Dolendo novit mortalis vitam


Dolendo discit mori mortalis

domenica 14 aprile 2013

Recensione: "Dannazione" di Chuck Palahniuk

  • Titolo: Dannazione 
  • Autore: Chuck Palahniuk 
  • Genere: Fantasy
  • Sottogenere: Bangsian fantasy, Bizarro fiction, Urban fantasy, Fantasy umoristico, Commedia nera, Satira
  • Casa Editrice: Mondadori 
  • Pagine: 250 
  • Anno: USA 2011 – ITA 2011 
  • Formato: Cartaceo, Ebook
Trama:
Madison ha tredici anni ed è una ragazzina come tante. Be' insomma, più o meno... Figlia di una star del cinema parecchio narcisista e di un miliardario, viene, tra le altre cose, dimenticata per le vacanze di Natale nel suo collegio di iperlusso in Svizzera dai genitori, in giro per il mondo a caccia di orfani da adottare davanti ai media. Durante una notte degli Oscar, Madison riesce nella non facile impresa di morire per una overdose di marijuana, e all'improvviso si trova in una situazione assolutamente diversa da quella della maggioranza delle sue coetanee. Per dirla tutta, Madison non solo scopre di essere morta, ma per giunta di essere finita all'inferno, con la non esaltante prospettiva di dover trascorrere un bel po' di tempo (a occhio e croce l'eternità) tra le fiamme e quei tormenti che lo hanno reso tristemente famoso. Insomma, è innegabile che sia difficile pensare positivo, ma Madison è una ragazza pratica e cerca da subito di rendere meno terribili le sue prospettive: prima di tutto deve farsi degli amici, poi deve scoprire come funzionano le cose all'inferno. Infine (e questo è un obiettivo mica da ridere), deve cercare di farselo piacere. In poco tempo diventa amica di un gruppetto di coetanei: una cheerleader, un secchione, un punkrocker e un giocatore di football, e con loro attraverserà il Deserto di forfora e valicherà Colline di unghie tagliate, per arrivare alla città fortificata dove vive Satana...
Recensione:
Palahniuk è un autore tanto famoso quanto controverso: le sue storie dividono i lettori, e “Dannazione” di certo non fa eccezione. Con questo romanzo, l’autore americano si sposta in ambito fantasy, ma non siamo di fronte a una rivoluzione; infatti, la Bizarro fiction è la naturale evoluzione del “genere Palahniuk”.

“Dannazione” ha un’atmosfera più leggera rispetto a quelle solite di Palahniuk. La componente dark si fonde con l’ironia, il sarcasmo e lo humor nero, ma in un modo decisamente poco drammatico. Ciò è dovuto anche al carattere della protagonista nonché voce narrante in prima persona: Madison. Lei è forte, cruda, cinica, intelligente, ironica e autoironica. Il suo linguaggio è riconoscibile e peculiare: difficile dimenticare i suoi modi di dire (es. “Pervertita de Pervertitis”) e i suoi pensieri fin troppo maturi per una tredicenne. Quest’ultima peculiarità potrebbe sembrare un difetto, ma nel contesto non lo è affatto ed è palesemente una scelta volontaria dell’autore. Anzi, in origine Madison avrebbe dovuto avere undici anni!

Passando agli altri personaggi, rimangono in secondo piano e non spiccano dall'ombra della protagonista. I suoi amici infernali sono palesemente ispirati ai protagonisti di “Breakfast Club” e sono tutti simpatici grazie al loro giocare con gli stereotipi. Al contrario, i personaggi vivi (i genitori in primis) risultano inevitabilmente antipatici. La verità è che i vivi sono morti dentro, mentre chi ha già perso la vita la riscopre in una nuova dimensione umana. Ciò è reso particolarmente evidente dalla struttura del romanzo, che interrompe la nuova “vita” di Madison con continui flashback della sua vita precedente.

La trama ha dei picchi, ma anche dei punti morti e prevedibili. Inoltre risulta spesso sfilacciata e forzata, e c’è pure qualche problema di verosimiglianza. Ad esempio, in una scena Madison strappa con due dita i baffi a Hitler, cosa non proprio possibile. E anche la morte di Madison, che non è per overdose, sembra poco verosimile considerando la sua robustezza fisica.

Un altro problema consiste nella quasi totale mancanza di conflitto: gli ostacoli non sono insormontabili e non si ha mai paura che Madison possa fallire davvero. Sembra di giocare a un videogame in cui non si può mai morire! Insomma, siamo di fronte all'ennesimo romanzo basato sul “wish-fulfillment”, ossia sul mettere in scena una storia attraverso la quale il lettore possa vivere i propri sogni. Nondimeno, Palahniuk riesce a mantenere mediamente alta l’attenzione del lettore, anche grazie a qualche colpo di scena e a una buona dose di mistero.

Lo stile è scorrevole e asciutto, ma dà l’impressione che sia stato fatto poco editing. Questo perché a scene ben mostrate si alternano scene raccontate o piene di dettagli inutili. Fortunatamente, le parti ben fatte compensano ampiamente quelle frettolose. Il vero problema dello stile, però, è che sembra la parodia di quello tipico di Palahniuk. In particolare, i ritornelli (“Mi sente, Satana? Sono io, Madison”) sono ormai un cliché.

Parlando dell’ambientazione, l’inferno è stato reso in modo personale e originale. Si sente l’influenza della Commedia dantesca, ma gli elementi Bizarro fiction danno un entusiasmante tocco di novità. E così ci ritroviamo in un inferno ricoperto di caramelle e composto da monti fumanti di cacca di cane, distese di funghi dei piedi, paludi di feti abortiti, mari d’insetti, laghi di bile tiepida, oceani di sperma sprecato, deserti di forfora e colline di unghie tagliate. Menzione d’onore per il call-center infernale: un’idea semplicemente geniale!

Tirando le somme, “Dannazione” è sicuramente un buon romanzo, ma chi lo ha scritto in passato ha fatto molto di meglio. In un genere dominato dal geniale Mellick III, Palahniuk rischia di rimanere in ombra. Riuscirà il nostro eroe a tornare ai fasti di un tempo a dominare anche nel campo Bizarro fiction? Lo scopriremo nel prossimo romanzo della trilogia dantesca iniziata con “Dannazione”. Madison, il purgatorio ti aspetta!

L’autore:
Chuck Palahniuk è nato nell’Oregon il 21 febbraio del 1962 e si è laureato in giornalismo nel 1986.
Il suo primo romanzo, “Invisible Monster”, fu sistematicamente rifiutato da tutti gli editori ai quali venne sottoposto. Alla fine venne pubblicato solo tre anni dopo il famoso “Fight Club”. Grazie a quest’ultimo romanzo, Palahniuk diventò subito un autore di successo e si aggiudicò la vittoria di molti premi.
Palahniuk è dichiaratamente gay e afferma di non possedere un televisore dal 1990.
Dopo i già menzionati “Fight Club” e “Invisible Monster”, Palahniuk ha pubblicato “Survivor”, “Soffocare”, “Ninna Nanna”, “Diary”, “Portland Souvenir”, “Cavie”, “Rabbia”, “Gang Bang”, “Pigmeo”, “Senza Veli” e “Dannazione”.
"Fight Club" e " Soffocare" sono stati adattati per il cinema.

(Articolo originariamente pubblicato sul settimo numero della rivista "Fralerighe - Fantastico")

domenica 7 aprile 2013

Dolendo Discit Mori Mortalis

"Muses" di Francesco Falconi (Mondadori)Qualche mese fa ho partecipato al concorso letterario "Netface". Il mio racconto è arrivato in finale, ma non ha vinto. Poco male: avevo scritto "Dolendo Discit Mori Mortalis" in dieci minuti dieci, subito prima della chiusura del concorso. Inoltre non avevo mai scritto racconti brevi, quindi rispettare il limite delle 5000 battute è stato davvero complicato. Inutile dire che il risultato finale non è stato certo brillante o esente da sbavature ed errori di vario tipo, sicché la mia eventuale vittoria non sarebbe stata meritata.
So di essere stato sciocco e mi pento di aver perso un'occasione del genere, ma in quel periodo avevo mille pensieri per la testa e davvero pochissimo tempo libero.
Ad ogni modo, sono felice che abbia vinto Danilo Campitelli: il suo racconto "Oblio Su Tela" mi è piaciuto moltissimo!

Tornando a "Dolendo Discit Mori Mortalis", qualche settimana fa ho pensato di riprenderlo in mano e correggerlo in modo da poterlo pubblicare online. Ecco, questa è la sorpresa che vi avevo promesso! Ma andiamo con ordine.
"Netface" era un concorso letterario dedicato alle fanfiction di "Muses" di Francesco Falconi. Per chi non lo avesse letto, capire il mio racconto potrebbe risultare difficile, quindi vi devo fornire i dettagli necessari.
Sulle Nove Muse pende una maledizione: se non si riuniranno prima di compiere quarant'anni, moriranno all'istante e cederanno i poteri alla propria discendenza.
Il destino di Alice sta per compiersi, ma solo soffrendo potrà imparare a morire.
Le Muse esistono tutt'ora e si sono adattate ai tempi moderni. Alice è la Musa della Musica e, cantando o suonando strumenti musicali, può controllare le forze della natura e la mente delle persone. Dolores, invece, è sua zia nonché la Musa della Scrittura. Ray, infine, è il ragazzo che Alice crede di amare.
Potete trovare altre informazioni su "Muses" nell'apposita pagina di Wikipedia.

"Dolendo Discit Mori Mortalis" è un racconto onirico e psichedelico che vi porterà alla fine del viaggio di Alice. Si tratta, tra l'altro, del mio secondo racconto in seconda persona. Insomma, ho voluto rischiare sperimentando un po'.

Cliccando qui potete leggere "Dolendo Discit Mori Mortalis".
Spero vi piaccia!


P.S. la nuova versione di "Dolendo Discit Mori Mortalis" è lunga 5238 battute. Mi rendo conto, però, che renderebbe molto di più se sviluppata in modo più ampio.
P.P.S. il titolo del racconto è una citazione tratta da "Chasing the Dragon" degli Epica.