Dolendo novit mortalis vitam


Dolendo discit mori mortalis

sabato 2 maggio 2015

La seconda pietra

Ho spesso paura del domani. E se mi svegliassi senza riconoscere mio marito? Se non sapessi dove mi trovo o non mi riconoscessi allo specchio? Quando smetterò di essere me stessa? La parte del mio cervello responsabile del mio essere me stessa e nessun'altra è vulnerabile alla malattia? O la mia identità è qualcosa che trascende neuroni, proteine e difetti molecolari del DNA? Il mio corpo e il mio spirito sono immuni dal saccheggio dell'Alzheimer? Io credo di sì.
Sentirsi diagnosticare l'Alzheimer è come essere marchiati con una lettera scarlatta. È quello che sono adesso, una persona affetta da demenza. E il modo in cui, per un certo periodo, mi definirò io, e poi continueranno a definirmi gli altri. Ma io non sono quello che dico o quello che faccio o quello che ricordo. In realtà sono molto di più.
- Da "Still Alice: Perdersi" di Lisa Genova
A volte mi sento come se la mia ragione si stesse indebolendo e il mio orologio interiore obbligasse il tempo a fermarsi. Sto sbriciolando il confine fra la vita e la sanità mentale ed ecco che tutto comincia ad andare in frantumi davanti a me.
A volte sento di star tradendo i miei ricordi. Questa volta sembra che stia perdendo la battaglia: trovo difficile essere coscientemente parte della vita. Ed ecco che la consapevolezza e i sogni cominciano a separarsi.
Il treno dei miei pensieri si è perso da qualche parte lungo la strada. Sto inseguendo le ombre che affollano il mio cammino, repliche di visioni che danzano più veloci della mia mente.
- Da "The Second Stone" degli Epica (traduzione di Moonpie) - 

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