Dolendo novit mortalis vitam


Dolendo discit mori mortalis

venerdì 27 gennaio 2012

Silenzio...

Oggi è la Giornata della Memoria.

C’è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
Schulze Monaco
c’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette infantili
a Buchenwald
più in là c’è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald
servivano a far coperte per i soldati
non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas
c’è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald
erano di un bimbo di tre anni
forse di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini
li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l’eternità
perché i piedini dei bambini morti non crescono
c’è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole…
- Joyce Lussu -
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Sono circa 100.000 gli omosessuali vittime del regime hitleriano; numericamente, dopo ebrei e zingari, il terzo gruppo più numeroso ad essere sterminato nei campi. Il loro segno distintivo era un triangolo rosa. Eppure si tratta di una storia poco ricordata in occasione della Giornata della Memoria.
Dal 1934, anno in cui venne creata una apposita sezione della Gestapo con l’obiettivo di creare delle liste di nomi di tutti i potenziali omosessuali del Reich, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, si calcola che furono quasi un milione gli omosessuali perseguitati dal regime: molti vennero sottoposti a castrazione forzata per decisione dei tribunali nazisti, altri deportati o incarcerati, per altri (quelli appartenenti alla “razza ariana”) vi era la costrizione “ad una corretta sessualità finalizzata alla procreazione”. Tali regole erano in vigore esclusivamente per l’omosessualità maschile; le lesbiche erano punite "solo" dalle leggi austriache (rimaste in vigore anche dopo l’annessione con la Germania) che perseguivano indistintamente qualsiasi tipo di «fornicazione innaturale». Per questo motivo vennero spesso perseguitate come “anti-sociali”, contrassegnandole con un triangolo nero. Il Paragrafo 175 del codice penale tedesco, che permise ai nazisti queste persecuzioni, fu abrogato solo nel 1994.

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