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Ex cineribus resurgemus

giovedì 6 novembre 2014

Don't Let Me Go

E niente, sono in fissa con questa canzone. Una droga.

lunedì 3 novembre 2014

#UnLibroÈUnLibro

"La discriminazione del libri digitali si riflette sullo sviluppo culturale del nostro paese" si legge sul sito http://unlibroeunlibro.org/.
Per chi non lo sapesse, sto parlando di una campagna volta a equiparare la tassazione degli eBook (IVA al 22%) con quella dei libri cartacei (IVA al 4%). È assurdo continuare a perpetrare questa disparità di trattamento, specialmente in un paese in cui si legge poco, specialmente in periodo di crisi economica, specialmente considerando gli enormi vantaggi per i lettori e il mercato editoriale tutto. Ma d'altronde si sa che ostacolare l'avanzata dei libri digitali conviene a molti, in primis ai librai e a quegli editori incapaci di cambiare le proprie strategie promozionali e quindi di rimanere al passo coi tempi. Secondo voi perché certi editori si ostinano a vendere i libri digitali a prezzi altissimi e a riempirli di DRM? E perché si tentano strade ridicole come quella dei flipback? E perché gli eBook di vari grandi case editrici faticano a scalare le classifiche? Hanno paura del nuovo, non sanno come rapportarsi alle novità, come adattarsi, come cambiare. E nel frattempo i dati di vendita diventano sempre più disastrosi (continuando a questi ritmi, la Mondadori potrebbe fallire entro qualche anno), i lettori diminuiscono a ritmo costante e la pirateria cresce di giorno in giorno. Italia, paese della cultura? Certo, come no! Fortunatamente qualche editore editore competente, onesto e intelligente esiste ancora, non a caso la campagna #unlibroèunlibro è partita proprio dall'Associazione Italiana Editori.
Se anche voi siete d'accordo, fatevi una foto col pollice verso e condividetela su Twitter o su Instagram assieme al #unlibroèunlibro. Oppure condividete solo il tag, meglio di niente.

Ora torno a leggere col mio fidato Kobo Aura. Cosa? Ovviamente una delle pubblicazioni di Vaporteppa. E ne approfitto per anticiparvi che questa settimana dovrebbe uscire un racconto di una scrittrice italiana che amo. Stay tuned!

lunedì 6 ottobre 2014

Gemini - I Walk Alone (Tarja cover) live


Nella prima parte ho fatto un po' di sbavature per colpa della brutta acustica (casse spia a volume bassissimo) e del mio stato di salute (mal di gola e naso chiuso da allergia), ma tutto sommato questa esibizione non è poi così male. Sicuramente avrei potuto cantare molto meglio (agilità in primis), ma sono comunque soddisfatto perché sto iniziando a vincere la mia ansia da palcoscenico. Mi sono piaciuto, sì!
Nel video non si vede bene, ma mi muovevo recitando un personaggio stile "burattino malefico", e l'averlo fatto con naturalezza mi rende orgoglioso. Questa è stata una delle poche volte in cui la paura e l'emozione non mi hanno paralizzato facendomi stare immobile a tremare, probabilmente perché la canzone mi ha permesso di indossare una "maschera", di interpretare un personaggio ben distante da me.
Mi sono divertito molto a cantare e interpretare "I Walk Alone"! E pensare che in principio avevo scelto di fare "Let It Go" da Frozen...

Spero vi piaccia!

Testo:

sabato 4 ottobre 2014

Pagelle musicali: 2014 (prima parte) - Paradiso

Fino a metà giugno. 
  • Anathema  – Distant Satellites- Voto: 75 su 100
    - Genere: Alternative rock, Synth rock
    - Commento: È un buon album, ispirato e con tocchi sperimentali, ma ben distante dai capolavori We're Here Beacuse We're Here, Weather System A Natural Disaster.
  • Anette Olzon  Shine
    - Voto: 70 su 100
    - Genere: Pop rock
    - Commento: L'ex cantante dei Nightwish inizia la sua carriera solista con un album pop-rock fresco e ispirato, anche se certamente non innovativo. Il genere è adatto alla sua voce e il livello dei brani si mantiene costante. In generale, Shine non è un capolavoro, non segnerà la storia, ma è un album onesto, piacevole e senza pretese. Fa bene il suo lavoro e riesce persino a regalare perle come "Invincible", quindi non si può non promuoverlo.
  • Arch Enemy  War Eternal
    - Voto: 70 su 100
    - Genere: Melodic death metal
    - Influenze: Symphonic metal
    Commento: Alissa White-Gluz, ormai ex cantante dei The Agonist, ha sostituito Angela Gossow, ma nella musica poco è cambiato. Che senso ha prendere una cantante come Alissa per poi limitarla al growl e allo scream? Perché non sfruttare anche la sua voce pulita? E no, gli accenni in "Avalanche" non bastano. Musicalmente, War Eternal riprende i soliti cliché del sound degli Arch Enemy, ma li incastra in canzoni formalmente buone. Su tutte spiccano "On and On" e, sopratutto, "Avalanche" e "Time Is Black". Queste ultime due introducono interessanti elementi sinfonici che potrebbero rappresentare la futura evoluzione della band.
  • Behemoth  The Satanist 
    - Voto: 86 su 100
    - Genere: Blackened death metal, Symphonic black metal, Symphonic death metal
  • Dark Lunacy  The Day of Victory
    - Voto: 83 su 100
    - Genere: Melodic death metal
    - Influenze: Symphonic death metal
  • Delain  – The Human Contradition
    - Voto: 75 su 100
    - Genere: Symphonic metal, Alternative metal
    - Influenze: Industrial metal, Heavy metal, Pop metalDance rock, Musica elettronica
    - Commento: Il 2014 sembra essere l'anno dei gamberi. Dopo aver sperimentato con l'elettronica e le influenze pop in We Are The Others, i Delain ritornano sui loro passi. Rimangono ancora accenni delle influenze elettroniche nate con l'album precedente, ma l'impressione generale è di una smentita delle sperimentazioni e di un ritorno a sonorità più heavy e canoniche. Il risultato è buono, ma non eccellente. In particolare c'è stato un evidente calo di ispirazione per quanto riguarda le linee vocali.
    - Canzoni migliori: "
    The Tragedy of the Commons", "Here Come the Vultures", "Army of Dolls", "Your Body Is A Battleground", "Scarlet", "My Masquerade" e "Don't Let Go".
  • Diabulus In Musica –  Argia
     
    - Voto: 79 su 100
    - Genere: Symphonic metal
    - Influenze: 
    Thrash metalMelodic death metal, Symphonic black metal, Folk metal, Gothic metal, Musica elettronica
    - Mini-recensione: I Diabulus In Musica sono una band talentuosa, non v'è dubbio, ma mancano di personalità. Già con The Wanderer avevano reso palese la loro adorazione per il sound degli Epica, creando così canzoni-fotocopia, anche se dannatamente ben fatte. Con Argia cosa è cambiato? Ben poco, in realtà, tant'è che le canzoni di punta dell'album continuano a sembrare prese di peso da uno degli ultimi album degli Epica. Ciò nonostante, si tratta di canzoni davvero spettacolari, a tal punto da compensarne la banalità. Inoltre pare che i Diabulus In Musica siano bravissimi come imitatori, ma mediocri nelle canzoni più personali. Perché sì, qualche guizzo di originalità c'è, come ad esempio negli echi western di "Furia De Libertad", in quelli folk/new age di "Indigo" e in quelli elettronici di "Inner Force", ma le prime due canzoni sono solo carine e la terza è addirittura molto brutta. Per uno strano scherzo del destino, più i Diabulus In Musica provano a esser originali e più tirano fuori aborti. Non a caso le canzoni migliori dell'album sono quelle che gridano Epica ("Healing", "From The Embers", "Mechanical Ethos" e "Spoilt Vampire") o Therion ("Encounter At Chronos' Maze"). Si tratta di canzoni ispiratissime e ricche di adrenalina, aggressività, melodia, teatralità e pathos. "Healing", poi, presenta un interessantissimo intermezzo operistico, che però l'unico elemento originale del brano.
    Da sottolineare, inoltre, i ritmi serrati e cattivi della batteria e i magnifici cori da cattedrale. La voce della cantante, invece, è a tratti fastidiosa e passa dall'essere intubata all'essere troppo nasale, ma per lo meno stavolta è stata editata un po' meglio rispetto ai precedenti album.
    Concludendo, Argia non è certo un album che sprizza personalità da tutti i pori, ma non si può ignorare un livello qualitativo così alto. Promosso a pieni voti, con la speranza che il futuro dei Diabulus In Musica possa riservare brani più personali e insieme di qualità.
    - Canzoni migliori"Healing""From The Embers""Encounter At Chronos' Maze""Mechanical Ethos" e "Spoilt Vampire".
  • Epica –  The Quantum Enigma
     
    - Voto: 91 su 100
    - Genere: Symphonic metal
    - Influenze: Melodic death metal, Progressive metal, Symphonic death metal, Symphonic black metal, Progressive death metal, Technical thrash metal, Folk metal, Gothic metal, Power metal, Musica elettronica
    -
    Ho già recensito quest'album
    - Canzoni migliori: "Chemical Insomnia", "The Essence of Silence", "Omen (The Ghoulish Malady", "Victims of Contingency", "The Quantum Enigma (Kingdom of Heaven, part II)", "Natural Corruption", "Reverence (Living In The Heart)", "Canvas of Life", "Mirage of Verity", "In All Conscience" e "The Second Stone"
  • Kari Rueslåtten –  Time To Tell
    - Voto: 90 su 100
     Genere: Pop acustico
    - Influenze: Pop rock, Folk rock
    - Commento: Una voce magnifica e delle canzoni magnifiche. Strutture scarne e acustiche che puntano dritte al cuore, che emozionano, che turbano, che fanno piangere, che fanno fermare il cuore per qualche istante. Un album perfetto e magistralmente interpretato che tocca il suo apice in "Paint the Rainbow Grey"
  • Lacuna Coil –  Broken Crown Halo
     
    - Voto: 72 su 100
    - Genere: Alternative metal, Gothic rock
    - Influenze: Gothic metal, Alternative rock
    - Commento: Con quest'album i Lacuna Coil hanno provato a discostarsi dal sound statunitense degli ultimi due album e di riprendere in parte le idee delle origini, ma in una versione rinnovata. Il risultato è un album fresco e non banale, che però non riesce a brillare. Broken Crown Halo è sicuramente un buon album, anni luce migliore rispetto alle ultime due uscite, ma ancora ben distante dai livelli di Comalies. Siamo però sulla buona strada: il combo milanese si sta riprendendo e sta lentamente tornando ai fasti degli esordi.
    - Canzoni migliori"One Cold Day", "Cybersleep", "Nothing Stands In Our Way" e "I Forgive (But I Won't Forget Your Name)".
  • MaYaN –  Antagonise 
    - Voto: 83 su 100
    - Genere: Symphonic death metal
    Progressive death metal
    - Influenze: Symphonic metal, Technical thrash metal, Symphonic black metal- Commento: Ottimo album. C'è molta meno melodia rispetto al precedente, cosa che contribuisce a differenziare ancora di più i MaYaN dagli Epica.
    Rispetto ai brani di Quarterpast, quelli di Antagonise sono meno dispersivi eppure ancora imprevedibili. Non ci sono filler e le canzoni sono tutte di altissimo livello, ma ciò non vuol dire che questo sia un album perfetto. I difetti principali sono due: i testi di Jansen (scontati, banali, sembrano trascritti da un tg) e la voce sgraziata e insopportabile di Henning Basse. Inoltre, anche se le canzoni sono tutte molto belle, manca una colonna portante del calibro di "The Savage Massacre".
    Bisogna però dire che la batteria e le chitarre sono spettacolari, che Laura Macrì è migliorata tantissimo e che le orchestrazioni sono sempre funzionali alle atmosfere. 
  • Ravenscry – The Attraction of Opposites
     
    - Voto: 80 su 100
    - Genere: Gothic metal, Progressive metal, Alternative metal
    - Influenze: Thrash metal, Jazz fusion
  • Septicflesh –  Titan
     
    - Voto: 87 su 100
    - Genere: Symphonic death metal
    - Influenze: Death metal, Symphonic metal, Gothic metal
  • Septicflesh –  Titan Symphony
     
    - Voto: 95 su 100
    - Genere: Musica classica
    - Influenze: Dark
  • Sia –  1000 Forms of Fear
    - Voto: 76 su 100
    - Genere: Synth pop, R'n'B, Alternative pop
  • Stream of Passion –  A War of Our Own
     Voto: 79 su 100
    - Genere: Symphonic metal
    - Influenze: 
    Progressive metal, Folk messicano, Heavy metal
    - Mini-recensioneCon Darker Days, gli Stream of Passion avevano sperimentato un'interessante e originale fusione tra il Symphonic metal e il folk messicano (tango, flamenco... ). In A War Of Our Own è stato fatto un passo indietro e sono state quasi del tutto abbandonate certe intuizioni.
    Il risultato è un album ibrido tra i precedenti: c'è la passionalità e il suono synth-oriented di The Flame Within, ci sono le eleganti influenze progressive di Embrance the Storm e ogni tanto fanno capolino delle sfumature latino-americane vicine a Darker Days. Purtroppo, più che una sintesi riuscita, il nuovo album sembra un tentativo di scendere a compromessi per accontentare tutti, e quindi risulta poco coraggioso. Dopo aver sperimentato, perché non si è andati avanti osando ancora? Perché si è tornati indietro senza uscire dal seminato? Ciò nonostante, la voce di Marcela è così sublime da nascondere molti difetti di song-writing. Inoltre, sorvolando su qualche filler (la brutte "The Curse" e "Burning Star"), ci sono varie canzoni meravigliose.
    - Canzoni migliori:"Don't Let Go", "Autophobia", "Monster", "Delirio", "A War of Our Own" ed "Exile".
  • The Pretty Reckless – Going To Hell
    - Voto: 68 su 100
    - Genere: Hard rock, Alternative rock
     
    - Commento: Going To Hell è un buon album rock vecchio stile: sporco, senza fronzoli, perverso, scatenato, "cazzone". La band di Taylor Momsen ha provato a riprendere il sound dell'hard rock classico, ma i rimandi diventano così espliciti da essere stucchevoli. Anzi, in generale, si nota una certa mancanza di personalità: quest'album è un'accozzaglia di citazioni degli Alter Bridge, degli AC/DC, dei Guns 'N' Roses, degli Arrows, degli Halestorm e dei Queen. In particolare, "Heaven Knows" riprende fin troppo esplicitamente "We Will Rock You" e "I Love Rock 'n' Roll". Ciò nonostante, Going To Hell è un album riuscito e accattivante.
  • Tori Amos – Unrepentant Geraldines
     
    - Voto: 78 su 100
    - Genere: Alternative pop, Pop rock, Chamber pop
  • White Sea –  In Cold Blood
     
    - Voto: 78 su 100
    - Genere: Synth pop, Electropop, Alternative pop
  • Within Temptation –  Hydra
     
    - Voto: 83 su 100
    - Genere: Symphonic rock, Symphonic metal
    - Influenze: 
    Hard rock, Dance rock, Power metal, Alternative rock, Rap rock, Folk
    - Mini-recensione: Come suggerisce lo stesso titolo, Hydra vuole essere una sintesi di ciò che i Within Temptation sono stati fino ad ora. In "Silver Moonlight""Tell Me Why" ritroviamo il growl che avevamo lasciato da Enter e The Dance"Whole World Is Watching'' non può che riportare alla mente "Utopia", "Edge of The World" riprende dei suoni folk che sembravano persi da anni (anche se non siamo certo ai livelli di Mother Earth), "Paradise (What About Us?)" è la versione 2014 di un ibrido tra il sound di The Silent Force e quello di The Heart of Everything, "Dangerous" e "Let Us Burn" (ma anche "Silver Moonlight") hanno atmosfere, ritmiche e linee vocali tipicamente da The Unforgiving, "Covered By Roses" riprende il dance rock proposto nelle cover di The Q-Music Sessions. Gli unici due esperimenti sono la bellissima "And We Run", che presenta un'azzeccatissimo ed emozionante duetto con il rapper Xzibit, e la brutta "Dog Days", che ha vaghi richiami al sound della prima Lana del Rey.
    C'è da dire, però, che dopo The Unforgiving e The Q-Music Sessions ci si aspettava più coraggio. Che fine hanno fatto le influenze elettroniche? E le tentazioni dance di "Sinéad"? La sola "Covered By Roses", che tra l'altro è una delle canzoni migliori dell'album, non basta a colmare questo vuoro. Anche perché la sua versione demo si rivela molto più coraggiosa della versione definitiva.
    Ad ogni modo, Hydra è un album fresco, catchy, anthemico, trascinante, vario e con soli due filler ("Dog Days" e "Tell Me Why"). Non è innovativo e ispirato come The Unforgiving, ma scavalca in qualità (seppur di pochissimo) The Heart of Everything e si piazza al secondo posto tra gli album dei WT.
    Infine, segnalo che nella versione Deluxe di Hydra sono presenti quattro demo ("And We Run", "Covered By Roses", "Tell Me Why" e "Silver Moonlight") e sei cover ("Summertime Sadness" di Lana del Rey, "Radioactive" degli Imagine Dragons, "Let Her Go" di Passenger, "Grenade" di Bruno Mars,"Dirty Dancer" di Enrique Iglesias e "The Power of Love" dei  Frankie Goes to Hollywood).
    - Canzoni migliori: "And We Run'', ''Edge of the World'', ''Covered By Roses'', ''Silver Moonlight'', "Whole World Is Watching'' , "Paradise (What About Us?)'' e "Summertime Sadness (Lana del Rey cover)".
P.S. in realtà avrei dovuto usare gli spoiler in modo da accorciare il post, ma non stanno funzionando. Appena possibile aggiornerò il tutto.

giovedì 2 ottobre 2014

Pagelle musicali: 2014 (prima parte) - Limbo

La categoria "Limbo" include gli album live, di cover e/o gli ep, ma anche gli album in studio a cui non ho voluto o potuto dare un voto.
  • BabyMetal –  BabyMetal
    - Genere: Pop metal, J-metal, J-pop, Industrial metal
    - Influenze: Teen pop, Electropop, Power metal, Thrash metal, Melodic death metal, Hip hop, Electronicore, Dubstep, Folk giapponese, Rap metal
    - Commento: Da un punto di vista prettamente musicale, le canzoni sono quasi tutte di ottima qualità, originali e in grado di miscelare efficacemente aggressività e melodia. Ma poi ci si ricorda che a cantare sono tre ragazzine che non hanno messo bocca nei processi di songwriting, che è una palese operazione costruita a tavolino, che i testi rispecchiano l'età delle cantanti (una diciassettenne e due quindicenni) e che i musicisti dietro tutto ciò rimangono nell'ombra. Insomma, non so come valutare quest'album: mi piace, mi piace molto, ma come posso ignorare ciò che c'è dietro?
    Canzoni migliori: "Megitsune", "Gimme Choko!!", "Ijime, Dame, Zettai", "Doki Doki ☆ Morning", "Uki Uki ☆  Midnight", "Catch Me If You Can", "Akumu no Rinbukyoku".
  • Emilie Simon –  Mue
    - Genere: Synth pop, Chamber pop
    - Commento: Un album senza dubbio meraviglioso, ma la lingua francese mi infastidisce tantissimo. Preferisco non valutare.
  • Tarja Turunen & Mike Terrana –  Beauty and the Beat
    - Tipologia: Live album, Cover album
    - Genere: Musica classica e operistica, Symphonic rock, Crossover
    - Commento: Tarja è riuscita nell'impresa di far rivoltare nella tomba Bach, Strauss, Dvořák, Puccini, Lehár, Bernstein e Freddie Mercury. Contemporaneamente e pure alla velocità del suono. Un applauso alla cantante più sopravvalutata al mondo!
    Se non mi fossi ripromesso di non dare voti agli album live e di cover, Beauty and the Beat si sarebbe beccato un 10 su 100. Forse anche meno. 

mercoledì 1 ottobre 2014

Nuove opportunità, nuove decisioni

Come sapete, studio Fotografia all'Accademia Euromediterranea di Catania. O meglio, in realtà il corso è "Web & Graphic Design", ma la grafica e il web design non sono cose per me. E probabilmente neppure la fotografia di moda, mentre dicono che io sia portato per la ritrattistica e la fotografia artistica. Penso che una persona saggia debba essere in grado di riconoscere sia le proprie potenzialità sia i propri limiti, sia i propri pregi sia i propri difetti, sia le proprie competenze sia le proprie lacune. Ecco, io so di non essere portato per certi ambiti.
Fortunatamente la mia accademia ha attivato un corso interamente dedicato alla sola fotografia, quindi continuerò a studiare solo quell'ambito. Dato che la mole di studio è leggerissima e per lo più pratica e dato che quest'anno per sbaglio ho pagato più del dovuto e quindi il prossimo anno non pagherò nulla, ho pensato di approfittarne per iscrivermi all'università. Purtroppo la mia accademia non rilascia un titolo di studio riconosciuto e quindi non dà la possibilità di accedere ai concorsi pubblici, ma grazie a questa nuova opportunità potrò prendere due piccioni con una fava. All'inizio ero indeciso se iscrivermi in Scienze Politiche o in Filosofia, ma alla fine ho optato per quest'ultima in quanto si tratta dell'ambito che mi piace di più e verso cui sono maggiormente portato.
Ho imparato che non fa bene pensare troppo al futuro, che bisogna godersi ogni attimo, che bisogna fare ciò che davvero si ha voglia di fare e che i passi vanno fatti uno alla volta. Ho passato periodi davvero difficili facendomi pippe mentali assurde sul mio futuro lavorativo, ma così facendo ho trascurato il presente. Ora posso dirlo: è da un po' di mesi a questa parte che ho riacquistato il sorriso, che sono felice e che riesco ad affrontare i piccoli problemi quotidiani con più serenità. Aspettavo che le cose cambiassero, che tutto andasse meglio, ma non capivo che in primis dovevo cambiare io e che dovevo imparare di nuovo a vivere nel "qui e ora". Forse è proprio grazie a questo cambio di prospettiva che la mia vita è migliorata molto e che le cose stanno ricominciando a girare nel verso giusto.

Devo però annunciarvi una cosa che mi ha dato parecchio dispiacere: ieri sera ho ufficialmente lasciato la Rivista Letteraria "Fralerighe". È stata una decisione difficilissima, dato che ho scritto per quella rivista fin dalla sua nascita e l'ho diretta per un anno e mezzo circa. Ultimamente avevo deciso di scrivere solo come freelance per via del poco tempo disponibile, ma non è stata questa la motivazione che mi ha portato ad abbandonare, Semplicemente l'attuale direttore della rivista, Aniello Troiano, ha voluto cambiare radicalmente la linea editoriale e io non mi sono trovato d'accordo. Essendo Fralerighe una rivista gratuita e quindi non guadagnandoci niente, non vedo perché dovrei sacrificare i miei principi.
Ad ogni modo, nonostante la divergenza di vedute, auguro in bocca al lupo ad Aniello e a tutta la redazione di Fralerighe. La nostra è stata una separazione pacifica, senza rancori e voluta da me.

Per quanto riguarda il mio romanzo, invece, sto continuando a lavorarci assieme a Marco Carrara. Abbiamo deciso di riscrivere varie parti e di modificare un po' la trama, ma tutto a beneficio del risultato finale. In fondo si tratta del primo romanzo e non ho nessun editore a mettermi fretta, quindi mi conviene prendermela comoda e puntare sulla qualità. Tanto sono già indietro sulla tabella di marcia perché per quasi due anni non ho scritto nulla per via di pesanti problemi personali.


P.S. sì, lo so, sono terribilmente in ritardo, ma fra pochi giorni pubblicherò gli ultimi due articoli delle Pagelle Musicali di metà anno.

giovedì 31 luglio 2014

Coprofagi, editoria e moralità

Tipico lettore di romanzi di merda.
Criticare uno scrittore e stroncare un suo romanzo è considerato socialmente accettabile, criticare una pessima casa editrice che ha appena chiuso è quasi un reato. Non è un atteggiamento simile a quello di chi diventa fan di qualunque cantante morto? Ipocrisia e sciacallaggio allo stato puro.
Come se non bastasse, dire la verità oggettiva dei fatti viene visto come un insulto. Se un'azienda scarica rifiuti in mare e io lo faccio notare, sto forse insultando? O sono loro che insultano la società stessa?
È questione di gusti? Sì, infatti io non sono coprofago e la merda non mi piace, ma non per questo smette di essere merda.

Senza contare che il discorso del "valgono solo i gusti" è pericolosissimo in quanto giustifica tutto ed elimina ogni barlume di meritocrazia. E allora Fabio Volo diventa come Saramago, Moccia come King, Twilight come la Divina Commedia. No, mi dispiace, ma dei canoni oggettivi devono esserci. E infatti, per quanto riguarda l'ambito tecnico-stilistico (ossia la scrittura in sé), ci sono e sono stati oggetto anche di ricerche neuroscientifiche. 

Ma poi, siamo capaci di renderci conto delle conseguenze che ha la pubblicazione di romanzi pessimi anziché buoni?
  1. I brutti romanzi tolgono spazio e visibilità ai buoni romanzi. Pensate a quanti libri potrebbero stare in libreria se non ci fosse quella pilla infinita di libri di Vespa. Pensate a quanti bei libri sono relegati in un angolino buio oppure non trovano spazio in libreria. Ma pensate anche ai magazzini pienissimi.
  2. I brutti romanzi tolgono fondi ai buoni romanzi. L'editoria ha un costo. Se i soldi spesi per stampare, distribuire, promuovere e pubblicizzare i pessimi romanzi venissero spesi per i buoni romanzi. Se poi si parla di romanzi stranieri, ci sono anche i costi di traduzione.
  3. I brutti romanzi alimentano i luoghi comuni. "Il fantasy fa schifo, è per gente ritardata": grazie al cazzo, se vengono pubblicati un sacco di romanzi ad alto livello di ritardo mentale.
  4. I brutti romanzi abbassano gli standard qualitativi e le aspettative dei lettori. Se droghi il mercato con pessimi romanzi, questi diventeranno la norma. E lo diventeranno anche per i lettori, falsandone i metri di giudizio e impedendo paragoni ragionati. Ne consegue da un lato una generale perdita di meritocrazia, dall'altro un aumento della pigrizia degli editori. Se i pessimi romanzi sono la norma e vendono bene, che senso ha sforzarsi di trovare romanzi decenti? Che senso ha pagare qualcuno per fare un editing serio? Che senso ha impegnarsi? E così ecco che parte una gara al ribasso tra editori e autori. Riguardo a questi ultimi, ricordiamoci che sono anche lettori (si spera... ) e che quindi subiscono anche loro la sfasatura dei metri di giudizio.
  5. I brutti romanzi sprecano carta (e quindi alberi) che potrebbe essere usata per i buoni romanzi.
  6. I brutti romanzi sprecano il tempo dei lettori e degli editori. Ovviamente, parlo degli editor onesti e con un po' di senso dell'onore e di amore per il proprio lavoro.
  7. I brutti romanzi danneggiano l'intelletto e la psicologia dei lettori, specie di quelli molto giovani. De facto, possono traumatizzare a vita.
  8. I brutti romanzi danneggiano la società perché ne abbassano il livello culturale. Una società culturalmente inadeguata è più controllabile e manovrabile in quanto composta da cittadini (e quindi elettori) poco consapevoli. Considerate anche che molti di questi cittadini faranno figli, insegneranno a scuola, lavoreranno in tv, scriveranno sui giornali.
  9. I buoni romanzi migliorano l'editoria in quanto alzano lo standard qualitativo e costringono gli autori e gli editori a impegnarsi di più. Inoltre, i lettori diventano più consapevoli e anche difficilmente accontentabili, quindi comprano solo prodotti di qualità, quindi danno il via a un sistema altamente meritocratico.
  10. I buoni romanzi migliorano la società e insegnano a mettersi nei panni altrui.  E qui entriamo nell'ambito della moralità in narrativa.
    Vi racconto un aneddoto. I poliziotti messicani non erano in grado di provare empatia e mettersi nei panni altrui, quindi risultavano troppo violenti. Allora il sindaco di Neza decise di risolvere la questione costringendo i poliziotti a leggere narrativa. Non sto scherzando, è accaduto davvero.
    Cosa c'entra la narrativa? Poniamo di avere Calderoli come personaggio-pov con filtraggio psicologico profondo. L'oggettività sarà oggettivata e i pensieri del personaggio diventeranno la realtà (per lo meno per sé e per il lettore, a meno che non ci siano dei superpoteri di mezzo). Il lettore proverà empatia per Calderoli, si metterà nei suoi panni, e alla fine si stupirà a pensarla come lui, a pensare che ha ragione. Proprio in quel momento, BAM, arrivano le conseguenze. Calderoli ha preso il potere e ha emanato leggi razziali. Gli immigrati sono stati tutti cacciati e quindi l'economia italiana è andata a rotoli, i crimini non sono affatto diminuiti, il livello culturale generale si è abbassato (leggere apre le menti e quindi "cura" dal razzismo). Come se non bastasse, Calderoli si è innamorato di un'immigrata e ha capito di aver sbagliato, ma ormai è tardi: lei viene deportata e lui non può fare nulla. Non appena Calderoli dimostra ai suoi sodali di aver cambiato idea, loro lo prendono per pazzo e lo uccidono.
    Direi che è una soluzione molto potente per insegnare la morale al lettore, no? Funziona meglio rispetto al dire "questo è giusto e questo è sbagliato", no? In fondo i bambini imparano che il fuoco brucia solo scottandosi, no? Senza contare che sapersi immedesimare negli altri permette di crescere, di arricchirsi, di mettersi in discussione e di saper smontare efficacemente le idee altrui. Ecco, questa è la moralità in narrativa. Gli scrittori ingenui si chiederanno "ma ora penseranno che io sia razzista", peccato sia una cazzata: un romanzo con penetrazione profonda, sia esso in prima o in terza persona, è scritto dal personaggio-pov. Lo scrittore sparisce, il narratore è Calderoli stesso. Pensate che Anton Čechov fu accusato sia di avere idee di destra sia di avere idee di sinistra, quando in realtà ad averle erano i suoi personaggi. Giusto per fare un altro esempio, un attore che interpreta un serial killer non necessariamente lo è a sua volta. Immedesimarsi in idee diverse dalle proprie fa parte sia del lavoro dello scrittore sia del lavoro dell'attore. Inoltre, esprimere esplicitamente le proprie idee di autore è inelegante, anacronistico e poco efficace. Ma ne parlerò meglio in un articolo apposito.
  11. I buoni romanzi sono catartici e permettono di sfogare le proprie perversioni represse in modo sano e innocuo;
  12. I buoni romanzi intrattengono meglio rispetto ai pessimi romanzi, quindi possiedono una funzione anti-stress;
  13. I buoni romanzi sono utili per contrastare l'analfabetismo emotivo-sentimentale;
  14. Buone letture formano buoni scrittori in quanto li abituano ad alti standard qualitativi. O meglio, in realtà leggere senza avere gli strumenti adeguati serve solo a migliorare il proprio vocabolario, a stimolare la fantasia e a distinguere i cliché dalle idee originali. Tutte cose fondamentali, ovvio. Ma per capire come funziona davvero un auto bisogna avere le conoscenze adatte per analizzarne il motore. Ecco perché andrebbero studiare le tecniche narrative
Un'obiezione che viene spesso mossa è: "ma se il libro X ha fatto avvicinare le persone alla lettura, è da lodare". Premettendo che questo ragionamento porta a giustificare persino i romanzi di Moccia, ma è davvero un'ipotesi reale? Abbiamo dati statistici che confermino che i lettori di X poi siano diventati lettori medi, forti o fortissimi? Oppure sono rimasti lettori occasionali? E, soprattutto, sono cresciuti come lettori o hanno continuato a leggere pessima narrativa scambiandola per buona? Quali sono le percentuali in merito? E ancora: non si poteva usare un buon romanzo per invogliare alla lettura o quel pessimo romanzo era l'unico adatto?

Meglio leggere un solo libro buono che cento pessimi, meglio avere pochi lettori consapevoli che tanti inconsapevoli. Chiaramente, l'ideale sarebbe avere cento libri buoni e tanti lettori consapevoli, ma questa è una cosa che nasce da un meccanismo meritocratico. Ma come pensiamo di portare meritocrazia se ci stracciamo le vesti per la chiusura di una casa editrice che pubblicava quasi solamente Merda? Sì, c'era qualche eccezione (i romanzi tradotti di Bishop ed Erikson, ad esempio), ma non abbastanza da compensare il resto. 
Poi, per carità, grande solidarietà ai lavoratori che hanno perso il lavoro e ai fan di quei pochi libri decenti/buoni pubblicati dall'Armenia, ma ciò non cambia che la sua chiusura sia solo giusta e meritocratica. It's karma, bitch!

domenica 27 luglio 2014

Let It Go

Sento che si sta aprendo un nuovo capitolo della mia vita, sento che questo è un nuovo inizio. Sotto vari aspetti, sta sorgendo un'alba luminosa e ricca di speranza. Per la prima volta da tempo, mi sento vivo e fiducioso, per la prima volta da tempo mi sento ispirato e pronto a rischiare. Sto riprendendo in mano la mia vita e i miei sogni!
Ma prima di iniziare questa nuova fase, ho bisogno di esorcizzare definitivamente i demoni dell'ultima. Devo togliermi qualche sassolino dalla scarpa, devo liberarmene per essere più leggero. Non è forse vero che per iniziare un nuovo capitolo bisogna terminare quello vecchio? Voglio approfittarne anche per ringraziare chi ha avuto un'influenza positiva su di me e mi ha permesso di arrivare fino a questo punto.
Questo sarà un post molto personale, diretto e senza peli sulla lingua. Censurerò solo i nomi per rispetto della privacy delle persone coinvolte.

giovedì 3 luglio 2014

Insonnia chimica

Piccola confessione: soffro di insonnia e spesso sono costretto a ricorrere ai sonniferi.
"Chemical Insomnia", ottava traccia dell'album The Quantum Enigma degli Epica, parla della dipendenza da sonniferi, dell'insonnia da astinenza e delle allucinazioni ad essa collegate. Musicalmente si tratta di una delle canzoni migliori dell'album, se non proprio la migliore. Da notare, tra l'altro, che nel ritornello riprende la melodia simil-cinese dell'intro strumentale "The Fifth Guardian"
Per un'analisi dettagliata, vi rimando alla mia recensione dell'album.

Ecco "The Fifth Guardian" + "Chemical Insomnia" (da 3:04):


Musica di "The Fifth Guardian": Isaac Delahaye, Coen Janssen, Miro Rodenberg.
Musica di "Chemical Insomnia": Isaac Delahaye & Epica.
Testo di "Chemical Insomnia": Simone Simons.

Proseguite per leggere il bellissimo testo.

venerdì 27 giugno 2014

Dal Vangelo secondo Marina: How to be A Heartbreaker

Regole del gioco:
  1. Is that you gotta have fun. But, baby, when you're done, you gotta be the first to run.
  2. Just don't get attached to somebody you could lose.
  3. Wear your heart on your cheek, but never on your sleeve, unless you wanna taste defeat.
  4. Gotta be looking pure, kiss him goodbye at the door and leave him wanting more.


Bonus:
  • Boys they like a little danger.
  • We don't want our hearts to break in two, so it's better to be fake, can't risk losing in love again.

Amen