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«Vinci le tue paure, supera le tue debolezze, resisti alla caduta e rialzati!» [Septicflesh – Prometheus]

domenica 2 marzo 2014

Pagelle Musicali: 2013 - Purgatorio

Benvenuti in Purgatorio, il luogo dove risiedono i mediocri dell'universo musicale. Qui vengono stipati gli album sufficienti dell'anno, quelli senza infamia e senza lode, per lo meno tra ciò che ho avuto modo di ascoltare io. I voti vanno da 55 a 65.
Per evitare polemiche inutili, prima di criticare un voto vi consiglio di leggere le motivazioni dei voti. Vi ricordo inoltre che non ha senso paragonare album appartenenti a generi diversi (es. l'album metal X prende 60, l'album pop Y prende 90, o viceversa) e quindi vi invito a evitare polemiche a riguardo.

"E canterò di quel secondo regno
dove l’umano spirito si purga 
e di salire al ciel diventa degno."
  • Jessie J - Alive
    Voto: 60
    Genere: Pop, R'n'B
    Influenze: Dance pop, Pop rock
    Commento: Who You Are è stato un buon album d'esordio, con dei pezzi davvero belli (la title-track e "Nobody's Perfect" su tutte), ma Alive non è all'altezza del precedente. La cantante inglese sembra non aver ancora trovato una sua identità, barcamenandosi così tra l'r'n'b e un pop sbarazzino alla Katy Perry. E se il primo album colpiva per la carica emozionale di alcuni pezzi, il secondo non riesce a bissare il risultato e si ferma alla sufficienza. Peccato, il singolo "Wild" lasciava ben sperare.
  • Tarja Colors in the Dark
    Voto: 64
    Genere: Symphonic metal, Symphonic rock
    Influenze: Ambient, Folk, New Age
    Commento: Se devo essere sincero, sono sorpreso: non mi aspettavo questo sound né questo livello qualitativo. I precedenti album di Tarja avevano una o due belle canzoni (la bella "I Walk Alone" nel primo, la meravigliosa "I Feel Immortal" e la buona "Untill My Last Breath" nel secondo), ma il resto andava da mediocre a brutto. Con Colors in the Dark Tarja ha voluto cambiare strada e sperimentare un po', talvolta con risultati pessimi (la ridicola "Victim Of Ritual", la bruttissima "Never Enough" e l'evitabile "Neverlight"), talvolta con risultati ottimi (la splendida "Mystique Voyage", l'interessante cover "Darkness", l'orecchiabile ma non scontata "500 Letters"). Per quanto riguarda il resto dell'album, viaggia sulla sufficienza. 
    Concludendo, se fosse stato cantato decentemente, avrei dato ben dieci punti in più a Colors in the Dark. Rimane comunque un album superiore ai precedente e che lascia ben sperare sul futuro artistico della cantante finlandese, specialmente se deciderà di continuare a sperimentare con le atmosfere ambient e new age.

P.S. avendo a che fare con due soli album, anche stavolta ho preferito non utilizzare gli spoiler. Ciò non accadrà nel ricchissimo Paradiso del 2013.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Tamarrja imparerà mai a cantare decentemente?

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