Dolendo novit mortalis vitam


Dolendo discit mori mortalis

sabato 24 settembre 2016

Analisi: la misteriosa "A Phantasmic Parade" degli Epica

Il 22 ottobre, pochissimo tempo dopo l'uscita del videoclip di "Edge of The Blade", sugli store digitali è stato possibile acquistare un nuovo brano tratto da The Holographic Principle. La cosa curiosa è che, a distanza di due giorni e mezzo, ancora né gli Epica né la Nuclear Blast ne hanno dato l'annuncio. Che sia stato solo un errore di iTunes e Amazon? O forse un Easter egg per i fan? Qui serve l'aiuto di una professionista!


Avrei preferito che gli Epica o la Nuclear Blast caricassero il brano su Youtube, prima di commentarlo, ma tant'è...


Io ho comprato il brano su Amazon e quindi ce l'ho in HQ. Pappapero.


Per quanto mi riguarda, "A Phantasmic Parade" spazza via sia "Edge of The Blade" (che ha da offrire solo le melodie catchy) sia "Universal Death Squad" (che è una figata, ma è rovinata dal poco labor limae).
Le strofe hanno hanno una sezione strumentale molto ricca, con archi pizzicati e un'attitudine prog, mentre le linee vocali sono orientaleggianti e sfruttano qualche abbellimento. La voce di Simone è filtrata, ma stavolta l'effetto è coerente col brano e quindi apprezzabile. Il bridge ha un riff portante cattivo e molto ispirato, una parte in growl ben fatta e ritmiche death: a tratti sembra di ascoltare i Fleshgod Apocalypse! E vogliam parlare delle variazioni sul finale?
La struttura è quella classica da canzone, ma le variazioni me le aspetto nei brani più lunghi, come "Divide and Conquer", "Once Upon A Nightmare" e, ovviamente, la title-track.

Insomma, ad "A Phantasmic Parade" potrei dare un 9+, ma... c'è un ma. La melodia vocale del ritornello ha una struttura ritmico-melodica molto simile a una parte di "Monopoly on Truth" ("can we trust all the facts and believe..."), seppur usata in un contesto atmosferico-espressivo diverso. Per onestà intellettuale, non posso far finta di nulla e quindi il mio voto scende a 8+. Siamo comunque a un livello che le altre band symphonic possono solo sognare. Senza contare che qui la somiglianza c'è solo nel ritornello e solo nella melodia vocale e che, soprattutto, di base il brano è eccelso.
Ciò che mi preoccupa è che siamo già al secondo con un problema simile. Due brani di alto livello, per giunta! Fossero stati brani indecenti, non me la sarei presa più di tanto: difetto più, difetto meno, siam lì. Spero che nel resto dell'album non riaccada altro di simile, perché altrimenti dovrò andare fino in Olanda a prendere a sberle chi ha scritto le linee vocali (Simone?). Ora torno ad ascoltare in loop "A Phantasmic Parade" perché è davvero una bomba! Ah, no, aspettate: devo studiare. Dannati esami!


Edit: gli Epica hanno citato "A Phantasmic Parade" nella loro pagina Facebook, sicché attendo un lyric video nei prossimi giorni. Nel frattempo, considerando le parti del testo che si capiscono a orecchio, posso dire che Simone ha fatto un ottimo lavoro. 

mercoledì 21 settembre 2016

Analisi di "Edge of the Blade" degli Epica

L'8 settembre è uscito il videoclip di ''Edge of the Blade'', secondo singolo estratto da The Holographic Principle.


Stando alle recensioni, si tratta del brano è più semplice, diretto e easy-listing del lotto. Insomma, non è per nulla rappresentativo dell'album, sia chiaro. Inoltre, quasi tutti concordano nel dire che i due singoli rilasciati siano i brani peggiori dell'album.

Il brano è in tonalità maggiore, ha la classica struttura ABABCB, i riff viaggiano tra il groove e il power, il ritornello ha una melodia molto orecchiabile e spacca-cervello che ricorda un po' certi Lacuna Coil, lo special in growl con chitarre un più cattive mi piace molto e lo stesso vale per il finale. Per quanto riguarda il coro ripetuto più volte, non credo dia fastidio, anche perché è catchy; inoltre come intuizione mi ricorda i ritornelli multipli alla Lady Gaga. Insomma, direi che come singolo è un'ottima scelta, molto funzionale. Ma come brano in sé e per sé, è solo un piacevole guilty pleasure. Non va oltre il 7, anche se il missaggio penalizza un po' la voce di Simone.

Per quanto riguarda il testo, parla dell'ossessione per la bellezza e la perfezione estetica. Il testo è di Simone ed è molto carino, anche se inferiore ad altri frutti della sua penna.

Parlando del videoclip, capisco chi è rimasto deluso dalla sua semplicità, ma io l'ho apprezzato. Magari il prossimo sarà più alla "Victims of Contingency", chissà. In ogni caso, applausi per le cromie, i giochi di luce e le inquadrature! Approvo anche l'atmosfera molto "fashion", futuristica e al contempo anni '80, anche per via degli outfit della frontwoman. In alcune inquadrature ho pensato a Patty Pravo, non so bene perché.
Ah, pretendo le piramidi luminose sul palco del tour!

venerdì 2 settembre 2016

Il sisma all'italiana di Charlie Hebdo


L'idea alla base della vignetta è ottima, ma fraintendibile perché poco chiara. Si può intendere facilmente l'ironia su chi è già pronto a "mangiare" sui morti, ma è meno immediato dedurre la critica al nostro costruire edifici di sabbia (penne gratinate) stabili come fossero fatti di lasagne. Nella stessa pagina è presente la freddura "non si sa se il terremoto abbia urlato Allah U Akbar prima di colpire", che io interpreto come una critica al dare sempre la colpa al nemico esterno senza mai farsi un esame di coscienza.
Quindi no, la vignetta di Charlie Hebdo non mi piace, ma per una mera questione stilistico-espressiva, ossia per l'incapacità di comunicare bene il proprio messaggio. Che poi possa risultare di cattivo gusto è irrilevante: la satira non deve essere politicamente corretta, altrimenti non smuove nessuno. Per ulteriori chiarimenti, rivolgersi ad Aristofane e a Dante.

Edit: nuova vignetta. 

CVD.

mercoledì 31 agosto 2016

Epica: notizie sul loro nuovo album, The Holographic Principle

Hola! Sono stato parecchio impegnato e quindi non ho ancora potuto aprire i nuovi blog né tornare a occuparmi di questo. Ho trovato dei collaboratori per il blog musicale, ma è ancora tutto molto work in progress. Nel frattempo, post random!

Il 30 settembre uscirà The Holographic Principle, settimo album degli Epica. Il titolo è orrendo, lo so, ma in compenso la copertina è figa:


Ecco invece la tracklist:
  1. "Eidola" – 2:39
  2. "Edge of the Blade" – 4:34
  3. "A Phantasmic Parade" – 4:36
  4. "Universal Death Squad" – 6:38
  5. "Divide and Conquer" – 7:48
  6. "Beyond the Matrix" – 6:26
  7. "Once Upon a Nightmare" – 7:08
  8. "The Cosmic Algorithm" – 4:54
  9. "Ascension (Dream State Armageddon)" – 5:16
  10. "Dancing in a Hurricane" – 5:26
  11. "Tear Down Your Walls" – 5:03
  12. "The Holographic Principle (A Profound Understanding of Reality)" – 11:35
Già dai minutaggi, possiamo intuire il ritorno a soluzioni un po' più complesse rispetto a quelle usate del diretto The Quantum Enigma. Riguardo ai titoli... stendiamo un velo pietoso. 
Nelle versioni Digipak e Earbook dell'album è presente anche un cd acustico con tracce i cui titoli rispecchiano lo stile adottato:

  1. "Beyond the Good, the Bad and the Ugly" – 4:29
  2. "Dancing in a Gypsy Camp" – 4:28
  3. "Immortal Melancholy" (Acoustic Version) – 3:13
  4. "The Funky Algorithm" – 3:30
  5. "Universal Love Squad" – 3:35
La bonus track giapponese è invece una versione al pianoforte di "Immortal Melancholy".

Durante la sessione di ascolto europea, i giornalisti hanno ascoltato l'album con una lista tracce differente da quella definitiva: al posto di "Once Upon a Nightmare" e "Ascension (Dream State Armageddon)" erano presenti "Decoded Poetry", "The Solace System" e "Immortal Melancholy",quest'ultima poi inserita in versione acustica nel secondo CD presente nelle edizioni Digibook e Earbook. Dall'album è stato scartato anche il brano "Architect of Light", ispirato dal film Inception. Jansen e Simons hanno motivato queste scelte spiegando di aver ricevuto ottime opinioni sulla parte iniziale e quella finale della lista tracce, mentre in quella centrale vari giornalisti hanno rilevato un calo qualitativo. Jansen, in un'intervista per Rock Overdose, ha chiarito che i membri del gruppo trovano di alto livello i brani scartati e per questo intendono utilizzarli. Non verranno inseriti nel prossimo album perché hanno lo stile di The Holographic Principle, ma probabilmente verranno pubblicati in un futuro EP. Simons, in un'intervista a Metal Rules, ha poi specificato che i brani registrati e poi scartati sono sei in tutto. 
Per qualche informazione sui tre brani ascoltati dai giornalisti e poi scartati, vi rimando a questo articolo di MetalItalia: EPICA: il nuovo album “The Holographic Principle” traccia per traccia e intervista a Simone Simons.
Pezzo interessante che vorrei citare dall'intervista:
Sì, avere cinque compositori è una posizione privilegiata. La pressione era alta: ‘The Quantum Enigma‘ è stato un album molto apprezzato dai fan e anche noi volevamo che questo nuovo lavoro fosse all'altezza e anche meglio. Abbiamo quindi accettato la sfida. I cinque compositori hanno tutti stili diversi, ed il mix delle loro influenze rende il suono degli Epica più complesso e interessante. Arjen ha un’influenza molto oscura, death metal: in questo disco sentirete solo una canzone composta da lui, ma ne aveva scritte altre che alla fine non sono state incluse nel disco. Isaac ha un mood decisamente più ‘happy metal’ e più chitarristico (noi lo chiamiamo ‘Isaac maggiore’ proprio perché tende a comporre in tonalità maggiori), mentre Mark è più doom e usa più tonalità minori, è più malinconico e gli piace utilizzare tanti cori. Rob ha scritto alcune canzoni, che purtroppo non sono state inserite nell’album, ma lui ha uno stile completamente oscuro: si può dire che alcune canzoni che aveva composto fossero quasi nello stile Dimmu Borgir o Cradle of Filth. Questo secondo me è un vantaggio importante che abbiamo rispetto alle band che hanno un unico compositore.
Sentito, band con mastermind dittatoriali?! Da notare, poi, che i testi degli Epica sono equamente distribuiti tra Simone e Mark, che hanno stili e interessi diversi.

Per le registrazioni, sono stati usati quasi esclusivamente strumenti reali; infatti all'orchestra d'archi si sono affiancati gli ottoni e i legni, precedentemente ottenuti con suoni campionati, percussioni di vario tipo e cordofoni etnici (mandolino, balalaika, ukulele...). Sono inoltre stati usati degli effetti elettronici.
Le parti vocali registrate da Simone Simons, come dichiarato dalla stessa, risultano essere «molto orecchiabili e seducenti», nonché caratterizzate da continue variazioni sullo stile vocale, dall'opera al rock e al pop. La cantante ha inoltre affermato che Mark Jansen e Ariën van Weesenbeek hanno modificato l'approccio alle parti di growl e scream, cantando spesso all'unisono.
La band ha pubblicato un documentario in tre parti relativo al processo di composizione e produzione:





Il 17 giugno 2016, in concomitanza con l'annuncio della lista tracce di The Holographic Principle, gli Epica hanno descritto la tematica portante dell'album attraverso la seguente dichiarazione:
Si occupa di un futuro prossimo in cui la realtà virtuale è decollata e permette alle persone di creare i propri mondi virtuali, indistinguibili dalla "realtà come la conosciamo". Questo solleva il dubbio se la nostra realtà attuale sia una sorta di realtà virtuale di sé stessa, un ologramma. Ciò implica l'esistenza di una realtà superiore, che al momento è inaccessibile. I testi sfidano a pensare fuori dalla scatola, a riconsiderare tutto ciò che credevamo certo e ad essere di mentalità aperta verso le recenti rivoluzioni scientifiche.
Sì, lo so: ancora la fisica quantistica. D'oh! Per lo meno sembra che il punto di vista adottato sia diverso ispetto a quello di The Quantum Enigma.

Il concept principale è trattato in "A Phantasmic Parade", "Beyond the Matrix" e nella title-track, che si concentra su come la consapevolezza di vivere in un'ologramma possa cambiare il nostro rapporto col mondo, toccando anche questioni come la guerra. Anche i brani "The Cosmic Algorithm" e "Ascension (Dream State Armageddon)" trattano temi tangenti: il primo parla di come gli affetti e l'empatia possano dar senso a un'esistenza in cui tutto sembra regolato da leggi matematiche, mentre il secondo riguarda i limiti gnoseologici umani di fronte all'incertezza del mondo materiale. Questo problema viene in parte risolto in "Tear Down Your Walls", ispirato dallo sciamanesimo e dal buddhismo e che spiega che solo attraverso la meditazione si possono comprendere e accettare le molte dimensioni della realtà, imparando a fidarsi delle proprie intuizioni.

Gli altri brani dell'album trattano tematiche differenti: "Edge of the Blade" l'ossessione per la bellezza e la perfezione estetica, "Universal Death Squad" le implicazioni etiche nell'uso dei robot militari autonomi, "Dancing in a Hurricane" i bambini cresciuti in zone di guerra e i rifugiati politici. "Divide and Conquer" riguarda invece l'attuale situazione politica in Medio Oriente e, verso la fine, presenta delle campionature sovrapposte di discorsi di Barack Obama, Hillary Clinton, Nicolas Sarkozy, David Cameron e John Kerry. La power ballad "Once Upon a Nightmare" trae ispirazione da Erlkönig, creatura malvagia che ruba l'anima ai bambini; Simons ha usato la fiaba tedesca in senso simbolico per parlare del sentirsi bloccati in una vita senza lieto fine né innocenza. Infine "Immortal Melancholy", presente in versione acustica, parla di due innamorati che, essendo entrambi malati terminali, hanno deciso di ricorrere all'eutanasia e morire nello stesso momento; si tratta della storia di due amici di famiglia di Simons.

Analisi di "Universal Death Squad" degli Epica

Il 29 luglio è stato pubblicato per il download digitale il primo singolo dell'album, "Universal Death Squad", che tratta delle implicazioni etiche nell'uso dei robot militari autonomi.


Questo non è il classico lyric video inutile. È ben fatto, anche se trovo fuori luogo tutti quei sorrisini. Ma parliamo della canzone...

La prima cosa che va detta è che non è un brano adatto a essere singolo, però apprezzo il coraggio e la voglia di osare. L'intro richiama vagamente “The Essence of Silence”, ma la melodia e le atmosfere sono molto diverse e quindi non andrei oltre col paragone; inoltre mi piace che la melodia degli archi venga ripresa nel resto del brano. Questo regala riff ispirati, un ottimo assolo, dissonanze tra chitarre e orchestra, attacchi inaspettati e cambi di tempo. Addirittura mi pare ci sia qualche tempo dispari in levare, cosa curiosa per un singolo degli Epica. In generale, nonostante il nuovo album sia stato descritto come “il fratello maggiore di The Quantum Enigma”, noto un cambio di rotta. TQE, sfruttando strutture dirette e per lo più semplici, aveva reso digeribile un sound barocco e massiccio. Con “Universal Death Squad” sento invece un ritorno alle intenzioni di Requiem for the Indifferent, ma con una produzione molto più ricca e muri sonori che non lasciano riprendere fiato.
Veniamo ora ai difetti di questo nuovo singolo. I più gravi sono stati generati in fase di post-produzione (missaggio e mastering): alla voce di Simone credo siano stati tagliati i medio-bassi, rendendola vuota, piatta e fredda fin quasi a irritare. Oppure è colpa di un filtro? Non so, ma correggendo questi aspetti, il brano ne guadagnerebbe enormemente, diventando anche più assimilabile. Volendo poi fare i pignoli, rileverei qualche problema di labor limae: la parte strumentale iniziale (fino a 1:17) è troppo lunga e pleonastica, avrei sostituito l'ennesimo coro tra 5:00 e 5:16 con una ripetizione un po' variata della parte di Simone subito prima, avrei eliminato la parte tra la fine dell'assolo (5:32) e il ritorno del coro (5:50). Va inoltre a segnalata una certa somiglianza tra alcuni passaggi delle linee vocali, in particolare nel ritornello, e le strofe di "Unchain Utopia".
Per quanto riguarda il testo, è sicuramente uno dei più brutti della band. L'argomento trattato è interessante, ma è stato reso in modo fino troppo esplicito, quasi da telegiornale. Dove sta la poesia?

Insomma siamo distanti da "The Essense of Silence", che rimane il singolo perfetto degli Epica nonché uno dei loro brani migliori, ma "Universal Death Squad" non è da buttare. Anzi, sebbene non sia esente da difetti, ci sono anche vari pregi che rendono il brano interessante e piacevole. Per me è da 7. Spero che The Holographic Principle abbia brani migliori.

sabato 21 maggio 2016

Aggiornamenti: il blog, la scrittura narrativa e il canto

Blog

Come avrete notato, ultimamente ho curato pochissimo questo blog. Purtroppo, non ho avuto per nulla tempo da dedicargli, ma in realtà neppure voglia. Mi è quindi balenata in mente l'idea di chiuderlo o, per meglio dire, di trasformarlo.
Per dare più ordine, sto pensando di spacchettare gli argomenti trattati in tre blog tematici: uno dedicato alle recensioni di album musicali e a piccoli vademecum sul canto (possibile nome: Dissonanze), uno dedicato alle recensioni di narrativa fantastica e agli articoli sulle tecniche di scrittura e sceneggiatura (possibile nome: Mitopoiesi) e infine uno dedicato alla filosofia e all'attualità (possibile nome: Sulle Orme di Prometeo). In tutti e tre i casi, i post non verrebbero pubblicati in modo regolare, sicché potrei scriverli solo avendone tempo e voglia, senza rimorsi per non aver rispettato le scadenze. Considerando la mia vita attuale, probabilmente non riuscirei a pubblicare più di un articolo al mese per blog.
Non so però quando riuscirò a organizzare questi blog: come ho detto, per adesso non ho tempo. Considerando il calendario dei miei esami, suppongo di poter riuscire a organizzarli per fine luglio. Fino ad allora, questo blog continuerà a essere operativo, seppure a regime molto ridotto.


Scrittura narrativa

Anni fa avevo più volte accennato a un romanzo su cui stavo lavorando, poi a un certo punto non ho dato più notizie. Ebbene, adesso vi spiegherò cos'è accaduto.
Ho studiato tecniche di scrittura narrativa e di sceneggiatura, con elementi di retorica e neuroscienze, assieme a Marco Carrara aka "Duca di Baionette". Per chi non lo conoscesse, è un editor, blogger e in passato anche agente letterario. Attualmente è il direttore editoriale della collana Vaporteppa di Antonio Tombolini Editore. Ebbene sì, faccio parte della "Scuola di Ardimento", ma ancora nessuno mi ha sparato con un obice. Anche se il rischio l'ho seriamente corso quando il Duca ha analizzato la prima versione del mio romanzo: l'ha bocciata quasi del tutto! I personaggi non funzionavano, l'ambientazione non era interessante e la trama aveva dei buchi, sicché il Duca mi ha consigliato di lavorare a un altro progetto pubblicabile nel breve termine. Io, però, non ho voluto gettare il bambino con l'acqua sporca, così ho cercato di salvare il salvabile e di costruirci attorno una storia diversa. Quando l'ho proposta al Duca, l'ha molto apprezzata: l'ambientazione ha dei "what if" affascinanti, i personaggi sono strutturati molto meglio di prima e la trama funziona. In realtà, ci sono dei punti che continuano a destarmi perplessità, ma nulla di così rilevante da impedirmi di iniziare a scrivere con fiducia. Questo almeno in teoria, perché in pratica sono mesi che non riesco a impegnarmi. Inizialmente credevo di avere il classico "blocco dello scrittore", ma poi ho capito la situazione era molto diversa.
Col tempo le mie priorità sono cambiate. Mi sono iscritto in Filosofia con l'idea di prendere un titolo di studio in un settore che mi piacesse, ma comunque subordinato alle mie due grandi passioni, ossia la musica e la narrativa. Poi, però, mi sono follemente innamorato dei miei studi, soprattutto dell'ambito etico. Si tratta inoltre del passepartout per fuggire dalla mia situazione familiare e da un paese, l'Italia, che sta calando a picco; infatti vorrei fare la specialista in Scozia, o per lo meno il dottorato. Ebbene sì, vorrei tentare la carriera accademica. In questo contesto, la mia priorità è diventata l'università.
Come se non bastasse, non so bene per quale motivo, l'ideare storie è diventato per me meno naturale. Mi piace ancora moltissimo, ma mentre prima le idee mi venivano da sole, adesso devo richiamarle con uno sforzo di concentrazione. Ciò non accade per l'ambito musicale, in quanto canto in continuazione e mi vengono costantemente in mente melodie e idee per dei testi.
Insomma, in una classifica ideale, la scrittura narrativa per me è scivolata al terzo posto. Ancora la amo e voglio che faccia parte della mia vita, ma ha perso priorità. Nulla di male, se avessi il tempo, l'energia e la serenità per fare tutto. E qui arriviamo al problema vero e proprio: per via di gravissimi problemi familiari che non ho intenzione di spiegare in questa sede, sono rimasto molto indietro con gli esami universitari. Ora mi sono semi-trasferito da mia zia, sono più tranquillo e ho smesso di soffrire d'insonnia, ma devo comunque riprendere il ritmo. E poi, potrò pure nascondermi, ma i problemi non spariranno. Ci sto lavorando, sì, ma alcuni non sono risolvibili e altri richiedono tempo per tornare sotto controllo. Tempo che non ho. Questo è il nocciolo del problema.
Se mi metto al computer per scrivere, inconsciamente penso di star rubando tempo allo studio e mi vengono i sensi di colpa perché so di essere indietro, quindi non riesco a concentrarmi e mi distraggo. Non necessariamente per studiare, però, perché ancora fatico a focalizzarmi su una sola cosa alla volta e a studiare in modo continuativo. Ma so che devo imparare a farlo e so di dovermi impegnare, quindi vedo lo stesso lo scrivere come un'attività che ruba tempo allo studio e anche alla musica. Nondimeno vorrei ricominciare a scrivere per tanti motivi: mi piace molto, penso di aver ideato una storia meritevole,  non vorrei avere in futuro il rimpianto di non aver provato, non riesco a immaginare la mia vita senza la scrittura narrativa e ho investito tempo ed energie per la mia formazione. E allora che si fa? Credo di aver capito cosa potrebbe sbloccare la situazione. Devo rimettere ordine nella mia vita, ritrovare una solida serenità e le capacità di organizzazione per recuperare gli esami lasciati indietro e studiare con metodo. Devo insomma acquisire sicurezza e ritmo nello studio, permettendomi di sacrificare una o due ore al giorno per la scrittura senza avere sensi di colpa. A quel punto potrò ritrovare il piacere della scrittura.

A me non interessa minimamente della fama, del successo o dei soldi. A me interessa creare dei romanzi di cui andare fiero e so che per questo ho bisogno dell'aiuto di Marco Carrara: per quanto posso aver studiato, non mi sento autosufficiente e penso che senza il suo editing e i tuoi consigli le mie creazioni sarebbero solo diamanti grezzi se non addirittura schifezze vomitevoli. Fortunatamente, Marco si è mostrato molto comprensivo e lo ringrazio ancora per questo. 


Canto

Per un aspirante cantante, studiare è importantissimo per una molteplicità di motivi. Innanzitutto per preservare la salute delle proprie corde vocali, poi per sgrezzarsi, migliorarsi, saggiare i propri limiti e aprirsi a nuove possibilità espressive. Penso che l'impegno e l'allenamento siano molto più importanti del talento naturale, ma ciò è dovuto anche alla mia storia personale.
Prima di iniziare a studiare canto, a 16 anni, ero decisamente scarso: vocina brutta, piccola, corta, poco intonata e con un pessimo senso del ritmo. Studiando non ho solo migliorato molto l'intonazione e il senso del ritmo, ma ho anche scoperto le mie potenzialità e quindi la mia vera estensione, la mia vera potenza e le mie capacità espressive. Ma soprattutto, ho appreso un'impostazione che mi ha salvato la voce.

Vedete, Madre Natura ha fatto sì che io fossi inadatto per il canto. Tutto è iniziato col setto nasale deviato, che ho operato a 17 anni. E poi con l'ipertrofia ai turbinati. E poi con l'ipertrofia ai turbinati. E poi con l'ipertrofia ai turbinati. No, non è un loop: mi sono operato tre volte con il laser. Il motivo? Sono pesantemente allergico agli acari e ad alcuni pollini (olivo, graminacee e parietaria). Purtroppo l'ho scoperto tardi per evitare che i miei turbinati scassassero il cazzo. Potete ben immaginare quanto la situazione mi abbia fatto gonfiare le palle, non solo quelle del naso.
La mia vita si è quindi trasformata in un continuo ingurgitare antistaminici, da sostituire periodicamente perché il mio organismo si assuefa in tempi record. Ho anche intrapreso la terapia desensibilizzante (volgarmente detta "vaccino"), che pare stia funzionando. Nondimeno, sono dipende dall'aerosol al cortisone, senza il quale rischio di avere quantità di catarro tali da poter sfamare l'Africa (fa schifo, lo so), continue laringiti e totale incapacità di respirare dal naso. Non vi dico per quante volte mi sono svegliato col mal di gola, cosa che mi ha portato a investire in un materasso in memory.
Con tutte queste cure e accortezze, la situazione sarebbe dovuta migliorare, no? No. Tra l'estate del 2014 e l'estate del 2015, sono rimasto per mesi interi senza voce. Addirittura anche quando stavo "bene" ero un po' afono e faticavo tantissimo a mascherare la voce. A onor del vero, il peggioramento della situazione era parzialmente dovuto alle mie grandi difficoltà nel mascherare la voce parlata, cosa fondamentale quando stai ore di fila a ripetere ciò che stai studiando. Come se non bastasse, in quel periodo ho sofferto spesso di insonnia e reflusso gastroesofageo.
Preoccupata, la mia insegnante mi ha spedito dal famoso foniatra Biondi. Alla prima visita, egli mi ha rassicurato sull'ottima salute delle mie corde vocali. Dopo avermi sentito cantare, si è complimentato con la mia insegnante per avermi dato una tecnica corretta e adatta alla mia situazione. Quale situazione? Ebbene, non avevo solamente la laringe infiammata per via delle allergie, ma anche tonsille infiammate e ingrossate, un bel grappolo di adenoidi e di nuovo i turbinati ipertrofici. Ecco perché non riuscivo a mascherare bene: avevo una barriera fisica che ostacolava il suono e bloccava le risonanze. Ed ecco anche perché avevo la voce costantemente sporca: avevo un'infiammazione semi-perenne. Senza una tecnica adeguata, non solo mi sarebbe stato impossibile cantare come faccio, ma l'affrontare il repertorio complesso che ho mi avrebbe probabilmente distrutto le corde vocali.

Ad ogni modo, a novembre 2015 mi sono fatto asportare le adenoidi e le tonsille, mentre a gennaio 2016 ho fatto l'ennesima turbinoplastica, stavolta con tecnica chirurgica (che dovrebbe essere definitiva o quasi). Dopo tutta questa trafila, però, mi tocca ancora stare in guarda perché sono a rischio polipi nasali.

Dopo cinque mesi di pausa e una una mega-influenza, ho ripreso a studiare canto ad aprile. La differenza rispetto a prima è netta: la voce è molto più pulita, corposa, rotonda, potente e squillante. Riesco anche a mascherare bene senza sforzi. Nondimeno, devo riassettare l'impostazione per adattarla alla nuova situazione, giacché gli impedimenti mi avevano costretto a cercare soluzioni poco ortodosse che poi si sono trasformate in vizi. Sono però fiducioso, considerando che già alla seconda lezione sono riuscito a prendere bene delle note su cui prima faticavo.

Adesso mi sto concentrando sulla costruzione di un repertorio lirico (operetta, per lo più), ma senza tralasciare il canto moderno. Appena mi sentirò sicuro, inizierò a registrare delle cover da caricare su YouTube. E, chissà, magari anche qualche inedito. 

Vi saluto con un'efficace rappresentazione della mia autostima:

Sarah's Scribbles.

domenica 10 aprile 2016

Songs of the week - 34

Ho saltato un bel po' di settimane, sicché ho accumulato canzoni per questa rubrica. Non sono riuscito a scegliere, quindi stavolta ne ho selezionate cinque:
  • Un bellissimo brano che ho scoperto grazie a una puntata di "How To Get Away With Murder";
  • Uno dei migliori brani dell'album di Aurora;
  • Un brano molto banale che in teoria non dovrebbe piacermi, ma che in pratica mi ha piantato in testa la melodia del ritornello. La colpa va attribuita in parte anche alla bellissima voce della cantante;
  • Un brano usato in vari fanvid dedicati alla serie tv "Penny Dreadful";
  • Il nuovo singolo di una band synth rock dal passato metal. 

IAMX - Insomnia
Aurora - Winter Bird
Xandria - Voyage of the Fallen
Digital Daggers - The Devil Within
Nemesea - Forever

P.S. mi rendo conto di essere terribilmente in ritardo con le Pagelle Musicali 2015: siamo quasi a metà aprile e ancora devo pubblicare gli articoli sul Purgatorio e il Paradiso. È ridicolo! Purtroppo sono stato impegnatissimo con lo studio e poi con problemi di salute (grazie, influenza). Cercherò di pubblicare tutto nel più breve tempo possibile, in modo da recensire poi l'album di Aurora. I'm sorry!

domenica 13 marzo 2016

Songs of the week - 33

Nell'ultimo periodo, ho ascoltato in loop...
  • Un'aria da soprano leggero tecnicamente difficilissima tratta dall'Opera "I Racconti di Hoffmann" di Jacques Offenbach. Mi è entrata in testa dopo averla ascoltata durante "Family Day, puntata 1: Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò". Si tratta di uno spettacolo teatrale quasi del tutto muto che mette in scena le contraddizioni, la monotonia e l'atteggiamento bigotto di quella che viene considerata come la "famiglia tradizionale". Quando i protagonisti pregavano, veniva usata la Chason della Bambola per sottolinearne l'atteggiamento robotico. Conoscevo già quell'aria, per cui l'ho individuata subito e ho apprezzato molto la scelta;
  • Il nuovo singolo di Kerli, che sembra riprendere il percorso di Love Is Dead alla luce di quanto fatto in Utopia. L'orchestra, l'elettronica, il pianoforte e le linee vocali evocano atmosfere ancestrali e fatate.
    Il video è dominato dagli incantevoli paesaggi estoni e da Kerli nei panni di figure mitologico-folkloristiche del paese (la Sirena del Fiume Bianco, la Dea Ragno, lo Spirito Albero e il Cervo Bianco). D'altra parte la musica è stata concepita durante un anno vissuto in isolamento dentro un tempio tra i boschi estoni, quindi quello di Kerli è un doveroso omaggio alla propria terra. E l'Estonia ringrazia finanziando il tutto per promuovere il turismo. 
  • Il nuovo singolo di Aurora, che ha pubblicato due giorni fa il suo bellissimo album d'esordio. Appena possibile, lo recensirò. 


Luciana SerraLes Oiseaux Dans la Charmille (Chanson della Bambola)
Les oiseaux dans la charmille,
Dans les cieux l'astre du jour,
Tout parle à la jeune fille d'amour.
Kerli - Feral Hearts
The whole world trying to tame the spark,
But we've got fire, burning bright, hidden.
[...]
The whole world trying to blind the way home,
But we've got shelter, deep inside, secret.
Tame the whispers of winds as they blow,
Feel my shivers in your arms stop!
Aurora - Warrior
I fall asleep in my own tears,
I cry for the the world, for everyone.
And I build a boat to float in,
I'm floating away.
I can't recall the last time I opened my eyes to see the world as beautiful.
And I built a cage to hide in;
I'm hiding, I'm trying to battle the night.

Let love conquer your mind!
Warrior, warrior...
Just reach out for the light!
Warrior, warrior...
I am a warrior!

domenica 21 febbraio 2016

Songs of the week - 32

Le mie manie musicali degli ultimi giorno sono state:
  • Un brano di un genere, il k-pop, che non ascolto quasi mai. Ma stavolta ho beccato una figata immensa che si destreggia tra beat hip-hop, archi e un ritornello ricco di pathos con tanto di vocalizzo lirico in sottofondo. 
  • L'ultimo singolo dei Delain, il cui ritornello mi sta spappolando il cervello;
  • L'ultimo singolo di una tenerissima cantante norvegese.

Xia - Flower
Take my hand,
You know I’m here with you.
Say my name,
'Cause lies can’t kill the truth.
Delain - Suckerpunch
Would you fall, give it all?
Would you give it all for me?
Suckerpunch the demons from my dreams!
Aurora - Conqueror
Broken me and broken them,
You are broken too.
Open ears, their eyes are open,
Makes me call for you.
But there's no seduction, only destruction.
Oh, fantasy take me over and break me.

I've been looking for the conqueror,
But you don't seem to come my way!
I've been looking for the only one,
But you don't seem to come my way!

A dire la verità, ho ascoltato e canticchiato tantissimo anche Revolution dei Kamelot e Cold Day In Heaven dei Delta Rae, entrambe già citate in questa rubrica.



domenica 14 febbraio 2016

Songs of the week - 31

Canzoni della settimana? Eccole:
  • Il nuovo singolo di Roniit, stavolta in veste un po' meno dark e un po' più dubstep;
  • Un singolo di un'ottima band canadese tra melodic death metal e metalcore;
  • Il nuovo singolo di una cantante pop norvegese a cui vorrei urlare in faccia "muoviti a fare uscire questo cazzo di album!". 

Roniit & TrivectaThrough The Night
We’re falling out of time,
Searching through the night!
We’re breaking through the light,
Fighting for our lives!

Waiting for the perfect time to disappear...
Every time I close my eyes I see you here.
And I’ve been waiting here forever,
So I can feel alive.
The Agonist - Disconnect Me
Access the brain to eliminate
The source that constrains us to be humane!

Am I just your creation?
Terminate this operation!
Taking back the chance to feel alive!

Disconnect me from the dream
You infused with reality!
[...]
You've got to cut the cord,
Cut the cord and wake up!
Margaret Berger - Apologize

I'm drunk, bruised:
I'm not ok and I haven't been.
And there's no comfort to find in you,
So much colder than you've ever been.
[...]
I know I've been a bad one,
But I'm fucked up for a reason.
And I won't apologise.
No, I won't apologise.

Sometimes silence is crueller than words,
And you whip me with your nothingness
Again and again and again.
I stab that dagger in your side
Force you to bleed out all your pride,
Ask for mercy, for mercy...