Dolendo novit mortalis vitam


Dolendo discit mori mortalis

giovedì 26 novembre 2015

Pagelle musicali: 2015 (Limbo)

  • AA.VV.   Karmaflow: The Original Soundtrack
    - Tipologia: Colonna sonora, Rock opera
    - Genere: Symphonic metal, MusicalElectronic rock, Power metal, Soundtrack musicProgressive metal
    - Influenze: Musica sinfonica, Musica elettronica, Thrash metal, Hard rock
    Commento: È impossibile valutare questa colonna sonora senza associarla al supporto videoludico. Questo perché Karmaflow è la prima rock opera sotto forma di videogame e l'integrazione tra musica e gioco è massima: il giocatore viene messo di fronte a dei bivi che influenzano i brani facendoli terminare in modi diversi e alcune parti sono allungate per fare da sottofondo a sequenze platform. Tutto questo nell'album musicale è andato inevitabilmente perduto, incollando assieme le alternative e le parti-sottofondo. Sono scelte che possono dare un'idea di ridondanza e prolissità, ma solo se slegate dal contesto.
    Alla colonna sonora di Karmaflow hanno partecipato vari artisti della scena metal, tra cui Coen Jansen e Arien van Weesenbeek degli Epica, che hanno affiancato il produttore e compositore principale Ivo Van Dijk. Al microfono, si sono alternati Simone Simons (Epica), Mark Jansen (Epica, MaYaN, ex After Forever), Henning Basse (MaYaN, Sons of Seasons, ex Metallium), Alissa White-Gluz (Arch Enemy, ex The Agonist), Charlotte Wessels (Delain), Dani Filth e Lindsay Schoolcraft (Cradle of Filth), Mariangela Demurtas (Tristania), Tony Kakko (Sonata Arctica), Elize Ryd (Amaranthe), Daniel De Jongh (Textures) e Marc Hudson (DragonForce).
    Il capolavoro del lotto è senza dubbio "The Creator And The Destroyer", che vede duettare Simone Simons e Dani Filth. Dopo un'intro elettronica e dissonante che ricorda un po' lo stile di Björk, il brano prende il via alternando tentazioni dance rock da discoteca e ispiratissimi passaggi orchestrali tessuti dalla Metropole Orkest, il tutto condito con un gusto prog power e passaggi quasi thrash. La struttura del brano risulta un po' confusa, complice l'assenza di un ritornello, ma è una scelta voluta che può essere capita solo giocando al videogame. Da segnalare l'ottima prova di Simone, che ha affrontato linee vocali tipicamente da musical con espressività, incisività e carisma. 
  • Aurora Running With The Wolves
    - Tipologia: EP
    - Genere: Synth pop, Alternative pop
    - Influenze: Pop acustico, Electropop, Chamber pop, Folk pop, Folktronica
    - Commento: A sei anni impara da autodidatta il pianoforte, a dieci comincia a scrivere le proprie canzoni, a tredici si esibisce in pubblico per la prima volta, a sedici pubblica online il suo primo singolo e a diciotto firma un contratto discografico con una major. Lei è Aurora e, nonostante la giovanissima età, ha le idee molto chiare sul tipo di musica che vuole fare: non un teen pop stile "puttan-Disney", ma un raffinato pop acustico venato di elettronica e qualche elemento cameristico, con testi molto maturi e un elegante approccio vocale. Immagino che adesso vi stiano venendo dei complessi, chiedendovi perché avete sprecato la vostra vita, ma non dovreste: Aurora è norvegese e si sa che il Nord Europa cresce i migliori talenti musicali al mondo. Non c'è gara, non possiamo competere. Sarà il poco sole, sarà il freddo, saranno le foreste, sarà la civiltà e l'amore per la cultura anche musicale... non lo so. Fatto sta che l'EP d'esordio di Aurora è stupendo. E lei, pur essendone consapevole, dimostra grande umiltà e tenerezza nell'approccio coi fan, come sa bene chi la segue sui social.
    L'EP inizia con la ballata sintetica "Runaway", che ha ricevuto gli apprezzamenti di Katy Perry. La cosa ironica è che quest'ultima "canta" brani infantili anche a confronto con quelli di una diciannovenne.
    Si prosegue con "Running With The Wolves", che ci mostra un'Aurora spensierata, desiderosa di lasciarsi andare e perdere il controllo come un animale selvaggio. Poi c'è "In Boxes", brano che Lorde farebbe bene a invidiare, e infine "Little Boy In The Grass", che parte su coordinate folk pop e poi ci trasporta in un vortice di emozioni.
    Quattro brani sono un piccolo assaggio, lo so, ma fortunatamente l'album d'esordio di Aurora uscirà a gennaio 2016 col titolo Winter Bird. Per anticiparlo, è già stato rilasciato l'emozionante singolo "Murder Song (5, 4, 3, 2, 1)", disponibile in versione acustica e in versione electro-folk. Devo dire che fa davvero impressione vedere una ragazza col viso da bambina cantare versi strazianti e sofferenti, sognanti e insieme cinici, duri e insieme dolci. In effetti, nei videoclip lo sguardo e le movenze di Aurora trasmettono una maturità espressiva inedita non solo a moltissime coetanee, ma anche a tante bambine cresciute che sparano panna dalle tette o urlano "lavora, stronza!" dall'alto della loro nullafacenza.
    EDIT: a quanto pare, c'è stato un cambio di programma. L'album d'esordio di Aurora uscirà l'11 marzo 2016 col titolo All My Demons Greeting Me As A Friend, titolo secondo me molto più bello del precedente. Ecco la tracklist: 1) "Runaway"; 2) "Conqueror"; 3) "Running With The Wolves"; 4) "Lucky"; 5) "Winter Bird"; 6) "I Went Too Far"; 7) "Through The Eyes Of A Child"; 8) "Warrior"; 9) "Murder Song (5, 4, 3, 2, 1)"; 10) "Home"; 11) "Under The Water"; 12) "Black Water Lilies". Nella versione deluxe saranno presenti anche la cover degli Oasis "Half The World Away", la versione acustica di "Murder Song (5, 4, 3, 2, 1)", "Nature Boy", "Wisdom Cries" e il Pablo Nouvelle Remix di "Running With The Wolves"
  • ISON Cosmic Drone
    - Tipologia: EP
    - Genere: Musica elettronica, Drone music, Darkwave, Ambient
    - Influenze: Shoegaze, Gothic rock, Space music, Soft rock
    - Commento: Con circa 34 minuti di musica divisi in cinque brani, questo EP riesce a evocare determinate emozioni e atmosfere con precisione chirurgica, anche grazie all'uso intelligente delle voci e dell'elettronica. In questa veste minimale, Heike Langhans, che è anche la nuova cantante dei Draconian, ha dato vita a una prova... spaziale.
  • Molly Sandén   Like No One's Watching
    - Tipologia: EP
    - Genere: Pop, Synth pop, Electropop, Dance pop
    - Influenze: Rap pop, R'n'B
    - Commento: Molly Sandén è una cantante svedese che propone un pop elettronico e radio-friendly, ma che spesso concede a testi intimi. Dopo due album, quest'anno ha fatto uscire un EP i cui picchi sono senza dubbio "Phoenix" e "Freak". La prima è una sorta di nuova "Chandelier" con elementi di "Dark Horse" e ci spiega che, per rimanere vivi, talvolta bisogna morire tra le proprie fiamme. La seconda canzone, invece, è una ballad con elementi del "Lago dei Cigni" di Čajkovskij in versione carillon che narra la sofferenza di chi viene discriminato perché non omologato alla massa. In entrambi i casi, Molly dimostra di avere una voce espressiva e portata per le agilità, anche se poco preparata da un punto di vista tecnico.
    Anche la title-track è carina. Si tratta di un brano pop con una bella melodia e un ritmo battimani, ma che nell'insieme risulta già sentito.
    I restanti due brani dell'EP rappresentano il lato electropop/dance di Molly. "California Dreams" è un classico del genere, ma presenta anche vaghi rimandi orientaleggianti e una parte rappata. L'insieme, pur non essendo innovativo e soffrendo per il finale forzato, riesce a catturare. Lo stesso non vale per "Satellites", brano ben prodotto e divertente da ballare, ma anche banalotto e senz'anima.
    Insomma, Molly Sandén spicca nei brani in cui può interpretare testi tanto intimi quanto universali, quindi spero che il prossimo album segua questa direzione e non quella danzereccia. 
  • Mono & The Ocean  – Transcendental
    - Tipologia: EP, Split single
    - Genere: Post-rock, Progressive rockPost-metalProgressive metal, Avantgarde
  • Ne Obliviscaris – Hiraeth
    - Tipologia: EP
    - Genere: Progressive death metal
    - Influenze: Black metal, Jazz fusionDjentFlamenco, Symphonic metal
  • Ne Obliviscaris Sarabande to Nihil
    - Tipologia: EP
    - Genere: Progressive death metal
    - Influenze: Black metal, Jazz fusionDjentFlamenco, Symphonic metal
  • Porcelain Black –  Mannequin Factory
    - Tipologia: Unofficial leaked album
    - Genere: Electropop, Industrial rockDance popPop rock
    - Influenze: EDMAlternative rock, R'n'B, Rap rockRap pop. Hard rock,  Reggae
    - Commento: Porcelain Black, precedentemente Porcelain and the Tramps, è una cantautrice piuttosto conosciuta in ambito underground. Dopo aver firmato un contratto con la label di RedOne, la strada per il successo sembrava spianata, eppure l'album d'esordio è stato costantemente posticipato.
    A gennaio 2015 è finita online una versione piratata di Mannequin Factory, ma Porcelain Black non se n'è dispiaciuta e anzi ha affermato che i fan possono sentirsi liberi di scaricarla. WTF?! A quando pare Porcelain ha interrotto bruscamente la sua collaborazione con Nadir Khayat aka RedOne, che probabilmente si è vendicato leakando il materiale su cui stavano lavorando, ma applicando un limiter e quindi abbassandone la qualità. Se questo rumor dovesse rivelarsi fondato, dovremmo fare i complimenti a Nadir Khayat per la sua maturità da undicenne.
    Tornando all'album, saltano immediatamente all'occhio due cose: molti brani provengono dal periodo di Porcelain and the Trumps e manca il singolo "One Woman Army". Quest'ultimo, essendo stato prodotto da RedOne, dubito verrà ripreso nei futuri progetti della cantante. Ed è un peccato, perché il suo mix di dance, industrial e rap-pop era interessante e presentava una versione migliorata di alcune cose fatte da Rihanna. Ma va be', passiamo oltre e iniziamo l'ascolto.
    Le danze si aprono con "This Is What Rock N Roll Looks Like", in duetto col rapper Lil Wayne, che si differenza dalla versione del singolo per l'aggiunta di una variazione dubstep. Fin da subito si rimane a bocca aperta per la voce di Porcelain Black, che a tratti sembra quasi una growler death metal. Non credo sia molto salutare graffiare come fa lei. 
    Si prosegue con "Naughty Naughty", un divertente brano electropop dal ritornello irresistibile. Il terzo brano è "Mannequin Factory", in cui da un lato ci sono forti richiami alle produzioni di RedOne per Lady Gaga ("Bad Romance", "Judas" e "Scheiße" in primis), dall'altro l'orientamento industrial ci rimanda a Marilyn Manson e, a tratti, agli I:Scintilla. Il ritmo è irresistibile e Porcelain interpreta le linee vocali in modo molto sporco e rock. Anche il testo non è affatto male, cosa piuttosto rara all'interno di quest'album.
    Passando oltre la scatenata e grezza "Swallow My Bullet", veniamo spiazzati  da "Mama Forgive Me", Questa parte come ballad e poi, dopo un ispirato giro di basso, diventa un mid-tempo dance dotato di un ritornello molto bello. La cosa ironica è che Porcelain si sbatte per interpretare un testo infantile, ridicolo e che vuol sembrare trasgressivo a tutti i cosi. Finché certe frasi sono abbinati a brani scatenati e dal sound tamarro lo capisco, ma in questo brano c'azzeccano come i cavoli a merenda! Peccato, perché in generale il brano è tra i migliori dell'album.
    Il sesto brano è un'altra bomba e si intitola "Pretty Little Psycho". Questo, tra beat e irresistibili woob di synth, ci mostra alla perfezione l'"industrial pop" di Porcelain Black. Provate a non ballare! Si prosegue con l'allegra e adolescenziale "Rich Boy", che mischia un pop-rock danzereccio con accenni reggae. Un brano da canticchiare fino alla nausea battendo le mani a ritmo, ma che alla fine non brilla in mezzo agli altri dell'album.
    Continuando con l'ascolto, si viene sorpresi dalla stupenda ballad "How Fo You Love Someone", originalmente scritta per Ashley Tisdale. Tra archi, chitarre elettriche, tocchi elettronici e linee vocali molto ispirate, Porcelain ci mostra il suo lato più intimo e fragile. Lo stesso accade nella successiva "Too Much of Not Enough", che si fregia di un'interpretazione sentita su linee vocali dal sapore r'n'b, sostenute da pianoforte ed elettronica. Sicuramente un brano che si discosta dagli altri, ma che non per questo sembra fuori posto.
    Dopo un'introduzione al pianoforte, "Stealing Candy From A Baby" ci fa ancora ballare e scatenare, ma tutto sommato non colpisce più di tanto. Passiamo poi all'assoluto capolavoro dell'album: la breve ma intensa "Kisses Lose Their Charm". Si tratta di un'electro-ballad sensuale e ammaliante, tessuta da linee vocali ipnotiche, atmosfere dark e rintocchi di pianoforte. Chapeau! 
    "King of the World" è uno dei brani del periodo Porcelain and the Tramps che sono stati rimaneggiati da RedOne. La differenza col resto dell'album si nota subito per la forte impronta hard rock, ma ciò non lo rende un brano memorabile. Lo stesso vale per "Fuck Like A Star" che, dopo un'intro parlata, si concede a un industrial rock perverso che ricorda vagamente i Combichrist. Sono pregevoli anche gli inserti synth dal mood "sexy-vampiresco", ma ciò nonostante il brano risulta troppo caotico e ripetitivo.
    Dopo il rock tanto sporco quanto anonimo di "I'm Your Favorite Drug", arriviamo alla pazzesca "Gasoline". Figlia del migliore Manson, questa ci propone un industrial rock a cui è impossibile resistere: potete cantarlo a squarciagola in sella a un Harley Davidson oppure usarlo per distruggere la pista da ballo di una discoteca underground. Volendo potreste anche metterlo in sottofondo durante del sesso selvaggio, ma per questo sarebbe più adatta la successiva "Curiosity". Lo stile è lo stesso, ma qui il ritmo è più marcato e le linee vocali sono più trascinanti. Sarebbe stata una canzone perfetta per riportare il rock ai piani alti delle classifiche di vendita. Purtroppo la magia non dura fino alla fine dell'album: l'ultima traccia, "Teeny Bopper Crack Whore", è così fastidiosa da essere imbarazzante.
    Tirando le somme, Mannequin Factory sarebbe potuto essere uno dei migliori album pop-rock degli ultimi anni. Fortunatamente Porcelain Black sta già lavorando al suo prossimo album, stavolta senza RedOne. Chissà che cosa tirerà fuori dal cilindro!
    - Tracce migliori: "Kisses Lose Their Charm", "Curiosity", "Mennequin Factory", "How Do You Love Someone""Pretty Little Psycho", "Gasoline", "Too Much of Not Enough", "Mama Forgive Me""Naughty Naughty" "This Is What Rock N Roll Looks Like".
  • Raign – Knocking On Heavens Door
    - Tipologia: EPCover album
    - Genere: Alternative pop, Synth pop
    Commento: Dopo essere stata scartata da X Factor UK, la controversa, presuntuosa e innegabilmente talentuosa Raign non si è data per vinta e ha prestato la propria voce per le colonne sonore di vari telefilm. Così nato è questo EP, che racchiude due cover ("Knocking On Heavens Door" di Bob Dylan e "Wicked Game" di Chris Isaak) e due inediti ("Empire of Our Own" e la meravigliosa "Don't Let Me Go"). Nonostante l'assenza del singolo "A Queen's Head", questo EP permette di apprezzare le doti compositive e autoriali di Raign, che la portano verso un personalissimo alternative pop dalle tinte elettroniche. Inoltre, se live le cantante inglese mostra tutte le sue carenze tecniche e d'intonazione, su album è possibile apprezzarne il timbro scuro da contralto. Adesso non rimane che aspettare l'album d'esordio vero e proprio, sperando che risulti più vario di questo EP.
  • Tarja Turunen – Ave Maria - En Plein Air
    - Tipologia: Cover album
    - Genere: Musica sacra e cameristica
    - Commento: Ho sempre criticato le performance classiche di Tarja, ritenendola totalmente inadatta a cantare l'Opera. Anzi, la trovo blasfema quando si esibisce nei teatri, spacciandosi per grande cantante lirica, D'altra parte, quando si dedica al crossover rock/metal risulta goffa e parodistica per via dei suoi difetti tecnici combinati al timbro "robotico" e all'assenza di espressività. Ma allora qual è il percorso artistico adatto alla voce di Tarja? Il repertorio sacro e cameristico, a quanto pare. Infatti in questa compilation di dodici "Ave Maria", ciascuna scritta da un compositore diverso, il soprano finlandese ci ha regalato la sua migliore prova vocale di sempre. Forse perché innamorata del progetto, Tarja si è impegnata molto, riuscendo a evitare le vocali troppo aperte, a non schiarire troppo il timbro senza per questo intubare, a controllare meglio il diaframma generando così un buon vibrato e addirittura a interpretare risultando espressiva e non comica. Siamo insomma di fronte a una prova vocale molto buona, anche se non spettacolare. Tarja ha svolto il suo lavoro con competenza e professionalità, dimostrando una crescita tecnica che mi auguro mantenga anche nel contesto rock. La vedo dura, però. 
    Infine devo segnalare che l'ultima "Ave Maria" del disco è stata composta da Tarja stessa, non a caso è la versione più brutta e satura di vocalizzi sguaiati fini a se stessi. 
  • Two Steps From Hell Battlecry
    - Tipologia: Colonna sonora
    - Genere: Soundtrack music, Musica sinfonica
  • Two Steps From Hell – Classics, Vol. 2
    - Tipologia: Colonna sonora, Compilation
    - Genere: Soundtrack music, Musica sinfonica
  • Xandria – Fire & Ashes
    - Tipologia: EP (tre inediti, due cover, due brani ri-registrati di album precedenti)
    - Genere: Symphonic metal, Power metal
    - Influenze: Hard rock, Gothic rock, Musica elettronica
    Commento: Dagli Xandria è lecito non aspettarsi nulla di originale: ormai sono la classica band-clone dei Nightwish. Ed è un peccato, perché con Salomé – The Seventh Veil del 2007 sembravano essere alla ricerca di una strada originale, salvo poi disattendere le aspettative già con i successivi Neverworld's End e Sacrificium. Quindi perché ascoltare il loro nuovo EP? Mi viene in mente un solo e unico motivo: la voce di Dianne van Giersbergen, che qui ci ha regalato la sua miglior prova vocale fino ad oggi. Certo, è ancora acerba e bisognosa di studio, ma è sulla buona strada e in alcuni passaggi è notevole. Brava, complimenti! Lei e solo lei merita un applauso, con la speranza che il suo fidanzatino (il produttore e tastierista Joost van den Broek) le affidi un progetto degno. Gli Xandria, purtroppo, non lo sono.
    Ma parliamo delle canzoni. Il singolo "Voyage of the Fallen" ha un ritornello molto catchy e si fregia di una brillante prova vocale, ma c'era davvero bisogno di prendere "Unchain Utopia" degli Epica e farla remixare dagli Stratovarius e dai vecchi Nightwish? Decisamente più interessante la successiva "Unembraced", che inizia con un'atmosfera gothic tessuta dalla tastiera e dall'elettronica, salvo poi trasformarsi nel classico pezzo symphonic power già sentito mille volte. Il terzo e ultimo inedito, "In Remembrance", è una ballad che sembra un mix di "Bard's Song" dei Blind Guardian e "Return To You" dei Visions of Atlantis. Il risultato è comunque carino, ma Dianne avrebbe dovuto dare una maggiore carica emotiva e "recitativa".
    Nell'EP sono stati inseriti anche due vecchi brani degli Xandria ri-registrati con la nuova cantante ("Ravenheart" dall'album omonimo e "Now & Forever" da India), la cover di "Don't Say A Word" dei Sonata Arctica e quella di "I'd Do Anything for Love (But I Won't Do That)" dei Meat Loaf. Quest'ultima vede la partecipazione di Valerio Recenti, cantante dei My Propane, ma spicca soprattutto per la prova vocale di Dianne, che ci dimostra di essere molto convincente anche nel canto moderno. Io stesso credevo fosse più portata per il lirico e sono rimasto stupido nel sentirla cantare in modo così espressivo un brano del genere, tirando fuori anche un timbro corposo, delle note gravi decise e un belting niente male. Peccato solo per alcuni passaggi intubati, ma Dianne è ancora "work in progress" ed è bello sentirla costantemente migliorare. Spero che riuscirà a mantenere questi livelli anche nei live, dove tende ad essere spesso calante e intubata, forse per problemi di acustica e di concentrazione, forse per inesperienza e preparazione tecnica ancora troppo fragile. 

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