Dolendo novit mortalis vitam


Dolendo discit mori mortalis

mercoledì 26 novembre 2014

Report: Epica (Alcatraz, Milano, 24/11/14)

Prima di iniziare il report devo ringraziare di nuovo la mia cara amica Prisca e il suo ragazzo, che mi hanno ospitato. Pri', te amo 'na cifra! 
Dopo aver dormito quattro ore scarse, sono arrivato al locale alle 10 del mattino e ho trovato Alessandra (Normanno aka "Edelweiss", per chi la conoscesse come cantante), che non vedevo dai provini di X Factor dell'anno scorso. La mia amica bionda-verdastra era in fila dalle 6:49 del mattino: ma minchia! Con lei c'erano Giulia e Cecilia, che sono felicissimo di aver conosciuto. Insieme ad altri fan (cito Francesca, Valeria e Francesco su tutti), abbiamo passato il tempo cantando robe a caso (tra cui pop tamarro... prima di un concerto metal...) e riformulando i titoli delle canzoni degli Epica in versione culinaria. THE QUANTUM LASAGNA! Ma anche The Essence of SacherDelicious (Mmmmm!), Sense Without Sandwiches, Deep Coca-Cola Horizon, Oven (The Goulash Malady), Sancta Nutella e vari altri. Insomma, siamo dei coglioni!
Alle 17 c'è stato il Meet&Greet per quelli col biglietto VIP, che io purtroppo non ho preso: erano finiti e quindi mi ero accontentato del biglietto normale, ma poi ne hanno messi in vendita altri. TicketOne trollone! Fortunatamente la cara Giulia (amo 'na cifra anche te) mi ha fatto il favore di portarsi il mio earbook di The Quantum Enigma e di farlo autografare da tutti i membri della band. Thanks, Giulia! Per ringraziarti farò erigere in tuo onore una statua d'oro unta d'olio, così le cagate di piccione ci scivoleranno sopra senza sporcarla.
Alle 19 siamo entrati noi plebei e io, dopo aver stupidamente lasciato il cellulare nel cappotto affidato alla guardarobiera, mi sono fiondato verso Davide (Cuzzo), che mi aveva tenuto il posto in seconda fila. Amo 'na cifra anche te, ma temo che di questo passo tutto questo amore sfocerà in un'orgia.

Location: l'Alcatraz ha una brutta acustica e una pessima organizzazione. Qualcuno denunci i fonici che per tutto il concerto hanno regolato malissimo i microfoni, santo cielo!
Parlando del palco, ho apprezzato molto le luci e il fondale, ma avrei preferito avessero dato agli Epica il palco grande.

Dagoba
Il primo gruppo di apertura sono stati i francesi Dagoba, che io non conoscevo. Devo dire di averli apprezzati molto: il cantante ha divorato il palco con la sua presenza scenica e il batterista è una macchina da guerra. Con loro il pubblico ha iniziato a pogare e, durante il primo circle pit, penso che i miei organi interni si siano spostati.
Dragonforce
Il secondo gruppo-spalla sono stati i Dragonforce. Che dire? Se avessero fatto uno spettacolo muto, sarebbero stati divertenti, tra salti, pseudo-acrobazie e scenette col Jack Daniel's. Il problema è che no, non erano muti. Le loro canzoni sembrano tutte uguali e si perdono in una marea di soluzioni prolisse: noia, noia noia! Per non parlare del cantante indecente che sapeva solo urlare in falsetto. Mi sarei addormentato, se non fosse stato per il pogo violento scatenato del pubblico. Perché sì, è assurdo, ma esistono fan dei Dragonforce ed erano pure un bel po': tanti bimbiminkia pronti a fare circle pit a casaccio. Una ragazza accanto a me si è pure sentita male!
Io avevo dietro di me un cafone che, visibilmente ubriaco, si era messo a fumare e, nonostante gli ammonimenti del buttafuori, non accennava a smettere. Fortunatamente non mi ha bruciato, ma in compenso mi ha infastidito molto strusciandosi e toccandomi. A un certo punto ho preferito spostarmi e perdere il posto che continuare a sopportare 'sto Tizio inquietante, ma purtroppo questa scelta mi ha fatto finire in sesta fila. 

Epica
Mi stavo sentendo male: ero stanco, dolorante, assetatissimo e con la testa che girava, a tal punto da pensare seriamente di allontanarmi. Ma poi è partito l'intro Originem e ho capito che dovevo rimanere, resistere e riconquistare le prime file. E così ho fatto: complici le persone che non si sentivano bene e si spostavano dietro, sono tornato tra la seconda e la terza fila. Il mio amore per gli Epica, poi, mi ha fatto dimenticare la sete e la stanchezza, tant'è che mi sono scatenato, ho fatto headbanging, ho urlato e ho cantato come un matto. Tutto questo inframmezzato da momenti in cui guardavo in estasi mistica Simone: dal vivo è ancora più bella che in foto! È praticamente perfetta, di una bellezza così assurda da sembrare aliena, da mettere in dubbio la mia omosessualità. Come può davvero esistere una creatura così? E per giunta ha una voce meravigliosa, è simpatica e scrive testi intelligenti!
Ma a questo punto vorrei soffermarmi sulla voce: Simone aveva smesso di studiare canto nel 2009 ed era lentamente peggiorata, cosa che si notava soprattutto nel live del Retrospect. Ha da poco ripreso a studiare e, santo cielo, è migliorata tantissimo! Non solo ha raggiunto di nuovo i livello del triennio d'oro 2008-2010, ma li ha persino superati di molto! Ha cantato benissimo tutte le canzoni, deliziandoci con variazioni, agilità, acuti che fino all'anno scorso si sarebbe sognata, un'espressività invidiabile e una presenza scenica notevole. E nonostante l'essersi scatenata con l'headbanging, ha mantenuto una voce impeccabile dall'inizio alla fine del concerto, pur con qualche piccola imprecisione dovuta probabilmente all'acustica. Ad esempio, io dubitavo molto di The Essence of Silence messa come secondo brano in scaletta: è molto alta e difficile, sarebbe meglio cantarla a voce ben riscaldata. E invece Simone mi ha dato torto e l'ha cantata decisamente bene, così come mi ha fatto avere orgasmi multipli sugli acuti di Chemical Insomnia, sul bridge di Storm the Sorrow, sul dolcissimo finale di Design Your Universe, su tutta Unchain Utopia e su varie parti di Sancta Terra e Natural Corruption. Piccola parentesi su Unchain Utopia: ma chi cavolo è che ci pogava sopra? Capisco su Victims of Contingency, che è il brano live definitivo, ma su Unchain Utopia che senso ha? Bah!
Veniamo alla performance degli strumentisti: Arien alla batteria è stato molto preciso (pazzesco sull'assolo dopo Cry for the Moon) e ha incattivito ancora di più le canzoni, Isaac è stato ineccepibile, Rob ha un'ottima presenza scenica, Mark sa come guidare la band e intrattenere il pubblico, Coen è stato simpatico, sa come parlare al pubblico (suo il discorso prima dell'encore) e ha una tastiera di una tamarragine adorabile. 
Ho trovato molto divertente come gli Epica hanno giocato sul palco: tra un headbanging e l'altro, Simone faceva smorfie, toccava il culo ad Isaac e provocava Coen, mentre Isaac e Mark si dedicavano a simpatici siparietti e Rob quasi spazzava a terra coi capelli. E vogliamo parlare del duello tastiera-batteria prima di Consign to Oblivion? C'è stata anche qualche chicca, come le frasi in italiano di Mark (la sua fidanzata, Laura Macrì, è siciliana) e il "mamma mia" di Simone. Ah, questi olandesi!
Parlando della scaletta, è la stessa degli ultimi concerti, a parte per Design Your Universe suonata al posto di The Phantom Agony. Ma davvero hanno fatto un solo brano da Requiem for the Indifferent? Ma davvero non hanno fatto neppure una ballad? Ma davvero continuano a fare Cry for the Moon (allungata con delle variazioni simil-jazz), The Obsessive Devotion, Sancta Terra e Consign to Oblivion non capendo che ormai hanno rotto i coglioni? Ma davvero di solito fanno un solo brano da Design Your Universe? Bah! Ad ogni modo, gli Epica hanno fatto una performance spettacolare e invidiabile, per cui c'è poco da lamentarsi e tanto per cui amarli alla follia. Anche perché in scaletta c'erano vari brani freschi e dall'ottima resa live. Segnalo inoltre che durante il pomeriggio hanno provato Canvas of Life e The Last Crusade e che quest'ultima è stata suonata a Roma il giorno dopo. I romani si sono beccati anche The Phantom Agony in versione dance.
Il mio earbook autografato.
Dopo il concerto ho finalmente conosciuto di presenza Antonio, Francesco, Alessio, Luisa e Claudio, che saluto e abbraccio tutti.
In conclusione, posso dire che il 24 novembre del 2014 ho passato uno dei giorni più belli della mia vita e mi sono divertito tantissimo. Epica, vi amo ora più che mai! 

giovedì 6 novembre 2014

Don't Let Me Go

E niente, sono in fissa con questa canzone. Una droga.

lunedì 3 novembre 2014

#UnLibroÈUnLibro

"La discriminazione del libri digitali si riflette sullo sviluppo culturale del nostro paese" si legge sul sito http://unlibroeunlibro.org/.
Per chi non lo sapesse, sto parlando di una campagna volta a equiparare la tassazione degli eBook (IVA al 22%) con quella dei libri cartacei (IVA al 4%). È assurdo continuare a perpetrare questa disparità di trattamento, specialmente in un paese in cui si legge poco, specialmente in periodo di crisi economica, specialmente considerando gli enormi vantaggi per i lettori e il mercato editoriale tutto. Ma d'altronde si sa che ostacolare l'avanzata dei libri digitali conviene a molti, in primis ai librai e a quegli editori incapaci di cambiare le proprie strategie promozionali e quindi di rimanere al passo coi tempi. Secondo voi perché certi editori si ostinano a vendere i libri digitali a prezzi altissimi e a riempirli di DRM? E perché si tentano strade ridicole come quella dei flipback? E perché gli eBook di vari grandi case editrici faticano a scalare le classifiche? Hanno paura del nuovo, non sanno come rapportarsi alle novità, come adattarsi, come cambiare. E nel frattempo i dati di vendita diventano sempre più disastrosi (continuando a questi ritmi, la Mondadori potrebbe fallire entro qualche anno), i lettori diminuiscono a ritmo costante e la pirateria cresce di giorno in giorno. Italia, paese della cultura? Certo, come no! Fortunatamente qualche editore editore competente, onesto e intelligente esiste ancora, non a caso la campagna #unlibroèunlibro è partita proprio dall'Associazione Italiana Editori.
Se anche voi siete d'accordo, fatevi una foto col pollice verso e condividetela su Twitter o su Instagram assieme al #unlibroèunlibro. Oppure condividete solo il tag, meglio di niente.

Ora torno a leggere col mio fidato Kobo Aura. Cosa? Ovviamente una delle pubblicazioni di Vaporteppa. E ne approfitto per anticiparvi che questa settimana dovrebbe uscire un racconto di una scrittrice italiana che amo. Stay tuned!