò che studio per l'università e ho pensato di riadattarli per questo blog. Nasce così Sophia, una rubrica di approfondimento dedicata alla filosofia. Inizierò con la filosofia antica e, se riceverò un feedback positivo in termini di visite, continuerò parlando di etica della vita, filosofia morale, estetica e neuroestetica, filosofia politica e via discorrendo. Più in là, mi piacerebbe parlare anche delle scuole filosofiche asiatiche, con particolare riferimento a quelle indiane e arabe.

Cercherò di trattare le varie tematiche in modo completo e rispettoso della loro complessità, ma al contempo mi sforzerò di utilizzare un linguaggio semplice, chiaro e accessibile a tutti.

Intendo iniziare Sophia parlando della sofistica greca. Nel primo articolo, che pubblicherò tra una settimana esatta, darò una panoramica generale di questa corrente, sfatando i luoghi comuni che per secoli l'hanno infamata. Negli articoli successivi, invece, parlerò nel dettaglio dei maggiori sofisti, concentrandomi su Protagora, Antifonte, Trasimaco e Gorgia. Dedicherò anche dei brevi articoli a Prodico, Ippia, Crizia e Callicle. Infine, parlerò della visione distorta dei sofisti che emerge dalle opere di Platone. Ovviamente, laddove necessario, scriverò degli articoli introduttivi (di certo uno sulla Scuola di Elea prima di parlare di Gorgia).

I miei testi di riferimento per la filosofia antica sono "Storia delle filosofia antica" di Giuseppe Cambiano (Editori Laterza), "I sofisti" di Mauro Bonazzi (Carocci Editore) e "Platone" di Franco Trabattoni (Carocci Editore).

P.S. la rubrica Songs of the Week verrà spostata alla domenica.

EDIT: per vari imprevisti, il primo post della rubrica verrà spostato a mercoledì 24 giugno. Mi dispiace e mi scuso.

sabato 6 giugno 2015

L'importanza di chiamarlo matrimonio


Da qualche mese frequento Queer As UniCT, un'associazione LGBT catanese. Sto anche collaborando alle gestione del loro sito, per il quale ho già scritto tre articoli:
  • Il “velo di silicone” di Susanne Sundfør. Un'analisi in chiave transgender e genderqueer del testo e del video di "The Silicone Veil", singolo della più grande superstar norvegese. Ho recensito l'omonimo album qui;
  • Noi siamo gli altri: i Delain e il rispetto delle diversità, In quest'articolo ho parlato della storia di Sophie Lancaster e del video di "We Are The Others" dei Delain. Ho recensito l'omonimo album qui;
  • L'importanza di chiamarlo matrimonio. In questo articolo ho spiegato perché le unioni civili proposte dal Governo Renzi sono insoddisfacenti e, soprattutto, ho smontato le argomentazioni di coloro che non vogliono assolutamente parlare di matrimonio egualitario. Quante idiozie sparano gli omofobi? Col mio vademecum potrete zittirli tutti!

Buona lettura!

giovedì 4 giugno 2015

Songs of the week - 4

Simone Simons & Dani Filth - The Creator and the Destroyer (Karmaflow Soundtrack)
Between the Buried and Me The Coma Machine
Raign - A Queen's Head