Dolendo novit mortalis vitam


Dolendo discit mori mortalis

venerdì 3 ottobre 2014

Pagelle Musicali: 2014 (prima parte) - Purgatorio

  • Opeth – Pale Communion
    - Voto: 60 su 100
    - Genere: Progressive rock
    Commento: Non apprezzo i musicisti "ecologici", quelli che non fanno altro che riciclare i propri cliché all'infinito. Apprezzo invece chi cerca di evolversi e trovare idee nuove e interessanti senza per questo perdere la propria identità. È un equilibrio difficile da mantenere, ma nessuno ha mai detto che fare musica in modo professionale sia facile.
    Con queste premesse, alcuni di voi potrebbero chiedersi il perché di un voto appena sufficiente. Ebbene, il motivo è presto detto: non è vero che gli Opeth hanno trovato nuove idee. Sicuramente col precedente album. Heritage, hanno rivoluzionato il proprio sound, ma non verso una direzione interessante. Se da un lato apprezzo lo sforzo di aver cercato una nuova via, dall'altro non posso ignorare che gli Opeth hanno perso la propria identità per trasformarsi in una sorta di cover band. Perché sì, questo sono diventati: una cover band dedita a un'"operazione nostalgia". Peccato che Pale Communion sia uscito nel 2014, non nel 1974.
    Gli Opeth si sono limitati a ripetere i cliché del genere e non hanno non saputo declinare il progressive rock in modo moderno, nuovo e personale. In tal senso, i The Gathering, per quanto non siano totalmente e solamente ascrivibili al prog, hanno sfornato lavori molto più attuali. Gli Opeth, invece, hanno peccato di codardia e si sono ridotti a essere uno zircone tra tanti.
    Ha davvero senso la pubblicazione di Pale Communion nel 2014? Trattandosi di un album dal sound anacronistico e impersonale, direi di no. Con ciò non voglio dire che debbano essere tutti innovatori, ma non posso neppure applaudire ai riscaldatori di minestrine vecchie di decenni. Almeno avere il minimo indispensabile di personalità e originalità è chiedere troppo? In questo caso, poi, si ha a che fare con un genere nato come sperimentazione pura: standardizzare il prog vuol dire tradirne le intenzioni. Mikael Åkerfeldt è un musicista talentuoso e colto, per cui mi domando come diamine gli sia venuto in mente di cancellare decenni di storia della musica. La macchina del tempo non è stata ancora inventata: fatevene una ragione!

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