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sabato 21 febbraio 2015

Il New Weird non esiste

Prima da una discussione sul gruppo Facebook "Manoscritti fantasy nel cassetto" e poi parlando in chat con Marco Carrara, mi sono reso conto di dover specificare alcune cose riguardo al perché parlo di New Weird. Per capire di cosa sto parlando, vi consiglio di leggere i due articoli precedenti, ossia questo e questo

Partiamo da un presupposto: il New Weird non esiste in quanto la sua definizione è perfettamente compatibile con quella del Science fantasy: fantasy con influenze fantascientifiche. A ciò, però, il New Weird aggiunge due regole: bisogna curare molto la verosimiglianza e bisogna "abbandonarsi al bizzarro". Analizziamole.L'invito alla verosimiglianza dovrebbe valere per tutto il fantasy e in generale per tutta la narrativa fantastica. È vero che nel New Weird diventa una regola perentoria, ma ciò non vuol dire nulla: la qualità non definisce i generi letterari.Un discorso simile si può fare per l'"abbandonarsi al bizzarro". Poiché le opere NW risultano meno estreme di quelle Bizarro fiction, possiamo dedurre che l'invito non sia da interpretare come un forzare la mano sulle bizzarrie. O meglio, è indubbio che gli autori NW usino spesso creature e ambientazioni strane, ma il gusto per le stranezze non è tale da giustificare la nascita di un genere. Semplicemente abbiamo a che fare con elementi originali, ma così facendo torniamo al discorso di prima: la qualità non definisce i generi. Sicché al massimo, possiamo parlare di un movimento o di una corrente letteraria dedita al "Fantasy anti-tolkieniano", al "Fantasy revisionista" o, più concretamente, al cercare le vere radici del genere. Faccio una parentesi su quest'ultimo punto: la radice del Fantasy è la fantasia. Scandalo! Sacrilegio! Orrore! E ora vi dirò un'altra cosa sconvolgente: la fantasia si nutre di originalità. O forse voi credete che ripetere cliché e soluzioni banali richieda fantasia? Con ciò non voglio dire che tutti i bravi scrittori fantasy debbano per forza essere rivoluzionari, ma per lo meno dovrebbero avere un minimo di originalità e personalità artistica. Non mi sembra di pretendere troppo. 

Riassumendo, il New Weird non esiste perché la sua è una non-definizione, quindi non c'è da stupirsi se molte opere rappresentative siano inseribili nell'ambito Science fantasy (Steamfantasy, Dieselfantasy...).Il discorso cambia per un altro genere nato recentemente, ossia la Bizarro fiction. Questa impone tre o più elementi fantastici dalle caratteristiche assurde e grottesche, il che giustifica la nuova tassonomia. Ma mentre la Bizarro fiction è nata in modo genuino, il New Weird non era altro che un'operazione commerciale; infatti VanderMeer c'ha infilato un po' di tutto, spesso sfumando il confine con la Bizarro fiction. A tal proposito, qualcuno potrebbe obiettare che quest'ultima sia farsesca laddove il New Weird sia serio, ma non è sempre vero e quindi si tratta di caratteristiche accidentali.
A questo punto penserete che io voglia identificare il New Weird (e quindi il Science fantasy) con la Bizarro fiction, ma non è così: penso siano generi ben distinti e separati. Le motivazioni di ciò, però, vanno ricercate in due fattori. Il primo riguarda il 
gusto per l'assurdo e il grottesco portato alle estreme conseguenze, che è tipico della Bizarro fiction e non del New Weird. Il secondo fattore di distinzione tra i generi, invece, riguarda il background di riferimento: laddove il New Weird è fantasy, la Bizarro fiction trascende di più i generi e quindi va classificata romanzo per romanzo (alcuni sono più fantasy, altri più horror e altri, la maggioranza, più fantascientifici). 

Ma allora perché mi ostino a promuovere il New Weird? Per ciò che rappresenta.
New Weird è una definizione interessante di come ogni Fantasy dovrebbe essere, è un'aspirazione qualitativa di originalità, verosimiglianza, coerenza, ricchezza e personalità. 
Io provo a diffondere il New Weird per invitare a guardare avanti e a non accontentarsi del seminato. Giacché il Fantasy lascia carta bianca su molte cose, perché sprecare quest'occasione imponendosi paletti superflui? Perché guidare una Ferrari in giardino e a 30 km/h? Perché limitarsi a riscaldare la solita minestra? Per codardia, per pigrizia o per incompetenza? Ovviamente nulla vieta di arroccarsi su posizioni tradizionaliste e conservatrici, ma almeno sarebbe auspicabile farlo con cognizione di causa. E ovviamente, ribadisco, non intendo promuovere esclusivamente le soluzioni rivoluzionarie: tra andare a 30 km/h e andare a 250 km/h ci delle vie di mezzo, si tratta solo di capire quale dovrebbe essere il limite minimo.
Un discorso simile vale per i lettori, a cui voglio far capire che il Fantasy non si esaurisce in quello così detto "classico". 

P.S. ho usato la metafora dei limiti di velocità, ma era funzionale a indicare quanto fosse uno spreco sottoutilizzare il fantasy. Se invece parliamo di limiti massimi, bisogna considerare le proprie capacità: se non si spicca per lucidità e riflessi, spingere troppo sull'acceleratore può essere fatale. Uno scrittore competente e con pretese di professionalità dovrebbe conoscere sia le proprie potenzialità sia i propri limiti e, conseguentemente, dovrebbe scegliere i generi più adatti a lui. Ovviamente, non intendo fare una classifica assoluta per difficoltà: ogni genere necessita di competenze diverse, quindi bisogna considerare i fattori specifici in ballo. Infine, preciso di ritenere stupido mettere in relazione il prestigio di un genere con la sua presunta difficoltà secondo il fattore X o il fattore Y. 

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