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Ex cineribus resurgemus

mercoledì 5 marzo 2014

La coerenza di Antonio Pennacchi

Tempo fa ho scritto un articolo molto duro verso alcune dichiarazioni di Antonio Pennacchi, questo. Vi ricordate le parole del Premio Strega 2010? Eccole:
La letteratura di evasione è sempre esistita, i soldati romani sul vallo di Adriano portavano da leggere le favole, non l'Eneide. Ma la letteratura di genere - che pur ha ragione di esistere - non è letteratura alta, ma è una letteratura minore perché non sposta le persone.
Nel 2013 è uscito un nuovo romanzo di Pennacchi, "Storia di Karel". Indovinate un po'? È un romanzo fantascientifico!
Ecco la trama:
La Colonia è un lembo di terra ai confini della galassia. I suoi abitanti, pochi, nel deserto e lontani dal mare, sono costretti a vivere secondo princìpi ferrei. Tutto è regolato da un fantasmagorico potere, invisibile, globale e realissimo, quello della Federazione. Sui giorni e le ore dei coloni aleggia un clima plumbeo talvolta interrotto dai rari e improvvisi quanto fugaci arrivi di un circo. Due divieti assoluti vigono sui coloni: non possono far uso di tabacco e utilizzare petrolio. A spezzare questo clima, a infrangere le due proibizioni, pensano tre bambini in fuga e una donna curiosa e vagheggiante di nostalgia per suo padre. Basterà poco per risvegliare l’ingegnosità, la brama di conquista e di progresso − in realtà mai sopiti del tutto − dei coloni, e il loro desiderio di ribellione.
Sorvolando sulla trama che trasuda banalità trite e ritrite, si configurano da subito delle tematiche socialmente impegnate. Ma che senso ha trattare certe tematiche se tanto la letteratura fantastica non sposta nessuno? E che senso ha occuparsi di narrativa di genere se tanto è letteratura minore?
Per carità, cambiare idea è assolutamente legittimo e giusto, ma siamo davvero sicuri che Pennacchi lo abbia fatto? Non sono riuscito a trovare sue dichiarazioni di scuse, sue ritrattazioni argomentate rispetto alle dichiarazioni sulla narrativa fantastica, quindi il nuovo romanzo mi puzza più di ipocrisia, incoerenza e furbata commerciale. Sì, perché se è vero che la fantascienza in Italia è poco considerata, è altresì vero che a Pennacchi certo non dispiacerebbe ampliare il suo pubblico. Ma in fondo si può pretendere un po' di coerenza da uno che passa con disinvoltura dal neofascismo al comunismo? Per lui la letteratura fantastica non sposta le persone, ma il portafogli evidentemente sì. Oppure, spero, ha davvero cambiato idea, ma non ha avuto l'occasione di spiegarlo. Anzi no, in realtà l'occasione l'ha avuta. Dove? Qui. Per quanto io mi trovi d'accordo con lui sul discorso "Elfi e altri cliché", non posso fare a meno di notare che le sue parole vadano in contrasto con quanto ha precedentemente dichiarato. E no, non spiega il cambio di prospettiva, ma anzi nega di aver definito la letteratura di genere come "letteratura minore". Una ritrattazione molto "Berlusconi style", insomma. La poracciata della non-esistenza dei generi, inoltre, la poteva tranquillamente evitare: l'uomo è un animale tassonomico.
Ciò detto, nulla impedisce che "Storia di Karel" sia comunque una buona lettura. Appena avrò smaltito la wishlist di racconti Bizarro fiction, mi dedicherò al romanzo di Pennacchi senza alcun pregiudizio. Se si rivelerà di qualità, lo recensirò. Certo è, però, che questi estratti non lasciano ben sperare sull'ambito tecnico-stilistico. Anzi, a dirla tutta, sono scritti in modo dilettantesco e con la classica pretenziosità di chi è abituato alla Literary Fiction ed evita come la peste le Tecniche Narrative. Un po' come Miéville, che però compensa con originalità e fantasia a bizzeffe. Pennacchi con cosa compensa il suo stile indecente con tanto di infodump iniziale? Con la banalità e i cliché tipici del sentito dire? Ah, allora stiamo messi bene.

P.S. lo ribadisco per l'ennesima volta: la letteratura d'evasione e quella impegnata hanno uguale dignità, e io non ho problemi a passare dall'intrattenimento puro di Mellick III alle importanti riflessioni socio-politiche di Miéville. Però è falso che "narrativa di genere" corrisponda a "narrativa d'evasione", e proprio Miéville ne è un esempio. La narrativa fantastica in particolare può essere molto più efficace del classico "romanzo sociale".
Vi lascio con una vignetta random di Molg H. tradotta da "Molg H. Italia". Così, tanto per.
Molg H.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma la risposta di Pennacchi è una supercazzola, vero?? XD

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