Dolendo novit mortalis vitam


Dolendo discit mori mortalis

sabato 4 ottobre 2014

Pagelle musicali: 2014 (prima parte) - Paradiso

Fino a metà giugno. 
  • Anathema  – Distant Satellites- Voto: 68 su 100
    - Genere: Alternative rock, Synth rock
    - Commento: È un buon album, ispirato e con tocchi sperimentali, ma ben distante dai capolavori We're Here Beacuse We're Here, Weather System A Natural Disaster.
  • Anette Olzon  Shine
    - Voto: 68 su 100
    - Genere: Pop rock
    - Commento: L'ex cantante dei Nightwish inizia la sua carriera solista con un album pop-rock fresco e ispirato, anche se certamente non innovativo. Il genere è adatto alla sua voce e il livello dei brani si mantiene costante. In generale, Shine non è un capolavoro, non segnerà la storia, ma è un album onesto, piacevole e senza pretese. Fa bene il suo lavoro e riesce persino a regalare perle come "Invincible", quindi non si può non promuoverlo.
  • Arch Enemy  War Eternal
    - Voto: 70 su 100
    - Genere: Melodic death metal
    - Influenze: Symphonic metal
    Commento: Alissa White-Gluz, ormai ex cantante dei The Agonist, ha sostituito Angela Gossow, ma nella musica poco è cambiato. Che senso ha prendere una cantante come Alissa per poi limitarla al growl e allo scream? Perché non sfruttare anche la sua voce pulita? E no, gli accenni in "Avalanche" non bastano. Musicalmente, War Eternal riprende i soliti cliché del sound degli Arch Enemy, ma li incastra in canzoni formalmente buone. Su tutte spiccano "On and On", "Stolen Life", "Avalanche" e "Time Is Black". Le ultime due, oltre a essere le migliori dell'album, introducono elementi sinfonici che potrebbero rappresentare la futura evoluzione della band.
  • Behemoth  The Satanist 
    - Voto: 86 su 100
    - Genere: Blackened death metal, Symphonic black metal, Symphonic death metal
  • Catharsis  Rhyming Life And Death
    - Voto: 83 su 100
    - Genere: Technical death metalProgressive death metal
  • Dark Lunacy  The Day of Victory
    - Voto: 83 su 100
    - Genere: Melodic death metal
    - Influenze: Symphonic death metal
  • Delain  – The Human Contradition
    - Voto: 75 su 100
    - Genere: Symphonic metal, Alternative metal
    - Influenze: Industrial metal, Heavy metal, Pop metalDance rock, Musica elettronica
    - Commento: Il 2014 sembra essere l'anno dei gamberi. Dopo aver sperimentato con l'elettronica e le influenze pop in We Are The Others, i Delain ritornano sui loro passi. Rimangono ancora accenni delle influenze elettroniche nate con l'album precedente, ma l'impressione generale è di una smentita delle sperimentazioni e di un ritorno a sonorità più heavy e canoniche. Il risultato è buono, ma non eccellente. In particolare c'è stato un evidente calo di ispirazione per quanto riguarda le linee vocali.
    - Canzoni migliori: "
    The Tragedy of the Commons", "Here Come the Vultures", "Army of Dolls", "Your Body Is A Battleground", "Scarlet", "My Masquerade" e "Don't Let Go".
  • Diabulus In Musica –  Argia
     
    - Voto: 78 su 100
    - Genere: Symphonic metal
    - Influenze: 
    Thrash metalMelodic death metal, Symphonic black metal, Folk metal, Gothic metal, Musica elettronica
    - Mini-recensione: I Diabulus In Musica sono una band talentuosa, non v'è dubbio, ma mancano di personalità. Già con The Wanderer avevano reso palese la loro adorazione per il sound degli Epica, creando così canzoni-fotocopia, anche se dannatamente ben fatte. Con Argia cosa è cambiato? Ben poco, in realtà, tant'è che le canzoni di punta dell'album continuano a sembrare prese di peso da uno degli ultimi album degli Epica. Ciò nonostante, si tratta di canzoni davvero spettacolari, a tal punto da compensarne la banalità. Inoltre pare che i Diabulus In Musica siano bravissimi come imitatori, ma mediocri nelle canzoni più personali. Perché sì, qualche guizzo di originalità c'è, come ad esempio negli echi western di "Furia De Libertad", in quelli folk/new age di "Indigo" e in quelli elettronici di "Inner Force", ma le prime due canzoni sono solo carine e la terza è addirittura molto brutta. Per uno strano scherzo del destino, più i Diabulus In Musica provano a esser originali e più tirano fuori aborti. Non a caso le canzoni migliori dell'album sono quelle che gridano Epica ("Healing", "From The Embers" "Mechanical Ethos") o Therion ("Encounter At Chronos' Maze"). Si tratta di canzoni ispiratissime e ricche di adrenalina, aggressività, melodia, teatralità e pathos. "Healing", poi, presenta un interessantissimo intermezzo operistico, che però l'unico elemento originale del brano.
    Da sottolineare, inoltre, i ritmi serrati della batteria e i magnifici cori da cattedrale. La voce della cantante, invece, è a tratti fastidiosa e passa dall'essere intubata all'essere troppo nasale, ma per lo meno stavolta è stata editata un po' meglio rispetto ai precedenti album.
    Concludendo, Argia non è certo un album che sprizza personalità da tutti i pori, ma non si può ignorare un livello qualitativo così alto. Promosso a pieni voti, con la speranza che il futuro dei Diabulus In Musica possa riservare brani più personali e insieme di qualità.
    - Canzoni migliori"Healing""From The Embers""Encounter At Chronos' Maze" e "Mechanical Ethos".
  • Epica –  The Quantum Enigma
     
    - Voto: 92 su 100
    - Genere: Symphonic metal
    - Influenze: Melodic death metal, Progressive metal, Symphonic death metal, Symphonic black metal, Progressive death metal, Technical thrash metal, Folk metal, Gothic metal, Power metal, Musica elettronica
    -
    Ho già recensito quest'album
    - Canzoni migliori: "Chemical Insomnia", "The Essence of Silence""Reverence (Living In The Heart)", "The Quantum Enigma (Kingdom of Heaven, part II)""In All Conscience""Victims of Contingency", "Canvas of Life""Omen (The Ghoulish Malady)", "Mirage of Verity""Natural Corruption" e "Memento".
  • Kari Rueslåtten –  Time To Tell
    - Voto: 88 su 100
     Genere: Pop acustico
    - Influenze: Pop rock, Folk rock
    - Commento: Una voce magnifica e delle canzoni magnifiche. Strutture scarne e acustiche che puntano dritte al cuore, che emozionano, che turbano, che fanno piangere, che fanno fermare il cuore per qualche istante. Un album perfetto e magistralmente interpretato che tocca il suo apice in "Paint the Rainbow Grey"
  • Lacuna Coil –  Broken Crown Halo
     
    - Voto: 72 su 100
    - Genere: Alternative metal, Gothic rock
    - Influenze: Gothic metal, Alternative rock
    - Commento: Con quest'album i Lacuna Coil hanno provato a discostarsi dal sound statunitense degli ultimi due album e di riprendere in parte le idee delle origini, ma in una versione rinnovata. Il risultato è un album fresco e non banale, che però non riesce a brillare. Broken Crown Halo è sicuramente un buon album, anni luce migliore rispetto alle ultime due uscite, ma ancora ben distante dai livelli di Comalies. Siamo però sulla buona strada: il combo milanese si sta riprendendo e sta lentamente tornando ai fasti degli esordi.
    - Canzoni migliori"One Cold Day", "Cybersleep", "Nothing Stands In Our Way" e "I Forgive (But I Won't Forget Your Name)".
  • Maat – As We Create the Hope from Above
    - Voto: 80 su 100
    - Genere: Technical death metal
    - Influenze: Oriental metalFolk mediorientale
  • MaYaN –  Antagonise 
    - Voto: 82 su 100
    - Genere: Symphonic death metal
    Progressive death metal
    - Influenze: Symphonic metal, Technical thrash metal, Symphonic black metal- Commento: Ottimo album. C'è molta meno melodia rispetto al precedente, cosa che contribuisce a differenziare ancora di più i MaYaN dagli Epica.
    Rispetto ai brani di Quarterpast, quelli di Antagonise sono meno dispersivi eppure ancora imprevedibili. Non ci sono filler e le canzoni sono tutte di altissimo livello, ma ciò non vuol dire che questo sia un album perfetto. I difetti principali sono due: i testi di Jansen (scontati, banali, sembrano trascritti da un tg) e la voce sgraziata e insopportabile di Henning Basse. Inoltre, anche se le canzoni sono tutte molto belle, manca una colonna portante del calibro di "The Savage Massacre"
    Bisogna però dire che la batteria e le chitarre sono spettacolari, che Laura Macrì è migliorata tantissimo e che le orchestrazioni sono sempre funzionali alle atmosfere. 
  • Ravenscry – The Attraction of Opposites
     
    - Voto: 80 su 100
    - Genere: Gothic metal, Progressive metal, Alternative metal
    - Influenze: Thrash metal, Jazz fusion
  • Septicflesh –  Titan
     
    - Voto: 87 su 100
    - Genere: Symphonic death metal
    - Influenze: Death metal, Symphonic metal, Gothic metal
  • Septicflesh –  Titan Symphony
     
    - Voto: 100 su 100
    - Genere: Musica classica
    - Influenze: Dark
  • Sia –  1000 Forms of Fear
    - Voto: 77 su 100
    - Genere: Synth pop, R'n'B, Alternative pop
  • Stream of Passion –  A War of Our Own
     Voto: 78 su 100
    - Genere: Symphonic metal
    - Influenze: 
    Progressive metal, Folk messicano, Heavy metal
    - Mini-recensioneCon Darker Days, gli Stream of Passion avevano sperimentato un'interessante e originale fusione tra il Symphonic metal e il folk messicano (tango, flamenco... ). In A War Of Our Own è stato fatto un passo indietro e sono state quasi del tutto abbandonate certe intuizioni.
    Il risultato è un album ibrido tra i precedenti: c'è la passionalità e il suono synth-oriented di The Flame Within, ci sono le eleganti influenze progressive di Embrance the Storm e ogni tanto fanno capolino delle sfumature latino-americane vicine a Darker Days. Purtroppo, più che una sintesi riuscita, il nuovo album sembra un tentativo di scendere a compromessi per accontentare tutti, e quindi risulta poco coraggioso. Dopo aver sperimentato, perché non si è andati avanti osando ancora? Perché si è tornati indietro senza uscire dal seminato? Ciò nonostante, la voce di Marcela è così sublime da nascondere i difetti. Inoltre, sorvolando su qualche filler (la brutte "The Curse" e "Burning Star"), ci sono varie canzoni meravigliose ed eleganti.
    - Canzoni migliori:"Don't Let Go", "Autophobia", "Monster", "Delirio", "A War of Our Own" ed "Exile".
  • The Pretty Reckless – Going To Hell
    - Voto: 68 su 100
    - Genere: Hard rock, Alternative rock
     
    - Commento: Going To Hell è un buon album rock vecchio stile: sporco, senza fronzoli, perverso, scatenato, "cazzone". La band di Taylor Momsen ha provato a riprendere il sound dell'hard rock classico, ma i rimandi diventano così espliciti da essere stucchevoli. Anzi, in generale, si nota una certa mancanza di personalità: quest'album è un'accozzaglia di citazioni degli Alter Bridge, degli AC/DC, dei Guns 'N' Roses, degli Arrows, degli Halestorm e dei Queen. In particolare, "Heaven Knows" riprende fin troppo esplicitamente "We Will Rock You" e "I Love Rock 'n' Roll". Ciò nonostante, Going To Hell è un album riuscito e accattivante.
  • Tori Amos – Unrepentant Geraldines
     
    - Voto: 77 su 100
    - Genere: Alternative pop, Pop rock, Chamber pop
  • White Sea –  In Cold Blood
     
    - Voto: 77 su 100
    - Genere: Synth pop, Electropop, Alternative pop
  • Within Temptation –  Hydra
     
    - Voto: 80 su 100
    - Genere: Symphonic rock, Symphonic metal
    - Influenze: 
    Hard rock, Dance rock, Power metal, Alternative rock, Rap rock, Folk
    - Mini-recensione: Come suggerisce lo stesso titolo, Hydra vuole essere una sintesi di ciò che i Within Temptation sono stati fino ad ora. In "Silver Moonlight""Tell Me Why" ritroviamo il growl che avevamo lasciato da Enter e The Dance"Whole World Is Watching'' non può che riportare alla mente "Utopia", "Edge of The World" riprende dei suoni folk che sembravano persi da anni (anche se non siamo certo ai livelli di Mother Earth), "Paradise (What About Us?)" è la versione 2014 di un ibrido tra il sound di The Silent Force e quello di The Heart of Everything, "Dangerous" e "Let Us Burn" (ma anche "Silver Moonlight") hanno atmosfere, ritmiche e linee vocali tipicamente da The Unforgiving, "Covered By Roses" riprende il dance rock proposto nelle cover di The Q-Music Sessions. Gli unici due esperimenti sono la bellissima "And We Run", che presenta un'azzeccatissimo ed emozionante duetto con il rapper Xzibit, e la brutta "Dog Days", che ha vaghi richiami al sound della prima Lana del Rey.
    C'è da dire, però, che dopo The Unforgiving e The Q-Music Sessions ci si aspettava più coraggio. Che fine hanno fatto le influenze elettroniche? E le tentazioni dance di "Sinéad"? La sola "Covered By Roses", che tra l'altro è una delle canzoni migliori dell'album, non basta a colmare questo vuoyo. Anche perché la sua versione demo si rivela molto più coraggiosa della pur bellissima versione definitiva.
    Ad ogni modo, Hydra è un album fresco, catchy, trascinante, vario e con soli due filler ("Dog Days" e "Tell Me Why"). Non è innovativo e ispirato come The Unforgiving, ma affianca The Heart of Everything.
    Infine, segnalo che nella versione Deluxe di Hydra sono presenti quattro demo ("And We Run", "Covered By Roses", "Tell Me Why" e "Silver Moonlight") e sei cover ("Summertime Sadness" di Lana del Rey, "Radioactive" degli Imagine Dragons, "Let Her Go" di Passenger, "Grenade" di Bruno Mars,"Dirty Dancer" di Enrique Iglesias e "The Power of Love" dei  Frankie Goes to Hollywood).
    - Canzoni migliori: "And We Run'', ''Edge of the World'', ''Covered By Roses'', ''Silver Moonlight'', "Whole World Is Watching''  e "Paradise (What About Us?)''.

venerdì 3 ottobre 2014

Pagelle Musicali: 2014 (prima parte) - Purgatorio

  • Opeth – Pale Communion
    - Voto: 60 su 100
    - Genere: Progressive rock
    Commento: Non apprezzo i musicisti "ecologici", quelli che non fanno altro che riciclare i propri cliché all'infinito. Apprezzo invece chi cerca di evolversi e trovare idee nuove e interessanti senza per questo perdere la propria identità. È un equilibrio difficile da mantenere, ma nessuno ha mai detto che fare musica in modo professionale sia facile.
    Con queste premesse, alcuni di voi potrebbero chiedersi il perché di un voto appena sufficiente. Ebbene, il motivo è presto detto: non è vero che gli Opeth hanno trovato nuove idee. Sicuramente col precedente album. Heritage, hanno rivoluzionato il proprio sound, ma non verso una direzione interessante. Se da un lato apprezzo lo sforzo di aver cercato una nuova via, dall'altro non posso ignorare che gli Opeth hanno perso la propria identità per trasformarsi in una sorta di cover band. Perché sì, questo sono diventati: una cover band dedita a un'"operazione nostalgia". Peccato che Pale Communion sia uscito nel 2014, non nel 1974.
    Gli Opeth si sono limitati a ripetere i cliché del genere e non hanno non saputo declinare il progressive rock in modo moderno, nuovo e personale. In tal senso, i The Gathering, per quanto non siano totalmente e solamente ascrivibili al prog, hanno sfornato lavori molto più attuali. Gli Opeth, invece, hanno peccato di codardia e si sono ridotti a essere uno zircone tra tanti.
    Ha davvero senso la pubblicazione di Pale Communion nel 2014? Trattandosi di un album dal sound anacronistico e impersonale, direi di no. Con ciò non voglio dire che debbano essere tutti innovatori, ma non posso neppure applaudire ai riscaldatori di minestrine vecchie di decenni. Almeno avere il minimo indispensabile di personalità e originalità è chiedere troppo? In questo caso, poi, si ha a che fare con un genere nato come sperimentazione pura: standardizzare il prog vuol dire tradirne le intenzioni. Mikael Åkerfeldt è un musicista talentuoso e colto, per cui mi domando come diamine gli sia venuto in mente di cancellare decenni di storia della musica. La macchina del tempo non è stata ancora inventata: fatevene una ragione!

giovedì 2 ottobre 2014

Pagelle musicali: 2014 (prima parte) - Limbo

La categoria "Limbo" include gli album live, di cover e/o gli ep, ma anche gli album in studio a cui non ho voluto o potuto dare un voto.
  • BabyMetal –  BabyMetal
    - Genere: Pop metal, J-metal, J-pop, Industrial metal
    - Influenze: Teen pop, Electropop, Power metal, Thrash metal, Melodic death metal, Hip hop, Electronicore, Dubstep, Folk giapponese, Rap metal
    - Commento: Da un punto di vista prettamente musicale, le canzoni sono quasi tutte di ottima qualità, originali e in grado di miscelare efficacemente aggressività e melodia. Ma poi ci si ricorda che a cantare sono tre ragazzine che non hanno messo bocca nei processi di songwriting, che è una palese operazione costruita a tavolino, che i testi rispecchiano l'età delle cantanti (una diciassettenne e due quindicenni) e che i musicisti dietro tutto ciò rimangono nell'ombra. Insomma, non so come valutare quest'album: mi piace, mi piace molto, ma come posso ignorare ciò che c'è dietro?
    Canzoni migliori: "Megitsune", "Gimme Choko!!", "Ijime, Dame, Zettai", "Doki Doki ☆ Morning", "Uki Uki ☆  Midnight", "Catch Me If You Can", "Akumu no Rinbukyoku".
  • Emilie Simon –  Mue
    - Genere: Synth pop, Chamber pop
    - Commento: Un album senza dubbio meraviglioso, ma la lingua francese mi infastidisce tantissimo. Preferisco non valutare.
  • Tarja Turunen & Mike Terrana –  Beauty and the Beat
    - Tipologia: Live album, Cover album
    - Genere: Musica colta e operistica, Symphonic rock, Crossover
    - Commento: Tarja è riuscita nell'impresa di far rivoltare nella tomba Bach, Strauss, Dvořák, Puccini, Lehár, Bernstein e Freddie Mercury. Contemporaneamente e pure alla velocità del suono. Un applauso alla cantante più sopravvalutata al mondo!
    Se non mi fossi ripromesso di non dare voti agli album live e di cover, Beauty and the Beat si sarebbe beccato un 10 su 100. Forse anche meno. 

mercoledì 1 ottobre 2014

Nuove opportunità, nuove decisioni

Come sapete, studio Fotografia all'Accademia Euromediterranea di Catania. O meglio, in realtà il corso è "Web & Graphic Design", ma la grafica e il web design non sono cose per me. E probabilmente neppure la fotografia di moda, mentre dicono che io sia portato per la ritrattistica e la fotografia artistica. Penso che una persona saggia debba essere in grado di riconoscere sia le proprie potenzialità sia i propri limiti, sia i propri pregi sia i propri difetti, sia le proprie competenze sia le proprie lacune. Ecco, io so di non essere portato per certi ambiti.
Fortunatamente la mia accademia ha attivato un corso interamente dedicato alla sola fotografia, quindi continuerò a studiare solo quell'ambito. Dato che la mole di studio è leggerissima e per lo più pratica e dato che quest'anno per sbaglio ho pagato più del dovuto e quindi il prossimo anno non pagherò nulla, ho pensato di approfittarne per iscrivermi all'università. Purtroppo la mia accademia non rilascia un titolo di studio riconosciuto e quindi non dà la possibilità di accedere ai concorsi pubblici, ma grazie a questa nuova opportunità potrò prendere due piccioni con una fava. All'inizio ero indeciso se iscrivermi in Scienze Politiche o in Filosofia, ma alla fine ho optato per quest'ultima in quanto si tratta dell'ambito che mi piace di più e verso cui sono maggiormente portato.
Ho imparato che non fa bene pensare troppo al futuro, che bisogna godersi ogni attimo, che bisogna fare ciò che davvero si ha voglia di fare e che i passi vanno fatti uno alla volta. Ho passato periodi davvero difficili facendomi pippe mentali assurde sul mio futuro lavorativo, ma così facendo ho trascurato il presente. Ora posso dirlo: è da un po' di mesi a questa parte che ho riacquistato il sorriso, che sono felice e che riesco ad affrontare i piccoli problemi quotidiani con più serenità. Aspettavo che le cose cambiassero, che tutto andasse meglio, ma non capivo che in primis dovevo cambiare io e che dovevo imparare di nuovo a vivere nel "qui e ora". Forse è proprio grazie a questo cambio di prospettiva che la mia vita è migliorata molto e che le cose stanno ricominciando a girare nel verso giusto.

Devo però annunciarvi una cosa che mi ha dato parecchio dispiacere: ieri sera ho ufficialmente lasciato la Rivista Letteraria "Fralerighe". È stata una decisione difficilissima, dato che ho scritto per quella rivista fin dalla sua nascita e l'ho diretta per un anno e mezzo circa. Ultimamente avevo deciso di scrivere solo come freelance per via del poco tempo disponibile, ma non è stata questa la motivazione che mi ha portato ad abbandonare, Semplicemente l'attuale direttore della rivista, Aniello Troiano, ha voluto cambiare radicalmente la linea editoriale e io non mi sono trovato d'accordo. Essendo Fralerighe una rivista gratuita e quindi non guadagnandoci niente, non vedo perché dovrei sacrificare i miei principi.
Ad ogni modo, nonostante la divergenza di vedute, auguro in bocca al lupo ad Aniello e a tutta la redazione di Fralerighe. La nostra è stata una separazione pacifica, senza rancori e voluta da me.

Per quanto riguarda il mio romanzo, invece, sto continuando a lavorarci assieme a Marco Carrara. Abbiamo deciso di riscrivere varie parti e di modificare un po' la trama, ma tutto a beneficio del risultato finale. In fondo si tratta del primo romanzo e non ho nessun editore a mettermi fretta, quindi mi conviene prendermela comoda e puntare sulla qualità. Tanto sono già indietro sulla tabella di marcia perché per quasi due anni non ho scritto nulla per via di pesanti problemi personali.


P.S. sì, lo so, sono terribilmente in ritardo, ma fra pochi giorni pubblicherò gli ultimi due articoli delle Pagelle Musicali di metà anno.