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Dolendo discit mori mortalis

martedì 31 marzo 2015

Sulla natura dell'arte narrativa e sull'importanza dello studio

Segnalo cinque articoli molto interessanti.
  1. Il problema di chiamarla "Arte" e basta dal blog di Vaporteppa.
    Cosa è d'avvero l'Arte in ambito letterario? Per chi ha studiato, il problema non si pone: è dal 1961 che è diventata chiara la natura della narrativa come Arte Retorica, per la precisione Retorica delle Dissimulazione. Eppure tanti autori continuano a rifugiarsi nella parola Arte come contrapposizione a Commerciale, perché schiacciati da una meccanismo commerciale a cui non sanno adeguarsi. Allo stesso modo, molti editori incompetenti usano le logiche di mercato come scuse per accontentarsi di standard qualitativi bassi. Ciò è reso possibile dall'usare la parola Arte in modo molto generico. Perché si usa spesso "Arte" senza dare un significato chiaro alla parola? Tra i vari motivi, inclusa l’ignoranza e la malafede, c’è anche quello che molta di questa presunta Arte, giudicata come Retorica, è spazzatura. Un altro problema della parola Arte non definitiva maggiormente è che gli editori hanno cominciato a definire Arte Letteraria porcate caratterizzate dall'uso di parole oscure a caso e/o da un tono radical-chic o finto intellettuale. Tanto, se l’Arte non è definita in modo preciso, chi può dire che non siano Arte? E chi può impedire di sfruttare il termine per scopi puramente commerciali? 
  2. Gli handicappati della letteratura da Baionette Librarie.
    In questo articolo si utilizza Baricco come esempio di pessimo scrittore in quanto non fa retorica nel modo atto a causare un responso misurabile nel cervello. Partendo da ciò, si ragiona sul perché ci sia gente convinta che Baricco sia un grande scrittore e su quali bias stanno dietro a certi errori di valutazione. Infine, si spiega perché l'odio italiano verso la narrativa di genere porti da un lato a una generale diminuzione del numero dei lettori e dall'altro a una diffusa mancanza di serietà tra gli scrittori. 
  3. Nascita o addestramento? dal blog di Vaporteppa.
    Fa comodo appellarsi al Talento, perché salva dalle critiche e dalla fatica. Perché studiare per migliorare, se solo il Talento conta? Peccato che in realtà lo studio e l'allenamento siano molto più importanti del potenziale di partenza. 
  4. La Qualità è l’unica Realtà che abbiamo dal blog di Vaporteppa.
    Prendendo spunto da due video di Enzo Mari, si parla dell’importanza di fare aspirando a far bene, lavorando per far bene, secondo metodi che aumentino l’efficienza e con obiettivi di qualità chiari in testa. 
  5. La Virtù sta sempre nel mezzo? dal blog di Vaporteppa.
    La differenza tra fede e conoscenza sta in ogni cosa.
    Prendiamo per esempio l’idea diffusa che ogni estremo sia sbagliato e la corretta soluzione sia sempre in mezzo, che è l’interpretazione di chi segue per fede “in medio stat virtus” applicandolo sempre e senza interrogarsi su cosa implichi o cosa significhi.
    Per esempio, applichiamolo alla scelta tra due estremi: per dissetarsi è meglio un bicchiere d'acqua o uno di sabbia? Chi sceglie di bere acqua è forse un estremista? C'è differenza tra "equilibrio" e "compromesso"?
    In Narrativa, non esiste una via di mezzo tra Mostrare e Raccontare: l'unica scelta sensata è quella del Mostrare. L'equilibrio va quindi ricercato internamente al Mostrato, perché descrivere troppo o descrivere troppo poco sono entrambe scelte dannose. Bisogna capire cosa Mostrare e, soprattutto, come farlo in relazione al Punto di Vista. Il resto va tagliato. 

Per chi volesse approfondire le questioni accennate, consiglio di leggere "Retorica della Narrativa" di Booth, "Storia e Discorso" e "Literary Style" di  Chatman, qualche buon saggio di Tecniche Narrative di base (ad esempio, quelli della Gotham Writers's Workshop o di James N. Frey) e qualche testo di Neuronarratologia, Poetica Cognitiva, Neuroretorica e Neuroestetica. In particolare, consiglio i testi di Stefano Calabrese ("Neuronarratologia", "Retorica e Scienze Neurocognitive"...) e di Bernini e Caracciolo ("Letteratura e Scienze Cognitive"...).

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