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«Vinci le tue paure, supera le tue debolezze, resisti alla caduta e rialzati!» [Septicflesh – Prometheus]

sabato 22 marzo 2014

Pagelle Musicali: 2013 - Paradiso

Benvenuti in Paradiso il luogo dove risiedono i beati dell'universo musicale. Qui vengono stipati gli album migliori dell'anno, per lo meno tra ciò che ho avuto modo di ascoltare io. I voti vanno da 66 a 100.
Per evitare polemiche inutili, prima di criticare un voto vi consiglio di leggere le motivazioni dei voti. Vi ricordo inoltre che non ha senso paragonare album appartenenti a generi diversi (es. l'album metal X prende 60, l'album pop Y prende 90, o viceversa) e quindi vi invito a evitare polemiche a riguardo.

"La gloria di colui che tutto move
per l’universo penetra, e risplende
in una parte più e meno altrove."

  • Alter Bridge - Fortress
    Voto: 88
    Genere: Hard rock, Heavy metal, Progressive metal
    Influenze: Alternative rock, Post-grunge

    Un disco che si mantiene costantemente su livelli altissimi, anche se con qualche sbavatura (le inutili "Water Risinge "Lover"). Non ci sono capolavori della caratura di "Blackbird" e "Slip to the Void", ma siamo comunque su vette qualitative altissime. Anzi, considerando il quadro generale, questo è il miglior album degli Alter Bridge. Ed è anche il più interessante a livello strumentale nonché il più metal. Mi riesce molto difficile indicare le canzoni migliori in quanto, a parte le due sopra citate, sono tutte di altissimo livello e ognuna con una sua personalità.
  • Anneke van Giersbergen - Drive
    Voto: 76
    Genere: Pop rock, Alternative rock
    Influenze: Anthem rock, Musica araba

    Anneke è tornata con un disco molto easy-listening e, come suggerisce il titolo, perfetto da ascoltare mentre si guida. Purtroppo siamo lontani dalla varietà del precedente album, Everything is Changing. Laddove prima si spaziava dal pop al rock e poi dal metal all'elettronica, ora abbiamo un album interamente basato su un rock melodico, radiofonico e pieno di ritornelli da stadio. Solo due brani riescono a spezzare quest'eccessiva omogeneità: la ballad "My Mother Said" e l'arabeggiante "Mental Jungle". Considerando gli altri brani, invece, i migliori sono "Drive", "We Live On", "Treat Me Like a Lady" e "The Best is Yet to Come".
  • Avril Lavigne - Avril Lavigne
    Voto: 72
    Genere: Pop rock, Pop, Power pop
    Influenze: Pop punk, Hard/Alternative rock, EDM/Electropop, Teen pop, Country pop, Pop acustico
    Note: In questo caso più che in altri, se non condividete il voto vi consiglio di leggere la recensione e, soprattutto, la classifica delle tracce. Lo dico onde evitare polemiche, eh. Inoltre, giusto per completare il quadro, riporto anche i miei voti ai precedenti album di Avril Lavigne: 86 a Let Go, 90 Under My Skin, 70 a The Best Damn Thing e 75 a Goodbye Lullaby

    Avril Lavigne sarebbe una perfetta segretaria del Partito Democratico italiano: ha il tempismo di Veltroni, il fiuto di Bersani, il coraggio di Civati, la coerenza di Renzi e l'intuito di Letta. Parliamone: Avril è forse masochista? Perché se no non si spiega la sua strategia promozionale. E non date la colpa alla casa discografica che le impone certe cose perché l'ha appena cambiata proprio per avere più libertà. Libertà che ha sfruttato malissimo, a quanto pare. Insomma, non mi pare difficile capire che non vende più perché, agli occhi del pubblico generico, sembra sempre uguale a se stessa. Ok, nei contenuti non è così, tant'è che Avril ha sfornato tutti album diversi l'uno dall'altro, ognuno con una sua personalità e frutto di una specifica evoluzione. Però la forma non corrisponde a ciò. E questo proprio a partire dal look: che fine ha fatto la Avril sofisticata ed elegante? Cos'è questo fetish per le ciocche rosa e l'abbigliamento da liceale bimbaminkia? Basta, Avril, ti vuoi proprio del male! E i singoli? L'era di Goodbye Lullaby era iniziata con l'orrenda "What The Hell", mentre Avril Lavigne è stato lanciato da "Here's to Never Growing Up" e "Rock N Roll". Che senso ha scegliere alcune tra le peggiori canzoni dell'album come primi singoli? I brani più banali, cliché e già sentiti, cazzo! E vogliamo parlare dei testi? Due dei peggiori dell'album in quanto quello di "Rock N Roll" è idiota e quello di  "Here's to Never Growing Up" è sviluppato molto meglio in "17". Ma si tratta solo di un problema di immagine e promozione? Io credo che Avril si sia a poco a poco abituata a tutto ciò, a tal punto da compromettere anche la musica. Ecco, Avril Lavigne sembra scritto da due persona diverse, una competente e una decisamente meno. Questa è la principale differenza rispetto a Goodbye Lullaby: laddove prima c'era una certa omogeneità qualitativa (seppur con qualche eccezione), ora abbiamo una marea di alti e bassi che neppure nelle montagne russe. Un'altra differenza con l'album precedente sta nella maggiore varietà interna, tant'è che, accanto al solito pop rock con venature pseudo pop punk e/o acustiche, troviamo un brano tra l'alternative rock e l'hard rock che ricorda un mix tra i The Pretty Reckless e gli Halestorm ("Bad Girl" in duetto con Marilyn Manson), un brano country pop dal mood sensuale e ammaliante ("Give You What You Like") e un brano EMD/Electropop che ricorda "Gangnam Style" e "Harlem Shake" ("Hello Kitty"). Purtroppo quest'ultimo è anche la canzone peggiore di tutta la carriera di Avril, anche e soprattutto per via del testo idiota. A proposito di testi, anche questi sembrano scritti da due persone diverse e passano da un estremo (ottimo) all'altro (indecente).
    Concludendo, salvo quest'album perché, pur avendo alcune canzoni brutte e con testi idioti, ha anche canzoni stupende. Siamo lontani dai fasti del capolavoro Under My Skin, ma abbiamo 5/6 brani che non possono passare inosservati, la meravigliosa "Hush Hush" in primis. Inoltre bisogna notare che la stragrande maggioranza delle linee vocali sono azzeccatissime.


  • Azure Emote - The Gravity of Impermanence
    Voto: 77
    Genere: Avantgarde metal
  • Chvrches - The Bones of What You Believe
    Voto: 80
    Genere: Synth pop, Indietronica
  • Demi Lovato - Demi
    Voto: 76
    Genere: Pop, Pop rock, Electropop, Pop acustico, Synth pop, Dance pop

    Pur non raggiungendo il livello di "Skyscraper", le ballad "Warrior", "Shouldn't Come Back" "Nightgale" valgono da sole tutto l'album. Notevoli anche l'allegra e scanzonata "Really Don't Care" e l'elettronica e ballabile "Neon Lights". Il singolo "Heart Attack" è carino pure, ma non si capisce perché Demi la canti tutta a polmoni spiegati: la parte acustica non avrebbe reso meglio sussurrandola o comunque contenendo un po' la voce? Il resto è nella media, pur con qualche scivolone (l'inutile e patriotticamente paracula "Made in The U.S.A.").
  • Elegy of Madness - Brave Dreams
    Voto: 77
    Genere: Symphonic metal, Symphonic gothic metal
    Influenze: Progressive metal, Melodic death metal
  • Emmelie De Forest - Only Teardrops
    Voto: 80
    Genere: Folk pop, Pop acustico, Electropop, Synth pop
  • Goldfrapp - Tales of Us
    Voto: 78
    Genere: Synth pop, Dream pop, Musica elettronica
    Influenze: Chamber pop, Pop acustico, Folk pop
  • Hail of Bullets - III: The Rommel Chronicles
    Voto: 83
    Genere: Death metal
  • Hurts - Exile
    Voto: 80 
    Genere: Synth pop
  • Lady Gaga - ARTPOP
    Voto: 82
    Genere: Electropop, Dance pop
    Influenze: Pop rock, EDM, Trap/Hip hop, R'n'B



  • Leandra - Isomorphine
    Voto: 90
    Genere: Dance pop, Electropop, Dark cabaret, Synth pop, Alternative pop
    Influenze: Musica neoclassica, Chamber pop, Alternative dance
  • Lingua Mortis Orchestra - LMO
    Voto: 80
    Genere: Symphonic metal
    Influenze: Heavy metal, Progressive metal, Power metal, Medieval rock
  • Orphaned Land - All Is One
    Voto: 88
    Genere: Oriental metal, Progressive metal, Folk metal
    Influenze: Folk israeliano, Symphonic metal
  • Panic! At the Disco - Too Weird To Live, Too Rare To Die! 
    Voto: 67
    Genere:Synth rock, Synth pop, Alternative dance, Pop rock, Alternative rock
  • Persefone - Spiritual Migration
    Voto: 76
    Genere: Progressive death metal, Technical death metal
    Influenze: Symphonic metal, Melodic death metal, Progressive metal
  • Phildel - The Disappearance of the Girl
    Voto: 90
    Genere: Indie pop, Baroque pop, Synth pop, Alternative pop
    Influenze: Pop acustico, Pop cantautoriale, Musica elettronica, Musica neoclassica
  • Serj Tankian - Orca (Symphony No. 1)
    Voto: 72
    Genere: Musica classica
    Influenze: Ambient
  • Sirenia - Perils of the Deep Blue
    Voto: 75
    Genere: Symphonic gothic metal
    Influenze: Industrial metal, Musica elettronica, Pop metal, Melodic death metal, Doom metal
  • the GazettE - Beautiful Deformity
    Voto: 86
    Genere: J-metal, J-rock,  Industrial metal, Metalcore, Alternative metal
    Influenze: Musica elettronica, Dance rock, Hard rock, Electronicore 
  • The Ocean - Pelagial
    Voto: 90
    Genere: Avantgarde metal, Progressive metal, Sludge metal, Post metal, Progressive death metal
    Influenze: Ambient, Death metal, Doom metal
  • Thirty Seconds to Mars - Love, Lust, Faith + Dreams
    Voto: 82
    Genere: Alternative rock, Arena rock, Synth rock, Symphonic rock
    Influenze: Music elettronica, Musica neoclassica, Folk, Dance rock, Electronic rock, "Soundtrack music", Musica araba/orientale
  • Ulcerate - Vermis
    Voto: 80
    Genere: Technical death metal, Progressive death metal


  • P.S. ho avuto qualche problema con gli spoiler: per qualche strano motivo non sono riuscito a inserire i commenti agli album dei Sirenia e dei Persefone, quindi sono costretto a inserirli nei commenti a questo articolo. Maledetto Blogger!

    5 commenti:

    M. G. Prometheus ha detto...

    I Sirenia, nati da una costola dei Tristania, avevano iniziato la loro carriera con un album ottimo e uno molto buono, seguiti però da un album brutto, uno caruccio e uno a dir poco indecente. Nessuno nutriva più speranze nei confronti dei Sirenia, eppure la band ha piacevolmente stupito: Perils of The Deep Blue è buon album. Le chitarre e il comparto ritmico si sono irrobustiti, sfiorando più volte il death melodico, le linee vocali sono melodiche senza essere eccessivamente zuccherose, ritornano le atmosfere angoscianti e tendenti al doom, si passa da brani lunghi e complessi a brani corti e "easy listening" e ci sono vari influssi elettronici. Le canzoni, dal punto di vista strumentale e vocale, funzionano quasi tutte.E a proposito di voce: Ailyn, sei sempre tu? Caspita, la spagnola è migliorata moltissimo! Brava, ecco cosa vuol dire impegnarsi! L'unica nota dolente, purtroppo, sono i testi che trasudano banalità e cliché.
    Insomma, i Sirenia sono sulla buona strada e stanno risalendo la china. Bene, bravi! Ora, però, bisogna lavorare per rendere più originali e interessanti i testi e per valorizzare gli elementi personali del sound (elettronica in primis).

    M. G. Prometheus ha detto...

    Il precedente album, Shin-Ken, era un capolavoro, ma ora i Persefone si sono persi in una marea di virtuosismi quasi sempre inutili e fini a se stessi. Comunque Spiritual Migration rimane un bel disco.

    M. G. Prometheus ha detto...

    Sì, ci sono vari problemi di formattazione, ma ora mi è venuto il mal di testa: abbiate pietà. xD Appena avrò un po' di tempo e voglia, cercherò di sistemarli. Purtroppo Blogger mi sta dando parecchi problemi da quando uso gli spoiler...

    Anonimo ha detto...

    Concordo su tutti gli album che conosco. ;)

    Anonimo ha detto...

    grazie per avermi fatto scoprire leandra!!!

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