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Letteratura e narrativa (soprattutto fantasy), scrittura creativa e tecniche narrative, musica, politica, LGBT, diritti, canto, esoterismo, attualità...

«Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo.» [Goethe]

lunedì 21 aprile 2014

Oblivion + Running To The Sea

M83 feat. Susanne Sundfør - Oblivion (Extended Mix)
Since I was young, I knew I'd find you
But our love was a song sung by a dying swan
And in the night you hear me calling, you hear me calling
And in your dreams you see me falling, falling
Röyksopp feat. Susanne Sundfør - Running To The Sea
And the river flows beneath your skin
Like savage horses kept within
And all is wasted in the sand
Like breaking diamonds with your hands

venerdì 18 aprile 2014

Gli Dei di Mosca

"Gli Dei di Mosca" ("Dancing with Bears") di Michael Swanwick è uscito ieri per Antonio Tombolini Editore. Si tratta del primo romanzo della collana Vaporteppa diretta da Marco Carrata aka "Duca di Vaporteppa e di Baionette" (www.steamfantasy.it/ e www.agenziaduca.it/) e dedicata alla narrativa fantastica di qualità.
"Gli Dei di Mosca" è disponibile in ebook su Ultima Books (in ePub e mobi), su Amazon (solo mobi) e sulle altre librerie online collegate a Stealth al costo di 4,99 Euro. L'edizione cartacea, invece, uscirà tra un paio di settimane.

Riuscire ad accaparrarsi un romanzo di un autore del calibro di Swanwick è stato un colpo da maestro, non c'è che dire! E sono certo che le altre uscite della collana riserveranno altre sorprese, sia per quanto riguarda le traduzioni sia per quanto riguarda i romanzi inediti italiani.
Ecco il commento del Duca:
Scegliere un romanzo di Swanwick ha significato sottoporsi a costi molto maggiori rispetto a un romanzo italiano. Non lo abbiamo fatto perché speriamo di guadagnare “di più” (anche se evitare di andare in passivo non ci farebbe schifo), ma perché questo titolo rappresenta bene quel tono un po’ cialtrone e quelle ambientazioni vagamente ottocentesche che vorrei vedere nelle future opere di Vaporteppa.
In più Swanwick è un autore, come ricordato pochi giorni fa anche sul blog di Urania (che ringrazio per aver messo in eBook "Ossa della Terra"), che non ha la giusta diffusione e il giusto riconoscimento in Italia. Solo alcuni dei suoi romanzi sono stati tradotti e questo, il meno fantastico/fantascientifico, non lasciava presagire speranze di apparire dopo quasi tre anni dalla pubblicazione originale… o lo portavamo noi o chissà quando sarebbe apparso!
Insomma, Marco Carrara continua a distinguersi per coraggio e competenza. Ora sta a noi lettori permettere che la collana Vaporteppa sopravviva. Siete stufi di leggere pessima narrativa fantastica? Siete stufi degli editori codardi e/o incompetenti? Siete stufi di lamentarvi per la pessima qualità del fantasy italiano? Allora comprate i romanzi di Vaporteppa!

Titolo: Gli Dei di Mosca
Titolo originale: Dancing with Bears
Autore: Michael Swanwick
Traduttore: Emilio Zanchi
Generi: Fantascienza, Fantasy
Sottogeneri: Science fantasy, Post-apocalittico, Steampunk, Biopunk
Illustrazione di copertina: Manuel Preitano
Lunghezza:  111.500 parole (circa 388 pagine)
ISBN: 978-88-9892-405-9
Trama: 
In un futuro post-apocalittico dal sapore ottocentesco, in cui Internet non esiste più…
Darger e Surplus sono due truffatori gentiluomini: Darger è un malinconico amante dei libri antichi; Surplus un cane geneticamente modificato per comportarsi come un uomo. Con l’inganno si sono uniti alla carovana dell’ambasciatore di Bisanzio per raggiungere sani e salvi Mosca, dove intendono dare vita a una truffa ai danni del Duca. Però il Duca non è un personaggio così facile da avvicinare, nonostante il dono che gli stanno portando: sette donne bellissime, create solo per soddisfarlo.
Darger e Surplus si troveranno nel mezzo di una rete di intrighi tra fanatici religiosi, politici affamati di potere, macchine viventi che odiano il genere umano e perfino Lenin ritornato ad arringare le folle. Riusciranno i due truffatori gentiluomini a cavarsela?
Autore:
Michael Swanwick (Schenectady, 18 novembre 1950) è uno scrittore statunitense vincitore di cinque Premi Hugo, un Premio Nebula e un Premio Alex.
Swanwick si è distinto per la sua fantasia e la sua originalità sia in ambito fantasy sia in ambito fantascientifico. Stilisticamente non è il massimo (è spesso troppo barocco), ma si lascia leggere senza problemi e i contenuti compensano ampiamente.
Il suo romanzo "La Figlia del Drago di Ferro" (o "Cuore d'Acciaio") è sicuramente una delle opere che più ha innovato e influenzato il fantasy degli ultimi anni. Altri romanzi famosi di Swanwick sono "I Draghi di Babele", "Jack Faust", "L'intrigo Wetware" ("Vacuum Flowers"), "Domani Il Mondo Cambierà" ("Stations of the Tide") e "Ossa della Terra".

lunedì 14 aprile 2014

The Second Stone

Pochi giorni fa sono finite online alcune pagine del booklet della versione digitale di The Quantum Enigma, nuovo album degli Epica in uscita il 2 maggio. Appena ho letto il testo di "The Second Stone", scritto da Simone Simons, me ne sono innamorato: sembra parlare di me!


O, ne moriar bis
Oro supplex

Sometimes I feel like my reason is weakening
My inner clock's forcing time to stand still
I'm breaching borders between life and sanity
That's when it all starts to shatter in front of me

Liberate me
Why don't you liberate me?

Sometimes I feel I'm betraying my memory
This time it seems that I'm losing the fight
Finding it hard to be consciously part of life
That's when awareness and dreams start to separate

Reunite me
It's time to reunite me

As time goes by I hide the truth
Cannot stand myself with a broken shell
As time goes by I try to choose
Don't know where to roam in this private hell
Give me relief
Let me believe between sweet fiction and reality

My train of thoughts got lost somewhere along the way
I'm chasing shadows that cross on my path
Repeating visions that dance faster than my mind
Can't stop the rain casting shadows on my parade

Can't defeat me
I will not bow to defeat

[Rit.]

Ne moriar bis

Another life, another mind close to insanity
Another road, a cryptic code, the second stone
All that is left is a cross that's mine to bear
A curse with no ending drenched in anxiety

O, ne discedam bis
Oro supplex

[Rit.]

Ne moriar bis

mercoledì 2 aprile 2014

Canto: Estensione e Tessitura

Ho intenzione di aprire un'intera rubrica dedicata al canto, ma per adesso vorrei limitarmi dei dubbi che evidentemente tormentano molti. Mi hanno chiesto spesso di spiegare la differenza tra estensione e tessitura e di chiarire alcuni dubbi in merito.
Innanzitutto, bisogna capire cosa si intende per estensione. Abbiamo quattro possibilità:
  1. Tutte le note che si riesce a emettere (quindi anche vocal fry, falsetto/falsettone e fischiato). Attualmente i record in tal senso li detengono Georgia Brown (8 ottave) e Nicola Sedda (8 ottave e mezzo);
  2. Tutte le note che si riesce a emettere, ma solo a voce riscaldata. Riscaldando la voce si riesce a salire su note acute con molto meno sforzo, ma diventa più complicato cantare le note gravi;
  3. Tutte le note che si riesce a emettere a voce piena (quindi escludendo vocal fry, falsetto/falsettone e fischiato). La "voce piena" è composta da voce di petto (o consonanza in petto), voce mista e voce di testa (o con consonanza in testa), quindi esclude il falsetto/falsettone, il fischiato e il fry. Nella voce piena le corde vocali vibrano interamente, non parzialmente come col falsetto. Quest'ultimo produce, per l'appunto, suoni falsi, ben diversi dal proprio reale timbro. Inoltre il falsetto è ingolato, povero di armonici e di potenza, con poche sfumature. Il falsettone, invece, è un falsetto impostato e mascherato, quindi più salutare e anche molto più potente e voluminoso, a tal punto da poter essere usato anche in ambito operistico (principalmente dai contraltisti/sopranisti). Il fischiato, invece, è una tecnica basata sul far vibrare molto velocemente solo una piccola parte delle corde vocali, come se le si stesse usando al posto delle labbra per fischiare. Mariah Carey è stata resa famosa anche e soprattutto dall'uso di questa tecnica particolarmente estrema e pericolosa. Comunque affronterò meglio il tema delle risonanze e delle consonanze in un altro articolo; 
  4. Tutte le note che si riesce a emettere a voce piena e riscaldata, il che equivale quasi sempre a due ottave. Poi ci sono cantanti più sfortunati che si fermano a un'ottava e mezza e quelli più fortunati che arrivano anche a tre ottave. Questi ultimi, però, sono rarissimi. 
Quindi non esiste una definizione univoca di "estensione". Quando si parla di cantanti famosi, però, si prendono in considerazione tutte le note registrate in studio, quindi spesso anche quelle a voce fredda e quelle in falsetto. Questo, ovviamente, parlando di cantanti moderni/leggeri o tutt'al più crossover. Quando invece si è in ambito operistico, si prendono in considerazione solo le note ottenibili in lirico.

Per quanto riguarda la tessitura, si tratta della porzione di estensione in cui si è maggiormente comodi. Ovviamente, stiamo parlando di voci. Se invece si parla di brani, invece, la tessitura consiste nella zona in cui è concentrata la maggioranza delle note.

Ma... è possibile modificare la propria estensione? Non esattamente. La propria estensione è determinata da vari fattori anatomici, tra cui spiccano la lunghezza e lo spessore delle proprie corde vocali. Quindi, a meno di non essere dei mutanti, non si può modificare la propria estensione. Però è vera un'altra cosa: studiando si scopre la propria vera estensione e si impara a controllarla interamente. Intendo dire che, a meno di casi rari, senza tecnica è impossibile riuscire a usare tutta la propria estensione e spesso si sopravvalutano i propri limiti. Lo studio dell'impostazione vocale mette a disposizione dei metodi per prendere più facilmente le note acute e le note gravi, ma anche per rafforzare le note centrali e controllare meglio il passaggio tra voce di petto e voce di testa. Ovviamente l'impostazione non serve solo a questo, ma ne parlerò in un post apposito.

Ma... l'estensione definisce la bravura di un cantante? Assolutamente no! Sicuramente avere un'estensione ampia è una grande fortuna e agevola molto nella scelta del repertorio e delle linee vocali, ma ricordiamoci che ci sono fattori genetico-anatomici in ballo. Un cantante con un'estensione ridotta ma con una tecnica solida e una grande espressività è preferibile a un cantante con un'estensione naturalmente enorme ma con una tecnica mediocre e poca espressività. Ricordiamoci che non è importante il riuscire a prendere certe note, ma il riuscire a prenderle bene.

Ma... come mai gli uomini riescono a cantare senza falsetto canzoni femminili e le donne riescono a cantare canzoni maschili? Gli uomini cantano naturalmente e inconsciamente un'ottava sotto rispetto alle donne, o le donne cantano naturalmente e inconsciamente un'ottava sopra rispetto agli uomini. Stessa cosa. Non a caso le partiture per soprano e tenore sono identiche, come lo sono quelle per mezzosoprano e baritono e via dicendo.

P.S. ricordatevi che la notazione americana, oltre a chiamare diversamente le note (C, D, E... ), è spostata di un'ottava verso l'alto. Quindi un nostro Do4 equivale a un loro C5. Fate attenzione a non confondervi!

mercoledì 26 marzo 2014

Scene che colpiscono

Ci sono scene impossibili da dimenticare, così potenti da stamparsi nel cervello. L'altro giorno avevo voglia di rileggere "Numero Sconosciuto" di Giulia Besa. Sì, sono un dannatissimo fanboy! Comunque, rileggere una scena in particolare mi ha fatto immergere di nuovo in sensazioni ormai indelebili. No, non sono sensazioni piacevoli, ma lo scopo della scena in questione non era certo di rallegrare gli animi. E poi la narrativa deve emozionare!
A che scena mi sto riferendo A quella più cruda dell'urban fantasy di Giulia Besa, quindi vi avverto che non è per stomaci deboli.
Persefone preme il dito sulla guancia di Eberhard. L’unghietta perfora la carne. Il sangue rosso chiaro scorre fra le scaglie delle falangi divine. Anche le altre dita penetrano sotto pelle e muscolo. Strappano via una fetta di guancia, lasciano scoperti i denti e un pezzo di mascella biancastra. Ora Eberhard ride.
La bambina s’infila il lembo di carne in bocca, come faceva papà con le fette di prosciutto crudo. Sara appoggia la guancia sul cemento della colonna. Persefone mastica il primo boccone con calma, il rossore le macchia i dentini. Chiude la bocca a un ritmo crescente, lecca il sangue sul mento dell’uomo. Affonda i denti nell'altra guancia senza neppure staccarla, schizzando sangue tutt'intorno.
Atena fa due passi indietro. Non si vuole sporcare.
Sara invece si avvicinerebbe.
Persefone strappa camicia e pantaloni di Eberhard, li getta a terra. Stacca porzioni di carne dalle zone piene di braccia e gambe. Prende i tendini e li tagliuzza con i denti, facendo arricciare i muscoli più appetitosi per divorarli. Taglia i muscoli addominali con le unghie, li divarica ed estrae l’intestino. Si mette la prima estremità in bocca, lo ingoia poco a poco, masticando bene. Prende il fegato con due mani. Ci affonda dentro la faccia fino al naso. La bile si mischia alle chiazze rosse sul vestitino.
Sara sente nella bocca il sapore amaro di quell'organo scuro. Si tappa le orecchie. Il risucchio, il masticare dei dentini piccoli come perle, i gorgoglii del sangue nella gola di Persefone. Sara vuole stare al posto della Dea. Partecipare al banchetto, assaggiare un occhio, un pezzo d’orecchio. Vuole che la bambina la divori.
È questa, l’influenza della Morte.
Persefone finisce il fegato in quattro bocconi. Era più buono dell’intestino. Quando Eberhard è scuoiato, dissanguato e sventrato, adagia quel che ne resta sul pavimento. Si è lasciata dietro pochi organi: cervello, cuore e…
La Dea dà un colpo di mano in mezzo alle gambe dell’uomo. Sara chiude gli occhi e appoggia la fronte al cemento della colonna. Questo non vuole viverlo. Questo non vuole desiderarlo.
Aspetta che la Dea smetta di masticare, prima di guardare. Persefone stacca un pezzo di carne rosata che le è rimasto attaccato alle gengive. Sembra disposta a concedere una pausa alla mandibola.
– Vedo che il mio regalo alla fine ti piace, – Atena sorride. Il tremito alle mani è più forte. Sembra una drogata in astinenza. – D'altronde lo sapevo, che sarebbe stato così.
Persefone allarga le braccia gocciolanti. – Sono tutta sporca.
– Te l’ho detto, io non profano tombe per recuperare vecchi cadaveri. E se proprio devi mangiare, potresti mangiare qualcuno di fresco, per Giove Pluvio.
Persefone abbassa lo sguardo su Eberhard. Qualcosa brilla agli angoli degli occhi. Lacrime o pus?
Il pugno bambino spacca il costato. Persefone estirpa il cuore. Le coronarie si aggrappano al muscolo. La Dea dà uno strattone e le fa scattare come elastici.
Si porta il cuore alla bocca, lo osserva.
– Ha smesso di battere, – strappa un boccone piccolo. Le guance putrefatte grondano lacrime. – Non si fanno queste cose alle persone vive. L’hai ucciso tu! – dice, sputacchiando una scia di sangue vaporizzato.
– Quante storie, dalla Dea che vive nell'Averno.
Atena si avvicina di nuovo alla bambina. Sotto il braccio tiene un oggetto quadrato e sottile, simile a un libro. È il suo oggetto?
Persefone infila l’ultimo pezzo di cuore in bocca. Lo manda giù come una medicina amara. – Anche tu credi che io sia cattiva.
– Al contrario. Sono sicura che sei un amore.
– Che cosa sei venuta a fare qui? – Le piccole spalle di Persefone sobbalzano a ogni singhiozzo. – Per prendermi in giro e portarmi un regalo che non volevo?
Più in là, Persefone si trasforma in una vecchia in decomposizione e, ovviamente, armata di falce. Pensate sia cattiva? Be'...
Perché mi uccidi? Io sono triste per la morte di ciascuno, evito gli uomini perché non voglio che vedano come saranno… – le lacrime sono limpide, nonostante il pus attaccato alle ciglia, – … li mangio perché voglio tenerli con me.
Il resto del bellissimo romanzo di Giulia Besa non è così crudo, tranquilli. Anzi, lo consigli a tutti gli amanti dell'urban fantasy e della narrativa fantastica in generale.
E a voi che scene hanno colpito? Ci sono passaggi che vi hanno tormentato la mente per giorni, settimane, mesi? 

sabato 22 marzo 2014

Pagelle Musicali: 2013 - Paradiso

Benvenuti in Paradiso il luogo dove risiedono i beati dell'universo musicale. Qui vengono stipati gli album migliori dell'anno, per lo meno tra ciò che ho avuto modo di ascoltare io. I voti vanno da 66 a 100.
Per evitare polemiche inutili, prima di criticare un voto vi consiglio di leggere le motivazioni dei voti. Vi ricordo inoltre che non ha senso paragonare album appartenenti a generi diversi (es. l'album metal X prende 60, l'album pop Y prende 90, o viceversa) e quindi vi invito a evitare polemiche a riguardo.

"La gloria di colui che tutto move
per l’universo penetra, e risplende
in una parte più e meno altrove."

  • Alter Bridge - Fortress
    Voto: 88
    Genere: Hard rock, Heavy metal, Progressive metal
    Influenze: Alternative rock, Post-grunge

    Un disco che si mantiene costantemente su livelli altissimi, anche se con qualche sbavatura (le inutili "Water Risinge "Lover"). Non ci sono capolavori della caratura di "Blackbird" e "Slip to the Void", ma siamo comunque su vette qualitative altissime. Anzi, considerando il quadro generale, questo è il miglior album degli Alter Bridge. Ed è anche il più interessante a livello strumentale nonché il più metal. Mi riesce molto difficile indicare le canzoni migliori in quanto, a parte le due sopra citate, sono tutte di altissimo livello e ognuna con una sua personalità.
  • Anneke van Giersbergen - Drive
    Voto: 76
    Genere: Pop rock, Alternative rock
    Influenze: Anthem rock, Musica araba

    Anneke è tornata con un disco molto easy-listening e, come suggerisce il titolo, perfetto da ascoltare mentre si guida. Purtroppo siamo lontani dalla varietà del precedente album, Everything is Changing. Laddove prima si spaziava dal pop al rock e poi dal metal all'elettronica, ora abbiamo un album interamente basato su un rock melodico, radiofonico e pieno di ritornelli da stadio. Solo due brani riescono a spezzare quest'eccessiva omogeneità: la ballad "My Mother Said" e l'arabeggiante "Mental Jungle". Considerando gli altri brani, invece, i migliori sono "Drive", "We Live On", "Treat Me Like a Lady" e "The Best is Yet to Come".
  • Avril Lavigne - Avril Lavigne
    Voto: 72
    Genere: Pop rock, Pop, Power pop
    Influenze: Pop punk, Hard/Alternative rock, EDM/Electropop, Teen pop, Country pop, Pop acustico
    Note: In questo caso più che in altri, se non condividete il voto vi consiglio di leggere la recensione e, soprattutto, la classifica delle tracce. Lo dico onde evitare polemiche, eh. Inoltre, giusto per completare il quadro, riposto anche i miei voti ai precedenti album di Avril Lavigne: 86 a Let Go, 90 Under My Skin, 70 a The Best Damn Thing e 75 a Goodbye Lullaby

    Avril Lavigne sarebbe una perfetta segretaria del Partito Democratico italiano: ha il tempismo di Veltroni, il fiuto di Bersani, il coraggio di Civati, la coerenza di Renzi e l'intuito di Letta. Parliamone: Avril è forse masochista? Perché se no non si spiega la sua strategia promozionale. E non date la colpa alla casa discografica che le impone certe cose perché l'ha appena cambiata proprio per avere più libertà. Libertà che ha sfruttato malissimo, a quanto pare. Insomma, non mi pare difficile capire che non vende più perché, agli occhi del pubblico generico, sembra sempre uguale a se stessa. Ok, nei contenuti non è così, tant'è che Avril ha sfornato tutti album diversi l'uno dall'altro, ognuno con una sua personalità e frutto di una specifica evoluzione. Però la forma non corrisponde a ciò. E questo proprio a partire dal look: che fine ha fatto la Avril sofisticata ed elegante? Cos'è questo fetish per le ciocche rosa e l'abbigliamento da liceale bimbaminkia? Basta, Avril, ti vuoi proprio del male! E i singoli? L'era di Goodbye Lullaby era iniziata con l'orrenda "What The Hell", mentre Avril Lavigne è stato lanciato da "Here's to Never Growing Up" e "Rock N Roll". Che senso ha scegliere alcune tra le peggiori canzoni dell'album come primi singoli? I brani più banali, cliché e già sentiti, cazzo! E vogliamo parlare dei testi? Due dei peggiori dell'album in quanto quello di "Rock N Roll" è idiota e quello di  "Here's to Never Growing Up" è sviluppato molto meglio in "17". Ma si tratta solo di un problema di immagine e promozione? Io credo che Avril si sia a poco a poco abituata a tutto ciò, a tal punto da compromettere anche la musica. Ecco, Avril Lavigne sembra scritto da due persona diverse, una competente e una decisamente meno. Questa è la principale differenza rispetto a Goodbye Lullaby: laddove prima c'era una certa omogeneità qualitativa (seppur con qualche eccezione), ora abbiamo una marea di alti e bassi che neppure nelle montagne russe. Un'altra differenza con l'album precedente sta nella maggiore varietà interna, tant'è che, accanto al solito pop rock con venature pseudo pop punk e/o acustiche, troviamo un brano tra l'alternative rock e l'hard rock che ricorda un mix tra i The Pretty Reckless e gli Halestorm ("Bad Girl" in duetto con Marilyn Manson), un brano country pop dal mood sensuale e ammaliante ("Give You What You Like") e un brano EMD/Electropop che ricorda "Gangnam Style" e "Harlem Shake" ("Hello Kitty"). Purtroppo quest'ultimo è anche la canzone peggiore di tutta la carriera di Avril, anche e soprattutto per via del testo idiota. A proposito di testi, anche questi sembrano scritti da due persone diverse e passano da un estremo (ottimo) all'altro (indecente).
    Concludendo, salvo quest'album perché, pur avendo alcune canzoni brutte e con testi idioti, ha anche canzoni stupende. Siamo lontani dai fasti del capolavoro Under My Skin, ma abbiamo 5/6 brani che non possono passare inosservati, la meravigliosa "Hush Hush" in primis. Inoltre bisogna notare che la stragrande maggioranza delle linee vocali sono azzeccatissime.
  • Azure Emote - The Gravity of Impermanence
    Voto: 77
    Genere: Avantgarde metal
  • Chvrches - The Bones of What You Believe
    Voto: 80
    Genere: Synth pop, Indietronica
  • Demi Lovato - Demi
    Voto: 76
    Genere: Pop, Pop rock, Electropop, Pop acustico, Synth pop, Dance pop

    Pur non raggiungendo il livello di "Skyscraper", le ballad "Warrior", "Shouldn't Come Back" "Nightgale" valgono da sole tutto l'album. Notevoli anche l'allegra e scanzonata "Really Don't Care" e l'elettronica e ballabile "Neon Lights". Il singolo "Heart Attack" è carino pure, ma non si capisce perché Demi la canti tutta a polmoni spiegati: la parte acustica non avrebbe reso meglio sussurrandola o comunque contenendo un po' la voce? Il resto è nella media, pur con qualche scivolone (l'inutile e patriotticamente paracula "Made in The U.S.A.").
  • Elegy of Madness - Brave Dreams
    Voto: 77
    Genere: Symphonic metal, Symphonic gothic metal
    Influenze: Progressive metal, Melodic death metal
  • Emmelie De Forest - Only Teardrops
    Voto: 80
    Genere: Folk pop, Pop acustico, Electropop, Synth pop
  • Goldfrapp - Tales of Us
    Voto: 78
    Genere: Synth pop, Dream pop, Musica elettronica
    Influenze: Chamber pop, Pop acustico, Folk pop
  • Hail of Bullets - III: The Rommel Chronicles
    Voto: 83
    Genere: Death metal
  • Hurts - Exile
    Voto: 80 
    Genere: Synth pop
  • Lady Gaga - ARTPOP
    Voto: 82
    Genere: Electropop, Dance pop
    Influenze: Pop rock, EDM, Trap/Hip hop, R'n'B
  • Leandra - Isomorphine
    Voto: 90
    Genere: Dance pop, Electropop, Dark cabaret, Synth pop, Alternative pop
    Influenze: Musica neoclassica, Chamber pop, Alternative dance
  • Lingua Mortis Orchestra - LMO
    Voto: 80
    Genere: Symphonic metal
    Influenze: Heavy metal, Progressive metal, Power metal, Medieval rock
  • Orphaned Land - All Is One
    Voto: 88
    Genere: Oriental metal, Progressive metal, Folk metal
    Influenze: Folk israeliano, Symphonic metal
  • Panic! At the Disco - Too Weird To Live, Too Rare To Die! 
    Voto: 67
    Genere:Synth rock, Synth pop, Alternative dance, Pop rock, Alternative rock
  • Persefone - Spiritual Migration
    Voto: 76
    Genere: Progressive death metal, Technical death metal
    Influenze: Symphonic metal, Melodic death metal, Progressive metal
  • Phildel - The Disappearance of the Girl
    Voto: 90
    Genere: Indie pop, Baroque pop, Synth pop, Alternative pop
    Influenze: Pop acustico, Pop cantautoriale, Musica elettronica, Musica neoclassica
  • Serj Tankian - Orca (Symphony No. 1)
    Voto: 72
    Genere: Musica classica
    Influenze: Ambient
  • Sirenia - Perils of the Deep Blue
    Voto: 75
    Genere: Symphonic gothic metal
    Influenze: Industrial metal, Musica elettronica, Pop metal, Melodic death metal, Doom metal
  • the GazettE - Beautiful Deformity
    Voto: 86
    Genere: J-metal, J-rock,  Industrial metal, Metalcore, Alternative metal
    Influenze: Musica elettronica, Dance rock, Hard rock, Electronicore 
  • The Ocean - Pelagial
    Voto: 90
    Genere: Avantgarde metal, Progressive metal, Sludge metal, Post metal, Progressive death metal
    Influenze: Ambient, Death metal, Doom metal
  • Thirty Seconds to Mars - Love, Lust, Faith + Dreams
    Voto: 82
    Genere: Alternative rock, Arena rock, Synth rock, Symphonic rock
    Influenze: Music elettronica, Musica neoclassica, Folk, Dance rock, Electronic rock, "Soundtrack music", Musica araba/orientale
  • Ulcerate - Vermis
    Voto: 80
    Genere: Technical death metal, Progressive metal


  • P.S. ho avuto qualche problema con gli spoiler: per qualche strano motivo non sono riuscito a inserire i commenti agli album dei Sirenia e dei Persefone, quindi sono costretto a inserirli nei commenti a questo articolo. Maledetto Blogger!

    giovedì 20 marzo 2014

    Wintersong + The Essence of Silence

    Oggi è l'equinozio di primavera. Salutiamo l'inverno con la meravigliosa "Wintersong" di Kari Rueslåtten.

    Dato che ieri è stato pubblicato il (bellissimo e curatissimo) lyric video ufficiale, aggiungo anche "The Essence of Silence" degli Epica, primo singolo estratto dall'imminente The Quantum Enigma.
    Il testo parla della meditazione come strumento per ritrovare se stessi e trae ispirazione dalla spiritualità orientale e dalla psicoanalisi junghiana.

    domenica 9 marzo 2014

    Aspettando "The Quantum Enigma"

    Il nuovo album degli Epica, The Quantum Enigma, uscirà 2 maggio in Europa, il 5 maggio nel Regno Unito e il 13 maggio negli U.S.A. e nel resto del mondo.

    L'artwork, disegnato da Stefan Heilemannpresenta una montagna con un occhio ispirata al dipinto L'Isola dei Morti e che rappresenta il mondo che possiamo vedere. Sotto c'è il mondo sottomarino, che è molto più grande e rappresenta ciò che non possiamo vedere. Le barche e i sottomarini rappresentano la curiosità umana e la ricerca delle risposte alle domande della vita. Il Buddha rappresenta la spiritualità, mentre il DNA e le molecole rappresentano la materialità e il ciclo di vita e morte. Ci sono anche dei simboli che rappresentano i quattro elementi. Ma la copertina è solo una parte dell'opera di Heilemann; infatti il booklet si presenta come un grande dipinto diviso in più riquadri, tra cui uno un feto umano e uno con un teschio

    Ecco la tracklist e i minutaggi:
    1. "Originem" - 2:11
    2. "The Second Stone" - 5:00
    3. "The Essence Of Silence" - 4:47
    4. "Victims Of Contingency" - 3:31
    5. "Sense Without Sanity (The Impervious Code)" - 7:42
    6. "Unchain Utopia" - 4:45 
    7. "The Fifth Guardian (Interlude)" - 3:04
    8. "Chemical Insomnia" - 5:12
    9. "Reverence (Living In The Heart)" - 5:02
    10. "Omen (The Ghoulish Malady)" - 5:28
    11. "Canvas Of Life" - 5:28
    12. "Natural Corruption" - 5:24
    13. "The Quantum Enigma (Kingdom Of Heaven, part II)" - 11:53

    L'album, oltre alla versione standard, ne ha quattro speciali (digipack, earbook, iTunes, vinile) e una giapponese, ognuna con una sua bonus-track. Per la precisione, le tracce bonus sono:
    • "In All Conscience" (Digipack additional track) - 5:04
    • "Dreamscape" (Earbook additional track)
    • "Banish Your Illusion" (iTunes additional track) - 6:11
    • "Memento" (Vinyl additional track)
    • "Mirage of Verity" (Japanese additional track) - 5:59
    La versione digipack e la versione earbook avranno anche un secondo cd con le versioni acustiche di "Canvas of Life", "In All Conscience", "Dreamscape" e "Natural Corruption". La versione earbook, inoltre, avrà un terzo cd con le versione strumentali delle tracce standard.

    Il primo singolo, "The Essence of Silence", uscirà il 14 marzo, mentre il secondo, "Unchain Utopia", uscirà l'8 aprile.
    Nel frattempo, per stuzzicare i palati, gli Epica hanno rilasciato due trailer dell'album girati durante le registrazioni. Nel primo vengono messe in luce soprattutto le chitarre, il basso e la batteria. Il secondo, invece, si focalizza sul coro, sull'orchestra, sul pianoforte, sulla voce pulita di Simone e sul growl/scream di Mark. Ma attenzione: alcuni recensori che hanno ascoltato l'album in anteprima hanno dichiarato che buona parte di ciò che si sente nei trailer è preso dalle delle bonus track. E se queste sono le tracce scartate, non oso immaginare come possa essere il resto.

    Ma cosa sappiamo esattamente di TQE?

    venerdì 7 marzo 2014

    Citazioni scrittorie

    «Vorrei una prosa trasparente. Non voglio che il lettore incespichi su di me, ma voglio che lui veda attraverso le mie parole ciò che sto descrivendo. Non voglio che lui dica "Oh, santo cielo, com'è scritto bene!": sarebbe un fallimento.» [V. S. Naipaul, Nobel per la letteratura 2001]

    «Mostrare la storia ai lettori attraverso una sequenza di scene non darà solo immediatezza alla scrittura, le darà trasparenza. Uno dei modi più semplici per sembrare un dilettante è quello di usare tecniche narrative che attirino l’attenzione su di sé e la distolgano dalla storia. Devi fare in modo che i lettori siano così presi dal tuo mondo da non accorgersi nemmeno che lo scrittore esista.» [Renni Browne]

    «Non dirmi che la luna splende, mostrami il riflesso della luce sul vetro rotto.» [Anton Čechov]

    «Non si può restituire dignità critica al narrato semplicemente saltando su a difenderlo – non in questo campo di battaglia. I suoi nemici avrebbero gran parte degli argomenti migliori dalla loro. Molti romanzi sono seriamente danneggiati da sciatte intrusioni [dell'autore]. In più è semplice dimostrare che un episodio mostrato è più efficace dello stesso episodio narrato, finché la scelta è ridotta a due e solo due estremi tecnici. E, infine, i romanzieri e i critici che hanno deplorato il narrato hanno conquistato per la narrativa quella posizione come forma d’arte maggiore che, prima di Flaubert, le era generalmente negata, e hanno spesso mostrato una serietà e una devozione verso la loro arte che da sole bastano a rendere convincenti le loro dottrine. Non c’è niente da guadagnare – anzi, c’è tutto da perdere – se diciamo a James o a Flaubert che ammiriamo i loro esperimenti di serietà artistica, ma che ora preferiamo rilassare un po’ i nostri standard e incoraggiare i romanzieri a tornare a mescolare quella che James chiamò “la grande brodaglia.” Ci può essere spazio, nella casa della narrativa, anche per le brodaglie informi – per essere lette, presumibilmente, nelle ore dell’indolenza o negli anni della pensione. Ma io non mi metterò a difenderle come forma d’arte in virtù del fatto che sono informi.» [Wayne C. Booth]

    «L’arte della narrativa non comincia finché il romanziere non pensa alla storia come una materia da mostrare, da esibire in modo che si racconti da sola. [...] La faccenda deve sembrare vera, e questo è tutto. Non è resa vera semplicemente raccontando che è vera.» [Percy Lubbock]

    «[Lo scopo della Narrativa è] prendere il lettore, immergerlo nella vicenda così a fondo da renderlo inconsapevole sia di stare leggendo sia dell’esistenza di un autore, in modo che alla fine possa dire e credere “io ero lì, io c'ero”.» [Ford Madox Ford]

    «La Narrativa deve essere avvincente. Le parole non devono essere lì per il gusto della loro bellezza, ma per stimolare nella mente immagini vivide ed emozioni intense, tanto che il lettore dimentichi di star leggendo e si immerga nel mondo narrativo come se fosse reale.» [Marco Carrara]

    «Sia nella Retorica degli oratori che nella Narrativa, l’obiettivo è convincere il pubblico ed emozionarlo con l’uso di una tecnica tanto perfetta da far sparire "il testo" e lasciare solo l’effetto.» [Marco Carrara]

    «(Il romanziere) deve imparare a uscire fuori di sé, vedere e sentire le cose da ogni essere umano — e inumano — punto di vista. Egli deve essere in grado di riportare, con precisione convincente, il punto di vista di un bambino, una giovane donna, un anziano assassino, o il governatore dello Utah. Egli deve imparare, fissando intensamente il sogno che sogna sulla macchina da scrivere, a distinguere la sottile differenza tra il discorso e il sentimento dei suoi vari personaggi, lui stesso imparziale e distaccato come Dio, offrendo a tutti gli esseri umani ciò che è loro dovuto e riconoscendo le loro debolezze.» [John Gardner]

    «Invece di dire che i personaggi sanno qualcosa, devi presentare i dettagli che permettano al lettore di capire ciò che sanno. Invece di un personaggio che vuole qualcosa, devi descrivere quella cosa in modo che il lettore la voglia. [...] In breve, niente più scorciatoie. Solo specifici dettagli sensoriali: azioni, odori, gusti, suoni e sensazioni.» [Chuck Palahniuk]

    «Se quelli che hanno studiato l’arte della scrittura sono d’accordo su una cosa, è questa: il modo più sicuro per stimolare e mantenere l’attenzione del lettore è essere specifici, chiari e concreti. I più grandi scrittori – Omero, Dante, Shakespeare – sono efficaci in gran parte perché trattano i particolari e riportano i dettagli che contano. Le loro parole evocano immagini.» [William Strunk & E. B. White]

    «Una prosa ricca, ornata, è difficile da digerire, generalmente malsana e talvolta nauseante. [...] La scrittura vigorosa è concisa. Una frase non deve contenere parole inutili, né un capoverso frasi superflue, per la stessa ragione per cui un disegno non deve contenere linee inutili, né una macchina parti superflue. Questo non significa che lo scrittore deve rendere tutte le frasi brevi, o evitare tutti i dettagli e trattare gli argomenti solo nelle linee generali, ma che ogni parola deve contare.» [William Strunk & E. B. White]

    «L’artista deve essere come Dio nella creazione, invisibile e onnipotente; bisogna percepirlo ovunque, ma non vederlo mai.» [Gustave Flaubert]

    «Ogni trovata narrativa è reale [...]. La poesia è una scienza esatta quanto la geometria.» [Gustave Flaubert]

    «Ciò che risulta scorrevole da leggere è dannatamente difficile da scrivere.» [Nathanael West]

    «Quando qualcosa può essere letto senza fatica, grande fatica è stata fatta per scriverlo.» [Enrique Poncela]

    «Per me una pagina di buona prosa è una dove si sente la pioggia e il rumore della battaglia.» [John Cheever]

    «Chi scrive in modo affettato somiglia a chi si mette in ghingheri per non essere scambiato e confuso col volgo; è questo un pericolo che il gentiluomo non corre mai, anche se indossa l’abito più misero.» [Arthur Schopenhauer]

    «Scrivi con nomi e verbi, non con aggettivi e avverbi. Non è ancora stato creato l’aggettivo capace di tirare un nome debole o impreciso fuori da una strettoia.» [William Strunk & E. B. White]

    «Credo che la strada per l'inferno sia lastricata di avverbi.» [Stephen King]

    «Non credo molto al mito "scrittori si nasce", credo piuttosto che lo si diventi.» [Stephen King]

    «Un dilettante prima o poi riuscirà a scrivere una bella storia, ma il vero scrittore è quello per il quale la tecnica è diventata [...] una seconda pelle.» [John Gardner]

    «Nessuno può scrivere decentemente se diffida dell’intelligenza del lettore o se intende trattarlo con condiscendenza.» [William Strunk & E. B. White]

    «Se si guarda alle prime bozze anche dei più grandi scrittori come Tolstoj e Dostoevskij, si vede che l'arte letteraria non viene volando come Athena, completamente formata, dalla testa di Zeus. Infatti, la stupidità delle bozze dei primi progetti dei grandi scrittori è una cosa scioccante e confortante da vedere.» [John Gardner]

    «“Il Generale emise un suono udibile”. Ho letto questa frase in un recente bestseller e ha fatto ribollire il mio sangue di editor. Avrei voluto gridare: avanti, prova a emettere un suono inudibile, dannazione!» [Richard Marek]

    «La cattiva scrittura, qualunque criterio si adotti per definirla, qualche volta raggiunge la pagina stampata. La pubblicazione non santifica la cattiva scrittura. Nel corso degli anni mi è capitato di leggere narrativa scritta in maniera davvero schifosa.» [Ansen Dibell]

    mercoledì 5 marzo 2014

    La coerenza di Antonio Pennacchi

    Tempo fa ho scritto un articolo molto duro verso alcune dichiarazioni di Antonio Pennacchi, questo. Vi ricordate le parole del Premio Strega 2010? Eccole:
    La letteratura di evasione è sempre esistita, i soldati romani sul vallo di Adriano portavano da leggere le favole, non l'Eneide. Ma la letteratura di genere - che pur ha ragione di esistere - non è letteratura alta, ma è una letteratura minore perché non sposta le persone.
    Nel 2013 è uscito un nuovo romanzo di Pennacchi, "Storia di Karel". Indovinate un po'? È un romanzo fantascientifico!
    Ecco la trama:
    La Colonia è un lembo di terra ai confini della galassia. I suoi abitanti, pochi, nel deserto e lontani dal mare, sono costretti a vivere secondo princìpi ferrei. Tutto è regolato da un fantasmagorico potere, invisibile, globale e realissimo, quello della Federazione. Sui giorni e le ore dei coloni aleggia un clima plumbeo talvolta interrotto dai rari e improvvisi quanto fugaci arrivi di un circo. Due divieti assoluti vigono sui coloni: non possono far uso di tabacco e utilizzare petrolio. A spezzare questo clima, a infrangere le due proibizioni, pensano tre bambini in fuga e una donna curiosa e vagheggiante di nostalgia per suo padre. Basterà poco per risvegliare l’ingegnosità, la brama di conquista e di progresso − in realtà mai sopiti del tutto − dei coloni, e il loro desiderio di ribellione.
    Sorvolando sulla trama che trasuda banalità trite e ritrite, si configurano da subito delle tematiche socialmente impegnate. Ma che senso ha trattare certe tematiche se tanto la letteratura fantastica non sposta nessuno? E che senso ha occuparsi di narrativa di genere se tanto è letteratura minore?
    Per carità, cambiare idea è assolutamente legittimo e giusto, ma siamo davvero sicuri che Pennacchi lo abbia fatto? Non sono riuscito a trovare sue dichiarazioni di scuse, sue ritrattazioni argomentate rispetto alle dichiarazioni sulla narrativa fantastica, quindi il nuovo romanzo mi puzza più di ipocrisia, incoerenza e furbata commerciale. Sì, perché se è vero che la fantascienza in Italia è poco considerata, è altresì vero che a Pennacchi certo non dispiacerebbe ampliare il suo pubblico. Ma in fondo si può pretendere un po' di coerenza da uno che passa con disinvoltura dal neofascismo al comunismo? Per lui la letteratura fantastica non sposta le persone, ma il portafogli evidentemente sì. Oppure, spero, ha davvero cambiato idea, ma non ha avuto l'occasione di spiegarlo. Anzi no, in realtà l'occasione l'ha avuta. Dove? Qui. Per quanto io mi trovi d'accordo con lui sul discorso "Elfi e altri cliché", non posso fare a meno di notare che le sue parole vadano in contrasto con quanto ha precedentemente dichiarato. E no, non spiega il cambio di prospettiva, ma anzi nega di aver definito la letteratura di genere come "letteratura minore". Una ritrattazione molto "Berlusconi style", insomma. La poracciata della non-esistenza dei generi, inoltre, la poteva tranquillamente evitare: l'uomo è un animale tassonomico.
    Ciò detto, nulla impedisce che "Storia di Karel" sia comunque una buona lettura. Appena avrò smaltito la wishlist di racconti Bizarro fiction, mi dedicherò al romanzo di Pennacchi senza alcun pregiudizio. Se si rivelerà di qualità, lo recensirò. Certo è, però, che questi estratti non lasciano ben sperare sull'ambito tecnico-stilistico. Anzi, a dirla tutta, sono scritti in modo dilettantesco e con la classica pretenziosità di chi è abituato alla Literary Fiction ed evita come la peste le Tecniche Narrative. Un po' come Miéville, che però compensa con originalità e fantasia a bizzeffe. Pennacchi con cosa compensa il suo stile indecente con tanto di infodump iniziale? Con la banalità e i cliché tipici del sentito dire? Ah, allora stiamo messi bene.

    P.S. lo ribadisco per l'ennesima volta: la letteratura d'evasione e quella impegnata hanno uguale dignità, e io non ho problemi a passare dall'intrattenimento puro di Mellick III alle importanti riflessioni socio-politiche di Miéville. Però è falso che "narrativa di genere" corrisponda a "narrativa d'evasione", e proprio Miéville ne è un esempio. La narrativa fantastica in particolare può essere molto più efficace del classico "romanzo sociale".
    Vi lascio con una vignetta random di Molg H. tradotta da "Molg H. Italia". Così, tanto per.
    Molg H.