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venerdì 1 giugno 2012

Recensione: "Il Sentiero di Legno e Sangue" di Luca Tarenzi

(Articolo originariamente pubblicato sul terzo numero della rivista "Fralerighe")
  • Titolo: Il Sentiero di Legno e Sangue 
  • Autore: Luca Tarenzi 
  • Genere: Fantasy 
  • Sottogenere: New weird, Dark fantasy 
  • Editore: Asengard 
  • Pagine: 142 
  • Anno: 2010
Trama:
“Apre gli occhi nel cuore di un’immensa conchiglia. Ha un corpo di legno articolato e ingranaggi, e il cadavere del suo costruttore giace accanto a lui. Non ha un nome, non ha memoria, ma appena nato ha già mostruosi nemici che lo braccano e una missione che non ha chiesto né desiderato: diventare umano. Attorno a lui c’è un mondo che un’antica catastrofe ha trasformato nel sogno delirante di un folle, alle sue calcagna due Incubi, la Maschera e la Bestia, e davanti a lui un sentiero costellato di mutazioni, tribù selvagge, divinità del caos e giganti marini che lo condurrà verso un destino molto più incerto di quanto i suoi creatori avessero mai potuto prevedere.”

Recensione:
“Il Sentiero di legno e Sangue” è una rivisitazione di Pinocchio in chiave dark e new weird. Fino ad ora, questo è uno dei pochi esempi di new weird italiano; e se il buongiorno si vede dal mattino, aspettiamoci una luminosa e bizzarra giornata!
L’ambientazione è piena di creature e scenari davvero strani e originali. L’atmosfera è surreale, a metà tra il sogno e l’incubo. Non a caso il romanzo è fortemente ispirato alle teorie di fisica quantistica del “paradigma olografico” e dei “campi morfici”, nonché alle varie teorie sui sogni lucidi. In questo senso, il viaggio di Pinocchio assume delle sfumature fortemente iniziatiche e simboliche, in cui i nemici non sono Tizio e Caio, ma la Bestia, la Maschera e il Corifeo. Archetipi, per l’appunto.
Lo spessore intellettuale e filosofico de “Il Sentiero di Legno e Sangue” è incredibile, specie considerando le appena 142 pagine di lunghezza. L’unica pecca è rappresentata dal Tarlo Parlante, che spesso dà vita a dialoghi farlocchi e infodump fastidiosi. Vero è che lui è l’archetipo del Mentore, ma la cosa risulta comunque molto forzata. In questi casi, la brevità del romanzo non aiuta.

Per quanto riguarda il protagonista nonché narratore in prima persona, risulta ben costruito e decisamente autonomo rispetto al Pinocchio di Collodi. Ciò nonostante, non è affatto un personaggio memorabile, si dimentica facilmente. Ma poco male: è evidente che Pinocchio è solo un pretesto, nulla di più. 
Non pensate però che questo sia un romanzo tutto fumo e niente arrosto: la trama c’è ed è consistente e ben strutturata, con pure qualche colpo di scena. Il lettore, nonostante i lunghi e noiosi monologhi del Tarlo Parlante, rimane sempre attento e interessato. Questo anche grazie a uno stile scorrevole, leggero ed elegante. Tarenzi è davvero bravo nello scegliere e gestire il lessico, tanto da evocare immagini mozzafiato. Purtroppo, però, ci sono molte sviste stilistiche che rovinano il quadro generale dell’opera. Editare un po' no, eh?

In conclusione, “Il Sentiero di Legno e Sangue” è un romanzo originale e interessante, pieno di creature e scenari che farebbero invidia ai pilastri del new weird. Lo spessore dei contenuti rappresenta un altro punto a favore. Ma questo è un diamante grezzo con fin troppe imperfezioni per ambire al titolo di capolavoro. Il titolo di bel romanzo, però, se lo aggiudica sicuramente.

Incipit:
«Si muove.»
Furono queste le prime parole che sentii.
Seguì un istante di silenzio.
«Impossibile» fece un'altra voce.
«Si è mosso, l'ho visto.»
Di nuovo la voce che aveva parlato per prima: bassa, cavernosa, con l'accenno di un ringhio nascosto appena
sotto la superficie. L'altra invece era acuta e vagamente metallica.
«Non può muoversi, è spento. È tutto fermo qua dentro. Guardaci, se non mi credi.»


L’autore
Luca Tarenzi, nato a Somma Lombardo nel 1976, è uno scrittore e traduttore italiano, autore di romanzi fantasy e saggi. Laureato in Storia delle Religioni all'Università Cattolica di Milano, è stato giornalista e redattore. Attualmente collabora con varie case editrici come traduttore, editor e consulente: tra le sue traduzioni figurano opere di Douglas Preston e Lincoln Child per Rizzoli, di Jonathan Stroud e Nahoko Ueashi per Salani.
Ha esordito come scrittore nel 2006 con il romanzo “Pentar” (Alacran), ripubblicato nel 2008 con il titolo “Pentar - Il Patto Degli Dei”.
Nel 2008 ha pubblicato “Il libro dei Peccati” (Alacran), raccolta di racconti storici, fantasy e horror sul tema della colpa e della redenzione.
Per Asengard ha pubblicato “Il Sentiero di Legno e Sangue”, per Alacran “Le Due lune” e per Salani “Quando Il Diavolo Ti Accarezza”.

5 commenti:

Aislinn ha detto...

L'ho recensito anch'io, quando l'ho letto. Secondo me il migliore di Tarenzi.

Anonimo ha detto...

L'ho letto tempo fa...davvero bello! Purtroppo si sente che è stato editato poco.

Michele A. F. Greco ha detto...

Aislinn, anche secondo me è il suo migliore ;)

Anonimo, sì, il problema credo sia proprio il poco editing.

Alessandro Forlani ha detto...

A me già "Pinocchio" di Collodi mette abbastanza inquietudine...

Michele A. F. Greco ha detto...

A me no, neppure da piccolo. Ma io da piccolo leggevo Stoker e Poe, quindi avevo standard di inquietudine particolari xD

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