Dolendo novit mortalis vitam


Dolendo discit mori mortalis

lunedì 16 novembre 2015

Non pregare, pensa per Parigi!

Sarebbe ipocrita per me, agnostico e anticlericale, aderire alla campagna #PrayForParis. E sarebbe anche inutile, dato che le preghiere non servono a nulla. Proprio per questo, voglio invitarvi a pensare, informarvi, studiare e riflettere.
Come afferma Luca Romano su Tagli, per combattere l'ISIS abbiamo bisogno di un nuovo Illuminismo. Nel suo articolo fa riferimento a un "Piano Marshall" per estirpare il seme del fondamentalismo. È chiaro che la povertà aumenta il rischio di farsi ammaliare dalla cieca fede, ma il piano evocato è culturale prima ancora che economico. Cito:
Cosa può fare l'occidente per favorire e accelerare una rivoluzione illuminista? Partire da noi stessi. A scuola noi studiamo che l'islam nasce nel settimo secolo - pausa - crociate - pausa -Lepanto - pausa - palestinesi contro israeliani. 
Forse sarebbe il caso che fossimo un po' meno europacentrici e invece dell'ora di religione cattolica o di 5 ore alla settimana di grammatica latina studiassimo che diamine è successo nel resto del mondo (e quando parlo di mondo mica mi limito al mondo arabo: siamo totalmente ignoranti circa la Storia di Cina, Giappone, Russia...). Parallelamente, bisognerebbe iniziare a studiare chi in quei mondi da noi totalmente ignorati ci è vissuto (scrittori, filosofi). 
Questa è una riforma del nostro modo di pensare: serve a mettersi nelle condizioni, finalmente, di iniziare a costruire la possibilità di un confronto culturale, al di là dei luoghi comuni e dei perbenismi che fioccano in momenti come questi.
Ad esempio, perché non è vero che il Corano è un libro di pace e ammmmorrre (e sì, l'ho letto). Detto in parole molto chiare: il Corano è pieno di stronzate, come la Bibbia del resto; anche perché (spoiler!) quando sono stati scritti la "pace nel mondo" era qualcosa di cui non fregava un tubo a nessuno. Allo stesso modo, nel Corano ci sono anche messaggi positivi: dipende sempre da come le cose vengono interpretate.
D'altra parte non è che Voltaire, Diderot e compagnia fossero tutti atei: avevano semplicemente deciso che visto che Dio aveva dato loro il cervello e la ragione, tanto valeva usarli.
Questo concetto, però, non è esportabile. Non puoi esportare l'illuminismo d'emblée presso popoli che già avrebbero difficoltà a capire il processo dialettico tra Riforma luterana e controriforma. A maggior ragione, non puoi farglielo capire citando filosofi occidentali, perché logicamente quelli ti tratteranno come un cane infedele. 
Se invece ci mettiamo nelle condizioni di saper maneggiare le loro categorie, ad esempio citando un filosofo arabo, probabilmente ci daranno lo stesso dei cani infedeli, ma poi magari due domande se le fanno, e magari, vedi mai, vanno a leggere. Basta quello: una volta che inizi a far leggere la gente la rivoluzione illuminista è iniziata.
E quando hanno letto i loro filosofi, hai una base su cui iniziare a far leggere i nostri, e quando arrivi a Voltaire, Kant e poi Feuerbach quelli si girano e ghigliottinano il mullah, realizzando di essere stati presi in mezzo per secoli. 
Quel giorno si risolve alla base il problema del terrorismo islamico. 
Aggiungo che il problema dell'eurocentrismo si estende anche all'università: pochissimi atenei italiani hanno corsi di filosofia araba, indiana, cinese e giapponese. La mia università, quella di Catania, è tra quelle che non ha neppure uno di questi. Io sto provando a colmare le lacune per conto mio, tempo permettendo. In un futuro articolo vi consiglierò qualche libro a tema.

Tornando agli attentati di Parigi, non possiamo escludere che siano stati opera di Al-Qaeda, come accaduto a gennaio nella sede di Charlie Hebdo. Le rivendicazioni dell'ISIS potrebbero quindi essere solo mosse propagandistiche.
Va anche detto che i "foreign fighter" viaggiano verso il califfato con biglietti di sola andata: vogliono vivere sotto la vera Sharia, giacché la dottrina richiede ai fedeli di risiedere nel califfato. Non a caso un video propagandistico dell'ISIS mostra un gruppo di jihadisti che brucia i propri passaporti francesi, inglesi e australiani. Gli aspiranti "foregn fighter" che non riescono a partire tentano spesso di organizzare attentati, ma le loro azioni sono dettate dalla frustrazione e quindi si tratta di "lupi solitari" poco organizzati.
Ciò vuol dire che lo Stato Islamico può essere escluso a priori? Niente affatto! Anzi, l'ipotesi attualmente più probabile è che gli attentati siano stati un'azione di rappresaglia e dissuasione contro il (doveroso) intervento francese in Medio Oriente. Ma parliamo di probabilità, non di certezza. Le indagini sono ancora in corso.

Invece a chi dà la colpa all'accoglienza e alle politiche d'integrazione, vorrei ricordare che in Francia il problema è esattamente opposto: c'è pochissima integrazione e il diffuso razzismo ha portato a ghettizzare gli immigrati di seconda generazione. Questi, sentendosi tagliati fuori dal tessuto sociale e quindi impossibilitati a integrarsi, iniziano a odiare i valori della Francia. Entrando poi in contatto con i paesi d'origine dei propri genitori, spesso distrutti o sfruttati dai paesi europei, conoscono associazioni rancorose e violente pronte ad addestrarli e armarli.
Sicché, cari razzisti e xenofobi che urlate "bastardi islamici!", vi informo che siete tra i mandanti morali di ciò che sta accadendo. Di più: siete i primi alleati dell'ISIS, perché ciò che vogliono gli estremisti è proprio la diffusione dell'odio indiscriminato. Cari Salvini, Meloni e LePen, quando fate gli sciacalli solo per ottenere consenso elettorale, passatevi una mano sulla coscienza! Fortunatamente, molti cittadini francesi si stanno opponendo a chi fa di tutta l'erba un fascio.

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