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domenica 11 dicembre 2011

Antagonisti preferiti

(Qual è il vostro antagonista preferito?)

In ogni storia c'è un antagonista. Talvolta è interno e psicologico, altre volte può essere un gruppo o un sistema sociale, altre volte ancora una forza della natura. Ci sono perfino casi in cui l'antagonista non è chiaramente definibile, ma c'è lo stesso.
Il più delle volte, però, l'antagonista è un personaggio. O magari più di uno, e in questo caso si può discernere tra  il semplice nemico e il grande arcinemico. Un esempio conosciutissimo lo si può trovare in Harry Potter: Draco Malfoy è un nemico, Voldemort è l'arcinemico.

Io penso che l'antagonista sia il personaggio più affascinante di una storia. Perché? Magari perché il male ha sempre un suo fascino magnetico, magari perché rappresenta le paure del personaggio. L'ipotesi più probabile, però, ha a che fare con le motivazioni dell'antagonista e la curiosità di conoscerle.
Ovviamente, ogni antagonista può avere motivazioni diverse: pazzia, vendetta, sete di potere e/o denaro, cieca fede religiosa e/o politica, sfiducia nel genere umano, ossessione, gelosia, invidia, sadismo, disperazione e moltissime altre. In fondo, se l'antagonista è un personaggio umano, non sarà mai totalmente cattivo. O meglio, esistono i "cattivi assoluti" nella narrativa e nel cinema, ma si tratta di personaggi trattati superficialmente e senza approfondimento psicologico.
Ad ogni modo, tratterò la costruzione dell'antagonista in un articolo apposito di "Scrittura e narrativa di genere".
Ora vi starete chiedendo perché vi sto dicendo tutto questo. Be', volevo introdurre una domanda: qual è il vostro antagonista preferito? 

Il mio è Melanchthon ("La Figlia del Drago di Ferro" o "Cuore d'Acciaio", Michael Swanwick). Si tratta di un drago biomeccanico ispirato al Satana del "Paradiso Perduto" di Milton e alla filosofia di Schopenhauer. Melanchthon è la personificazione del pessimismo, del nichilismo e della misantropia
Ecco un suo discorso:
‎La vita esiste, e tutti quelli che sono vivi sono nati per soffrire. I momenti migliori sono fugaci e acquistati a prezzo di acuti tormenti. Ogni affetto finisce. Chiunque ami muore. Tutto ciò che stimi trapassa. In tale vessatoria esistenza, la risata è pazzia, e la gioia è follia. Dobbiamo rassegnarci a che tutto accada senza ragione, senza causa? A che non ci sia nessuno da incolpare se non noi stessi? Ma accettare la responsabilità è inutile, perché farlo non può alleviare, differire, né placare il dolore. Improbabile! È tanto più consolante erigere una figura di paglia sulla quale riversare tutte le colpe.

Arthur Schopenhauer
Affascinante, vero? E, ancora più importante, divide i lettori: molti di voi già lo stanno odiando, altri lo capiscono.

Le premesse del pensiero di Melanchthon non sono dissimili da quelle di Schopenhauer: «La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente fra noia e dolore, con intervalli fugaci, e per di più illusori, di piacere e gioia.»
Il drago biomeccanico, però, trova una soluzione ben diversa da quella del filosofo tedesco. Se per Schopenhauer la fine della sofferenza umana sta nella negazione della volontà, per Melanchthon sta nella distruzione dell'intero universo. Può sembrare assurdo e brutale, eppure l'intenzione è buona e il ragionamento ha una sua logica.  
Il ribelle Melanchthon non può che affascinare per il coraggio nello sfidare la vita stessa. Perché in un mondo così crudele, tutto perde significato.
Non si può rimanere impassibili davanti a un personaggio del genere! 

Altri antagonisti che mi hanno particolarmente colpito sono: Carnival (Trilogia di Deepgate), Izma (Le Follie dell'Imperatore), Gollum (Il Signore degli Anelli), Thanos di Titano, Cersei Lannister (Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco) e Marisa Coulter (Queste Oscure Materie). 

E il vostro antagonista preferito qual è? 

Ps: l'antagonista (arcinemico) del mio romanzo è il Gran Cardinale. Qui potete leggere un discorso in cui è coinvolto.  

8 commenti:

Maurizio Vicedomini ha detto...

Il mio è Artemis Entreri, del ciclo di Drizzt do'Urden.

È un assassino, freddo, calcolatore. Tenta di continuo di oltrepassare i limiti umani, cercando di diventare sempre più bravo con la spada, e nonostante sia gettato spesso nella polvere, cerca sempre il duello leale con quelli che ritiene all'altezza.
Diciamo che più che un antagonista è un anti-eroe (infatti gli viene dedicato uno spin-off), ma nel "ciclo originale" è antagonista :P

Maurizio

Michele A. F. Greco ha detto...

Del ciclo di Drizzt ho letto solo "Il Dilemma" e "La Fuga", per cui Artemis lo conosco poco. Ammiro questa sua voglia di superare sempre i suoi limiti, ma bisogna vedere come viene gestita. Non saprei, dovrei leggere i libri dove compare. Il problema è che quel tipo di fantasy non mi fa saltare dalla gioia xD
Il personaggio di Drizzt, invece, un po' mi ispira. Anche se è troppo buono per i miei gusti...

Anonimo ha detto...

Il mio è 'Q' dall'omonimo romanzo di Luther Blisset (Wu Ming). Perché per gran parte del romanzo non si vede mai, si intuisce e basta - e riesce comunque a catalizzare totalmente la curiosità del lettore (almeno, la mia).

Das

Aniello Troiano ha detto...

Voldemort a suo tempo lo trovai interessante.
L'ingegnere Velasco di "Lupo Mannaro" di Lucarelli ha un certo fascino (uno che, ammettendo davanti a un commissario di polizia di aver ucciso delle prostitute e di averne morso i cadaveri trova il coraggio di dire: la domanda non è perchè lo faccio, ma perchè non dovrei.)

Mi stanno molto antipatici gli antagonisti "volgari", quelli che fanno qualcosa per un rancore banale o per soldi. Amo l'antagonista folle e visionario.

A.T.

ATNO ha detto...

Ti dico il Tiranno e Rekla, della Saga del Mondo Emerso. Sia chiaro, ce ne sono di infiniti migliori, ma i libri del Mondo Emerso sono stati i primissimi libri non-per-bambini (xD) che ho letto. Sono stato un fan della Troisi, ma, a quanto pare, PEGGIORA ad ogni libro. I Regni di Nashira (e dire che riponevo molte speranze in questo libro) mi ha seriamente deluso.

Michele A. F. Greco ha detto...

Guarda, io la Troisi la leggo ancora. Ho iniziato ad amare la lettura grazie a lei e sono affezionato a lei e ai suoi libro. Me ne frego della qualità dei suoi romanzi, dello stile e pure del genere, dato che i miei gusti ora vertono per il fantasy più originale e innovativo.
Proprio per questi motivi, non riesco a essere oggettivo con lei. Però Rekla mi ha sempre detto poco, mentre il Tiranno è potenzialmente un antagonista figo.

ATNO ha detto...

Anch'io la leggo ancora. Scrive romanzi, comunque sia, molto leggeri. Non sto nemmeno a contestarne gli errori, ma l'ultimo romanzo è, effettivamente, noioso per almeno metà libro.

M. G. Prometheus ha detto...

*libri
*vertono su

lol scusate, ripassando da questo vecchio post mi sono accorto di alcuni errori di battitura nel precedente commento.
Anyway, come ambientazione, Nashira è palesemente più originale del Mondo Emerso. Diverso discorso su com'è stata gestita l'ambientazione. Ma l'ho detto: faccio fatica a essere oggettivo con la Troisi, i suoi romanzi hanno un valore personale per me.

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