Dolendo novit mortalis vitam


Dolendo discit mori mortalis

domenica 11 gennaio 2015

Pagelle Musicali: 2014 (seconda parte) - Limbo

La categoria "Limbo" include gli album live, di cover e/o gli ep, ma anche gli album in studio a cui non ho voluto o potuto dare un voto.
  • Amy Lee feat. Dave Eggar Aftermath
    - Genere: Synth pop, World music, Musica da camera
    - Influenze: Musica elettronica, Musica etnica, Musica orchestrale, Dance pop, Dream pop, Ambient, Synth rock
    - Tipologia: EP
    - Commento: Colonna sonora dell'omonimo film, Aftermath è frutto della collaborazione tra Amy Lee (voce, pianoforte, arpa, synth) e Dave Eggar (violoncello). La durata (mezz'ora scarsa) e la presenza di vari brani brevissimi rende difficile valutare quest'album.
    Sei delle dieci tracce sono strumentali e di queste le tre più lunghe ("After", "Between Worlds" e "Voices in My Head") sono molto belle.
    Tra i brani cantati, ne spiccano tre: "Dark Water" (con Malika Zarra al microfono) è un bellissimo esempio di musica etnica in salsa synth pop, "Lockdown" è pop elettronico d'atmosfera che verso il finale diventa rock, "Push the Button" ci presenta una Amy Lee alle prese con la dance spinta e con ansimi sexy.
    Insomma, tanti nuovi esperimenti per una Amy Lee che, liberatasi del peso degli Evanescence, non deve più urlare e infilare chitarroni a caso. 
  • Pink Floyd – The Endless River
    - Genere: Rock strumentale, Progressive rock, Ambient, Rock sperimentale, Psychedelic Rock
    - Commento: Quindicesimo album dei Pink Floyd, questo non è altro che un rimaneggiamento di jam, abbozzi e registrazioni risalenti alle session di "The Division Bell". Sono passati venti anni, eppure per la band inglese il tempo sembra essersi fermato. C'era davvero bisogno di questo collage che non fa altro che seguire un copione stantio? Il progressive dovrebbe essere l'apoteosi del movimento, della sperimentazione, della ricerca, ma in questo caso sembra che perfino i Pink Floyd siano rimasti congelati nei propri cliché. Gilmour ha definito quest'album come "il Canto del Cigno di Richard Wright", quindi potremmo addurre la scusa dell'omaggio e dell'elogio, ma risulta abbastanza impolverato anche in questo ruolo.
    Nonostante ciò, "The Endless River" è comunque molto buono: ispirato, strumentalmente impeccabile, in grado di regalare emozioni così come di stupire con strutture ardite. Pare che non ci sarà un seguito, pare che questo sia l'album di addio, la musica dei titoli di coda. Il film è finito, gli applausi fanno tremare i muri della sala, ma non è il caso di abbandonare il cinema.
    Lancio un appello ai fan dei Pink Floyd: loro e altre band hanno fatto la storia della musica e hanno dato corpo a interi generi, ma le loro idee e intuizioni sono state perfezionate da altri e solo di recente. Nel 2014, l'utilità di un "The Endless River" è dubbia, considerando ciò che hanno fatto negli ultimi anni band come i The Gathering. Forse sarebbe il caso di lasciare spazio alle nuove leve, agli allievi che possono dimostrare di aver superato i maestri, non credete? Facendo i nostalgici e vivendo nel passato, rischiate di perdervi ciò che il presente ha da offrire. La bella musica non è morta: è più viva che mai, se la si sa cercare. 
  • Röyksopp & Robyn – Do It Again
    - Genere: Electropop, Synth pop, Musica Elettronica, Dance pop, Alternative Dance
    - Tipologia: EP
  • Tony Bennett & Lady Gaga – Cheek to Cheek
    - Genere: Jazz, Traditional pop
    - Tipologia: Standard
    Commento: Trattandosi di un album di standard jazz, è de facto composto da cover e quindi preferisco non dare un voto. Questa scelta è motivata anche da un fatto: il jazz è, assieme all'hip hop e al punk, uno dei generi che ascolto meno spesso (e comunque più nelle sue forme Fusion e Acid). 

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