Dolendo novit mortalis vitam


Dolendo discit mori mortalis

venerdì 19 dicembre 2014

Vivendo nel Cuore

Negli ultimi due anni sono stato molto male e ho sofferto di depressione, ansia e attacchi di panico. A un certo punto ho creduto perfino di essere bipolare, cosa prima confermata da una psicologa e poi smentita da un'altra. Fortunatamente aveva ragione quest'ultima, anche se già sento i cori di internet deridere, insultare e marchiare a fuoco. Santo cielo, siamo tutti esseri umani! Capitano i periodi bui, capita di star male, l'importante è uscirne. E io ci sono riuscito, tant'è che tutta la seconda parte del 2014 l'ho passata con grande serenità. Sono felice, ho sempre il sorriso in faccia e non c'è niente che possa buttarmi giù. Questo non perché io sia diventato menefreghista o superficiale ma perché ho imparato che dipende tutto dal punto di vista. Finché si guarda la vita con gli occhiali neri, ogni problema sembra insormontabile, ma basta cambiare prospettiva per trasformare una montagna in una formica. Certo, i problemi esterni, situazione familiare in primis, non sono spariti, ma almeno ora posso affrontarli con più calma e lucidità. I problemi interni, invece, li ho risolti: niente più depressione, niente più attacchi di panico e ansia fortemente diminuita (ho sempre avuto un carattere ansioso, abbiate pietà). Anche perché finalmente ho capito cosa fare con la mia vita e che strade intraprendere. Mi facevo così tante ansie sul mio futuro da non riuscire a vivere il presente, da rimanere paralizzato. E per cosa? Per delle questioni che dovrò affrontare solo tra anni? Adesso faccio e studio ciò che davvero mi piace e mi appassiona. Al futuro poi ci penserò, so solo che ora sono finalmente felice.
Da notare che la depressione influenzava anche i miei atteggiamenti, le mie scelte e le mie motivazioni. Ho fatto e detto varie cazzate, talvolta senza pensare e talvolta pensandoci troppo, talvolta ferendo me stesso e talvolta ferendo altri. Per due anni sono stato pieno di tristezza, rabbia, confusione e pessimismo. Ho abbandonato troppi progetti, ho perso l'ispirazione e la voglia di fare. Per due anni non ho scritto quasi nulla, se non una riga ogni tanto, non ho studiato seriamente e ho continuato a oscillare da un settore a un altro facendomi mille pippe mentali. Ma ora tutto questo è finito e la soluzione era sotto il mio naso. Sì, lo so che più volte ho detto cose simili, ma non si tratta di un fugace e illusorio status di tranquillità senza fondamenta. Stavolta le fondamenta ci sono.
Dovevo solo imparare a vivere nel cuore, a sperimentare il qui e ora, a trovare il silenzio dentro di me: io non sono i miei pensieri, bensì l'autore della mia storia, l'architetto del mio universo.
Ora tutto è più chiaro: per conoscere davvero me stesso, dovevo ignorare la mia mente e cercarmi di nuovo. Ora non sono più un ramoscello alla deriva: sono più forte, ho infranto il vecchio me, sono rinato dalle mie ceneri e ho ripreso in mano le redini della mia vita. Certo, ho ancora qualche brutta abitudine da togliermi (Pigrizia fa ciao con la manina), ma ci stiamo lavorando. In fondo siamo tutti dei work in progress continui, in caso contrario non avrebbe senso vivere.
E ora, tra progetti ripresi, amicizie ritrovate, motivazioni rinnovate e coglioni divora-tempo mandati a quel paese, sono pronto a scendere in campo. Prepare Uranus (don't you know my ass is famous?)

Quale canzone sintetizza meglio le mie riflessioni se non la bellissima "Reverence (Living In The Heart)" degli Epica? Il duello chitarra/tastiera e i sovracuti finali si meritano un curicino: ♥.

lunedì 8 dicembre 2014

The Power of Love: il metal olandese per la Croce Rossa

Countermove è il nuovo progetto di Joost van der Broek. Il primo singolo, una cover di "The Power of Love" dei Frankie Goes To Hollywood, è uscito oggi. I proventi delle vendite andranno in beneficenza alla Croce Rossa per un progetto di aiuto alle vittime degli abusi sessuali nelle zone di guerra. 
Per l'occasione, sono stati chiamati a collaborare vari artisti metal olandesi, ossia...
  • Simone Simons (Epica)
  • Floor Jansen (Nightwish, ReVamp, ex After Forever)
  • Mark Jansen (Epica, MaYaN)
  • Anneke Van Giersbergen (The Gentle Storm, solista, ex The Gathering)
  • Marcela Bovio (Stream of Passion)
  • Charlotte Wessels (Delain)
  • Ruud Jolie (Within Temptation)
  • Manda Ophuis (Nemesea)
  • Arjen Anthony Lucassen (Ayreon, The Gentle Storm, Star One)
  • Dianne van Giersbergen (Xandria)
  • Daniel de Jongh (Textures)
  • Epic Rock Choir (The Theater Equation)
  • George Oosthoek (ex Orphanage)
  • Valerio Recenti e Dj van Zon (My Propane)
  • Jochem Jonkman (Vanderbuyst)
  • Caroline Westendorp (The Charm The Fury)
  • Maaike Peterse (Kingfisher Sky) 
  • Ben Mathot (Ayreon, Kyteman).
  • Anand Mahangoe
  • Remon Masseling

giovedì 4 dicembre 2014

Recensione: "La Vagina Infestata" di Carlton Mellick III


Oggi su Fantasy Planet trovate la mia recensione de "La Vagina Infestata" di Carlton Mellick III, un romanzo breve Bizarro fiction tradotto in italiano da Vaporteppa. Buona lettura!

"Ho avuto paura di fare sesso con Stacy da quando ho scoperto che la sua vagina era infestata."

lunedì 1 dicembre 2014

Fantozzi who?

Occhio al malocchio, Amanda e Tuomas prezzemolo e finocchio.
Nightwish, Trillium, Epica, Tarja, Anette, Floor, Kiske, Aina, symphonic, metal, rock
Esco di casa e mi accorgo di avere una ciocca di capelli che, senza un motivo ben preciso, decide di diventare liscia e svolazzare a caso tra i miei ricci. Iniziamo bene.
Sono in ritardo, il treno per Catania sta per partire. Sono costretto ad attraversare i binari di corsa e per poco non scivolo. Il controllore del treno mi fa una ramanzina.
Arrivo a lezione pensando di essere in ritardo, ma la prof arriva "solo" venti minuti dopo. La mia adorata professoressa di Filosofia Antica (tanto amore) oggi decide di far fare lezione al suo noiosissimo assistente. Lezione soporifera + poche ore di sonno + sveglia alle sei = mi addormento a lezione. La prof mi fa una ramanzina.
Dopo aver preso tre storte alla caviglia destra, che per una botta di culo stile Nicki Minaj non si è slogata, arrivo al bar. Prendo un cornetto, che tengo con la mano sinistra, e un cappuccino. Addento il cornetto e una quantità spropositata di nutella erutta fuori dalla pasta. La barista mi ha dato pochi fazzoletti e io, povero picio, non ne chiedo altri per poggiare il cornetto sul bancone. Decido di zuccherare il cappuccino: prendo una bustina di zucchero di canna e, tenendola con la mano destra, la apro con i denti. Ma lo strappo è troppo piccolo, quindi devo scuoterla per far cadere i granelli nel cappuccio. Peccato mi cada anche la bustina, lì dentro. In preda alla vergogna, trangugio tutto come un barboncino anoressico ed esco. Solo dopo cinque minuti buoni mi accorgo di avere un'enorme macchia di nutella sul giubbotto bianco, oltre che la barba inzuppata di Sacra Crema. Torno al bar, corro al bagno e mi pulisco riuscendo persino a far sparire la macchia. Sì, modestamente sono esperto in miracoli, tant'è che sono padre e figlio di me stesso. Pensate che c'è ancora gente che aspetta la mia seconda venuta, ma non ci casco di nuovo: già la prima volta mi hanno frustato e crocifisso, e a me non piace il sadomaso pesante. Però evidentemente mi piace fare brutte figure, dato che solo dopo un dieci minuti di camminata mi accorgo di avere la classica carta igienica sotto la scarpa e la ancora più classica patta dei jeans aperta: si può essere più banali di così? A quanto pare sì, dato che ho pure la nuvoletta di Fantozzi! Mo' ve spiego: mi metto a scrivere alla Villa Bellini, sono ispirato e sto sfornando scene vagamente decenti, ma dopo poco inizia a piovere. Acqua, non solo Madonne. "Daje", mi dico, "c'è la Feltrinelli". E lì chi ti trovo? Una scolaresca molto, molto rumorosa. Il booty di J.Lo intercede per far uscire il sole, ma appena metto piede in Via Etnea... ebbene sì, ricomincia a piovere. E via così per due/tre volte.
Dopo aver passato del tempo con un mio amico, mi viene fame, quindi decido di prendermi una pizzetta. Nel tentativo di pagare, le monetine mi cadono ovunque, anche sulla suddetta pizzetta. Oh, santa Sailor Greco da Francofonte, aiutami tu!
Finalmente ad Acireale, trovo la mia auto coi vetri luridi, quando invece l'avevo lasciata pulita. It's raining shit! Arrivo comunque a casa mia, dove non solo non funziona il telecomando del cancello, ma per giunta un vicino-random-sconosciuto ha occupato il mio posto auto. Essendo io incapace nelle manovre in retromarcia, ho sudato settantasette camicie per mettere quel catorcio della mia Lancia Y nel garage. Come ciliegina sulla torna, sono caduto nel folle tentativo di salire le scale del condominio. Oh, me tapino, come ho osato compiere tale peccato di ὕβϱις?!
Tirando le somme, aveva ragione Walter quando, dopo la prima cena insieme, mi disse: "tu non sei fatto per la vita, vero?".
Ora  però, cari i miei balenghi, devo lasciarvi: io e Bridget Jones stiamo preparando i bagagli per Lourdes. E ricordate: clumsy is the new sexy!

P.S. smetti di ridere come un cagnolino in calore con l'asma! Sì, Luigi, dico a te, ché ti sei messo a sghignazzare in piena Piazza Borgo sulle mie sfortune. Dieci anni di urla alla Pescy Amyleescence per te, tiè!

mercoledì 26 novembre 2014

Report: Epica (Alcatraz, Milano, 24/11/14)

Prima di iniziare il report devo ringraziare di nuovo la mia cara amica Prisca e il suo ragazzo, che mi hanno ospitato. Pri', te amo 'na cifra! 
Dopo aver dormito quattro ore scarse, sono arrivato al locale alle 10 del mattino e ho trovato Alessandra (Normanno aka "Edelweiss", per chi la conoscesse come cantante), che non vedevo dai provini di X Factor dell'anno scorso. La mia amica bionda-verdastra era in fila dalle 6:49 del mattino: ma minchia! Con lei c'erano Giulia e Cecilia, che sono felicissimo di aver conosciuto. Insieme ad altri fan (cito Francesca, Valeria e Francesco su tutti), abbiamo passato il tempo cantando robe a caso (tra cui Lady Gaga... prima di un concerto metal... ) e riformulando i titoli delle canzoni degli Epica in versione culinaria. THE QUANTUM LASAGNA! Ma anche The Essence of SacherDelicious (Mmmmm!), Sense Without Sandwiches, Deep Coca-Cola Horizon, Oven (The Goulash Malady), Sancta Nutella e vari altri. Insomma, siamo dei coglioni!
Alle 17 c'è stato il Meet&Greet per quelli col biglietto VIP, che io purtroppo non ho preso: erano finiti e quindi mi ero accontentato del biglietto normale, ma poi ne hanno messi in vendita altri. TicketOne trollone! Fortunatamente la cara Giulia (amo 'na cifra anche te) mi ha fatto il favore di portarsi il mio earbook di The Quantum Enigma e di farlo autografare da tutti i membri della band. Thanks, Giulia! Per ringraziarti farò erigere in tuo onore una statua d'oro unta d'olio, così le cagate di piccione ci scivoleranno sopra senza sporcarla.
Alle 19 siamo entrati noi plebei e io, dopo aver stupidamente lasciato il cellulare nel cappotto affidato alla guardarobiera, mi sono fiondato verso Davide (Cuzzo), che mi aveva tenuto il posto in seconda fila. Amo 'na cifra anche te, ma temo che di questo passo tutto questo amore sfocerà in un'orgia.
Location: l'Alcatraz ha una brutta acustica e una pessima organizzazione. Qualcuno denunci i fonici che per tutto il concerto hanno regolato malissimo i microfoni, santo cielo!
Parlando del palco, ho apprezzato molto le luci e il fondale, ma avrei preferito avessero dato agli Epica il palco grande.

Dagoba
Il primo gruppo di apertura sono stati i francesi Dagoba, che io non conoscevo. Devo dire di averli apprezzati molto: il cantante ha divorato il palco con la sua presenza scenica e il batterista è una macchina da guerra. Con loro il pubblico ha iniziato a pogare e, durante il primo circle pit, penso che i miei organi interni si siano spostati.
Dragonforce
Il secondo gruppo-spalla sono stati i Dragonforce. Che dire? Se avessero fatto uno spettacolo muto, sarebbero stati divertenti coi loro salti, le loro pseudo-acrobazie e le loro scenette col Jack Daniel's. Il problema è che no, non erano muti. Le loro canzoni sembrano tutte uguali e si perdono in una marea di soluzioni prolisse: noia, noia noia! Per non parlare del cantante indecente che sapeva solo urlare in falsetto. Mi sarei addormentato, se non fosse per il pogo violento scatenato del pubblico. Perché sì, è assurdo, ma esistono fan dei Dragonforce ed erano pure un bel po': tanti bimbiminkia pronti a fare circle pit a casaccio. Una ragazza accanto a me si è pure sentita male!
Io avevo dietro di me un cafone che, visibilmente ubriaco, si era messo a fumare e, nonostante gli ammonimenti del buttafuori, non accennava a smettere. Fortunatamente non mi ha bruciato, ma in compenso mi ha infastidito molto strusciandosi e toccandomi. A un certo punto ho preferito spostarmi e perdere il posto che continuare a sopportare 'sto Tizio inquietante, ma purtroppo questa scelta mi ha fatto finire in sesta fila. 

Epica
Mi stavo sentendo male: ero stanco, dolorante, assetatissimo e con la testa che girava, a tal punto da pensare seriamente di allontanarmi. Ma poi è partito l'intro Originem e ho capito che dovevo rimanere, resistere e riconquistare le prime file. E così ho fatto: complici le persone che non si sentivano bene e si spostavano indietro, sono tornato tra la seconda e la terza fila. Il mio amore per gli Epica, poi, mi ha fatto dimenticare la sete e la stanchezza, tant'è che mi sono scatenato, ho fatto headbanging, ho urlato e ho cantato come un matto. Tutto questo inframmezzato da momenti in cui guardavo in estasi mistica Simone: dal vivo è ancora più bella che in foto! È praticamente perfetta, di una bellezza così assurda da sembrare aliena, da mettere in dubbio la mia omosessualità. Come può davvero esistere una creatura così? E per giunta ha una voce meravigliosa, è simpatica e scrive testi intelligenti!
Ma a questo punto vorrei soffermarmi sulla voce: Simone aveva smesso di studiare canto nel 2009 ed era lentamente peggiorata, cosa che si notava soprattutto nel live del Retrospect. Ha da poco ripreso a studiare e, santo cielo, è migliorata tantissimo! Non solo ha raggiunto di nuovo i livello del triennio d'oro 2008-2010, ma li ha persino superati di molto! Ha cantato benissimo tutte le canzoni, deliziandoci con variazioni, agilità, acuti che fino all'anno scorso anno si sarebbe sognata, un'espressività invidiabile e una presenza scenica notevole. E nonostante l'essersi scatenata con l'headbanging, ha mantenuto una voce impeccabile dall'inizio alla fine del concerto, pur con qualche piccola imprecisione dovuta probabilmente all'acustica. Ad esempio, io dubitavo molto di The Essence of Silence messa come secondo brano in scaletta: è molto alta e difficile, sarebbe meglio cantarla a voce ben riscaldata. E invece Simone mi ha dato torto e l'ha cantata decisamente bene, così come mi ha fatto avere orgasmi multipli sugli acuti di Chemical Insomnia, sul bridge di Storm the Sorrow, sul dolcissimo finale di Design Your Universe, su tutta Unchain Utopia e su varie parti di Sancta Terra e Natural Corruption. Piccola parentesi su Unchain Utopia: ma chi cavolo è che ci pogava sopra? Capisco su Victims of Contingency, che è il brano live definitivo, ma su Unchain Utopia che senso ha? Bah!
Veniamo alla performance degli strumentisti: Arien alla batteria è stato molto preciso (pazzesco sull'assolo dopo Cry for the Moon) e ha incattivito ancora di più le canzoni, Isaac è stato ineccepibile, Rob ha un'ottima presenza scenica, Mark sa come guidare la band e intrattenere il pubblico, Coen è stato simpatico, sa come parlare al pubblico (suo il discorso prima dell'encore) e ha una tastiera di una tamarragine adorabile. 
Ho trovato molto divertente come gli Epica giocano sul palco: tra un headbanging e l'altro, Simone faceva smorfie, toccava il culo ad Isaac e provocava Coen, mentre Isaac e Mark si dedicavano a simpatici siparietti e Rob quasi spazzava a terra coi capelli. E vogliamo parlare del duello tastiera-batteria prima di Consign to Oblivion? C'è stata anche qualche chicca, come le frasi in italiano di Mark (la sua fidanzata, Laura Macrì, è siciliana) e il "mamma mia" di Simone. Ah, questi olandesi!
Parlando della scaletta, è la stessa degli ultimi concerti, a parte per Design Your Universe suonata al posto di The Phantom Agony. Ma davvero hanno fatto un solo brano da Requiem for the Indifferent? Ma davvero non hanno fatto neppure una ballad? Ma davvero continuano a fare Cry for the Moon (allungata con delle variazioni simil-jazz), The Obsessive Devotion, Sancta Terra e Consign to Oblivion non capendo che ormai hanno rotto i coglioni? Ma davvero di solito fanno un solo brano da Design Your Universe? Bah! Ad ogni modo, gli Epica hanno fatto una performance spettacolare e invidiabile, per cui c'è poco da lamentarsi e tanto per cui amarli alla follia. Anche perché in scaletta c'erano comunque vari brani freschi, belli e dall'ottima resa live. Segnalo che durante il pomeriggio hanno provato anche Canvas of Life e The Last Crusade e che quest'ultima è stata suonata a Roma il giorno dopo. I romani si sono beccati anche The Phantom Agony in versione dance, tra l'altro. 
Il mio earbook autografato.
Dopo il concerto ho finalmente conosciuto di presenza Antonio, Francesco, Alessio, Luisa e Claudio, che saluto e abbraccio tutti.
In conclusione, posso dire che il 24 novembre del 2014 ho passato uno dei giorni più belli della mia vita e mi sono divertito tantissimo. Epica, vi amo ora più che mai! 

giovedì 6 novembre 2014

Don't Let Me Go

E niente, sono in fissa con questa canzone. Una droga.

lunedì 3 novembre 2014

#UnLibroÈUnLibro

"La discriminazione del libri digitali si riflette sullo sviluppo culturale del nostro paese" si legge sul sito http://unlibroeunlibro.org/.
Per chi non lo sapesse, sto parlando di una campagna volta a equiparare la tassazione degli eBook (IVA al 22%) con quella dei libri cartacei (IVA al 4%). È assurdo continuare a perpetrare questa disparità di trattamento, specialmente in un paese in cui si legge poco, specialmente in periodo di crisi economica, specialmente considerando gli enormi vantaggi per i lettori e il mercato editoriale tutto. Ma d'altronde si sa che ostacolare l'avanzata dei libri digitali conviene a molti, in primis ai librai e a quegli editori incapaci di cambiare le proprie strategie promozionali e quindi di rimanere al passo coi tempi. Secondo voi perché certi editori si ostinano a vendere i libri digitali a prezzi altissimi e a riempirli di DRM? E perché si tentano strade ridicole come quella dei flipback? E perché gli eBook di vari grandi case editrici faticano a scalare le classifiche? Hanno paura del nuovo, non sanno come rapportarsi alle novità, come adattarsi, come cambiare. E nel frattempo i dati di vendita diventano sempre più disastrosi (continuando a questi ritmi, la Mondadori potrebbe fallire entro qualche anno), i lettori diminuiscono a ritmo costante e la pirateria cresce di giorno in giorno. Italia, paese della cultura? Certo, come no! Fortunatamente qualche editore editore competente, onesto e intelligente esiste ancora, non a caso la campagna #unlibroèunlibro è partita proprio dall'Associazione Italiana Editori.
Se anche voi siete d'accordo, fatevi una foto col pollice verso e condividetela su Twitter o su Instagram assieme al #unlibroèunlibro. Oppure condividete solo il tag, meglio di niente.

Ora torno a leggere col mio fidato Kobo Aura. Cosa? Ovviamente una delle pubblicazioni di Vaporteppa. E ne approfitto per anticiparvi che questa settimana dovrebbe uscire un racconto di una scrittrice italiana che amo. Stay tuned!

lunedì 6 ottobre 2014

Gemini - I Walk Alone (Tarja cover) live


Nella prima parte ho fatto un po' di sbavature per colpa della brutta acustica (casse spia a volume bassissimo) e del mio stato di salute (mal di gola e naso chiuso da allergia), ma tutto sommato questa esibizione non è poi così male. Sicuramente avrei potuto cantare molto meglio (agilità in primis), ma sono comunque soddisfatto perché sto iniziando a vincere la mia ansia da palcoscenico. Mi sono piaciuto, sì!
Nel video non si vede bene, ma mi muovevo recitando un personaggio stile "burattino malefico", e l'averlo fatto con naturalezza mi rende orgoglioso. Questa è stata una delle poche volte in cui la paura e l'emozione non mi hanno paralizzato facendomi stare immobile a tremare, probabilmente perché la canzone mi ha permesso di indossare una "maschera", di interpretare un personaggio ben distante da me.
Mi sono divertito molto a cantare e interpretare "I Walk Alone"! E pensare che in principio avevo scelto di fare "Let It Go" da Frozen...

Spero vi piaccia!

Testo:

sabato 4 ottobre 2014

Pagelle musicali: 2014 (prima parte) - Paradiso

Fino a metà giugno. 
  • Anathema  – Distant Satellites
    - Voto: 75 su 100
    - Genere: Alternative rock, Synth rock
    - Commento: È un buon album, ispirato e con tocchi sperimentali, ma ben distante dai capolavori We're Here Beacuse We're Here, Weather System A Natural Disaster.
  • Anette Olzon  Shine
    - Voto: 70 su 100
    - Genere: Pop rock
    - Commento: L'ex cantante dei Nightwish inizia la sua carriera solista con un album pop-rock fresco e ispirato, anche se certamente non innovativo. Il genere è adatto alla sua voce e il livello dei brani si mantiene costante. In generale, Shine non è un capolavoro, non segnerà la storia, ma è un album onesto, piacevole e senza pretese. Fa bene il suo lavoro e riesce persino a regalare perle come "Invincible", quindi non si può non promuoverlo.
  • Arch Enemy  War Eternal
    - Voto: 70 su 100
    - Genere: Melodic death metal
    - Influenze: Symphonic metal
    Commento: Alissa White-Gluz, ormai ex cantante dei The Agonist, ha sostituito Angela Gossow, ma nella musica poco è cambiato. Che senso ha prendere una cantante come Alissa per poi limitarla al growl e allo scream? Perché non sfruttare anche la sua voce pulita? E no, gli accenni in "Avalanche" non bastano. Musicalmente, War Eternal riprende i soliti cliché del sound degli Arch Enemy, ma li incastra in canzoni formalmente buone. Su tutte spiccano "On and On" e, sopratutto, "Avalanche" e "Time Is Black". Queste ultime due introducono interessanti elementi sinfonici che potrebbero rappresentare la futura evoluzione della band.
  • Behemoth  The Satanist 
    - Voto: 86 su 100
    - Genere: Blackened death metal, Symphonic black metal, Symphonic death metal
  • Dark Lunacy  The Day of Victory
    - Voto: 83 su 100
    - Genere: Melodic death metal
    - Influenze: Symphonic death metal
  • Delain  – The Human Contradition
    - Voto: 75 su 100
    - Genere: Symphonic metal, Alternative metal
    - Influenze: Industrial metal, Heavy metal, Pop metalDance rock, Musica elettronica
    - Commento: Il 2014 sembra essere l'anno dei gamberi. Dopo aver sperimentato con l'elettronica e le influenze pop in We Are The Others, i Delain ritornano sui loro passi. Rimangono ancora accenni delle influenze elettroniche nate con l'album precedente, ma l'impressione generale è di una smentita delle sperimentazioni e di un ritorno a sonorità più heavy e canoniche. Il risultato è buono, ma non eccellente. In particolare c'è stato un evidente calo di ispirazione per quanto riguarda le linee vocali.
    - Canzoni migliori: "
    The Tragedy of the Commons", "Here Come the Vultures", "Army of Dolls", "Your Body Is A Battleground", "Scarlet", "My Masquerade" e "Don't Let Go".
  • Diabulus In Musica –  Argia
     
    - Voto: 79 su 100
    - Genere: Symphonic metal
    - Influenze: 
    Thrash metalMelodic death metal, Symphonic black metal, Folk metal, Gothic metal, Musica elettronica
    - Mini-recensione: I Diabulus In Musica sono una band talentuosa, non v'è dubbio, ma mancano di personalità. Già con The Wanderer avevano reso palese la loro adorazione per il sound degli Epica, creando così canzoni-fotocopia, anche se dannatamente ben fatte. Con Argia cosa è cambiato? Ben poco, in realtà, tant'è che le canzoni di punta dell'album continuano a sembrare prese di peso da uno degli ultimi album degli Epica. Ciò nonostante, si tratta di canzoni davvero spettacolari, a tal punto da compensarne la banalità. Inoltre pare che i Diabulus In Musica siano bravissimi come imitatori, ma mediocri nelle canzoni più personali. Perché sì, qualche guizzo di originalità c'è, come ad esempio negli echi western di "Furia De Libertad", in quelli folk/new age di "Indigo" e in quelli elettronici di "Inner Force", ma le prime due canzoni sono solo carine e la terza è addirittura molto brutta. Per uno strano scherzo del destino, più i Diabulus In Musica provano a esser originali e più tirano fuori aborti. Non a caso le canzoni migliori dell'album sono quelle che gridano Epica ("Healing", "From The Embers", "Mechanical Ethos" e "Spoilt Vampire") o Therion ("Encounter At Chronos' Maze"). Si tratta di canzoni ispiratissime e ricche di adrenalina, aggressività, melodia, teatralità e pathos. "Healing", poi, presenta un interessantissimo intermezzo operistico, che però l'unico elemento originale del brano.
    Da sottolineare, inoltre, i ritmi serrati e cattivi della batteria e i magnifici cori da cattedrale. La voce della cantante, invece, è a tratti fastidiosa e passa dall'essere intubata all'essere troppo nasale, ma per lo meno stavolta è stata editata un po' meglio rispetto ai precedenti album.
    Concludendo, Argia non è certo un album che sprizza personalità da tutti i pori, ma non si può ignorare un livello qualitativo così alto. Promosso a pieni voti, con la speranza che il futuro dei Diabulus In Musica possa riservare brani più personali e insieme di qualità.
    - Canzoni migliori"Healing""From The Embers""Encounter At Chronos' Maze""Mechanical Ethos" e "Spoilt Vampire".
  • Epica –  The Quantum Enigma
     
    - Voto: 92 su 100
    - Genere: Symphonic metal
    - Influenze: Melodic death metal, Progressive metal, Symphonic death metal, Symphonic black metal, Progressive death metal, Technical thrash metal, Folk metal, Gothic metal, Power metal, Musica elettronica
    -
    Ho già recensito quest'album
    - Canzoni migliori: "Chemical Insomnia", "The Essence of Silence", "Omen (The Ghoulish Malady", "Victims of Contingency", "The Quantum Enigma (Kingdom of Heaven, part II)""Reverence (Living In The Heart)", "Natural Corruption", "Canvas of Life", "Mirage of Verity", "In All Conscience" e "The Second Stone"
  • Kari Rueslåtten –  Time To Tell
    - Voto: 90 su 100
     Genere: Pop acustico
    - Influenze: Pop rock, Folk rock
    - Commento: Una voce magnifica e delle canzoni magnifiche. Strutture scarne e acustiche che puntano dritte al cuore, che emozionano, che turbano, che fanno piangere, che fanno fermare il cuore per qualche istante. Un album perfetto e magistralmente interpretato che tocca il suo apice in "Paint the Rainbow Grey"
  • Lacuna Coil –  Broken Crown Halo
     
    - Voto: 72 su 100
    - Genere: Alternative metal, Gothic rock
    - Influenze: Gothic metal, Alternative rock
    - Commento: Con quest'album i Lacuna Coil hanno provato a discostarsi dal sound statunitense degli ultimi due album e di riprendere in parte le idee delle origini, ma in una versione rinnovata. Il risultato è un album fresco e non banale, che però non riesce a brillare. Broken Crown Halo è sicuramente un buon album, anni luce migliore rispetto alle ultime due uscite, ma ancora ben distante dai livelli di Comalies. Siamo però sulla buona strada: il combo milanese si sta riprendendo e sta lentamente tornando ai fasti degli esordi.
    - Canzoni migliori"One Cold Day", "Cybersleep", "Nothing Stands In Our Way" e "I Forgive (But I Won't Forget Your Name)".
  • MaYaN –  Antagonise 
    - Voto: 83 su 100
    - Genere: Symphonic death metal
    Progressive death metal
    - Influenze: Symphonic metal, Technical thrash metal, Symphonic black metal- Commento: Ottimo album. C'è molta meno melodia rispetto al precedente, cosa che contribuisce a differenziare ancora di più i MaYaN dagli Epica.
    Rispetto ai brani di Quarterpast, quelli di Antagonise sono meno dispersivi eppure ancora imprevedibili. Non ci sono filler e le canzoni sono tutte di altissimo livello, ma ciò non vuol dire che questo sia un album perfetto. I difetti principali sono due: i testi di Jansen (scontati, banali, sembrano trascritti da un tg) e la voce sgraziata e insopportabile di Henning Basse. Inoltre, anche se le canzoni sono tutte molto belle, manca una colonna portante del calibro di "The Savage Massacre".
    Bisogna però dire che la batteria e le chitarre sono spettacolari, che Laura Macrì è migliorata tantissimo e che le orchestrazioni sono sempre funzionali alle atmosfere. 
  • Ravenscry – The Attraction of Opposites
     
    - Voto: 80 su 100
    - Genere: Gothic metal, Progressive metal, Alternative metal
    - Influenze: Thrash metal, Jazz fusion
  • Septicflesh –  Titan
     
    - Voto: 87 su 100
    - Genere: Symphonic death metal
    - Influenze: Death metal, Symphonic metal, Gothic metal
  • Septicflesh –  Titan Symphony
     
    - Voto: 95 su 100
    - Genere: Musica classica
    - Influenze: Dark
  • Sia –  1000 Forms of Fear
    - Voto: 76 su 100
    - Genere: Synth pop, R'n'B, Alternative pop
  • Stream of Passion –  A War of Our Own
     Voto: 79 su 100
    - Genere: Symphonic metal
    - Influenze: 
    Progressive metal, Folk messicano, Heavy metal
    - Mini-recensioneCon Darker Days, gli Stream of Passion avevano sperimentato un'interessante e originale fusione tra il Symphonic metal e il folk messicano (tango, flamenco... ). In A War Of Our Own è stato fatto un passo indietro e sono state quasi del tutto abbandonate certe intuizioni.
    Il risultato è un album ibrido tra i precedenti: c'è la passionalità e il suono synth-oriented di The Flame Within, ci sono le eleganti influenze progressive di Embrance the Storm e ogni tanto fanno capolino delle sfumature latino-americane vicine a Darker Days. Purtroppo, più che una sintesi riuscita, il nuovo album sembra un tentativo di scendere a compromessi per accontentare tutti, e quindi risulta poco coraggioso. Dopo aver sperimentato, perché non si è andati avanti osando ancora? Perché si è tornati indietro senza uscire dal seminato? Ciò nonostante, la voce di Marcela è così sublime da nascondere molti difetti di song-writing. Inoltre, sorvolando su qualche filler (la brutte "The Curse" e "Burning Star"), ci sono varie canzoni meravigliose.
    - Canzoni migliori:"Don't Let Go", "Autophobia", "Monster", "Delirio", "A War of Our Own" ed "Exile".
  • The Pretty Reckless – Going To Hell
    - Voto: 68 su 100
    - Genere: Hard rock, Alternative rock
     
    - Commento: Going To Hell è un buon album rock vecchio stile: sporco, senza fronzoli, perverso, scatenato, "cazzone". La band di Taylor Momsen ha provato a riprendere il sound dell'hard rock classico, ma i rimandi diventano così espliciti da essere stucchevoli. Anzi, in generale, si nota una certa mancanza di personalità: quest'album è un'accozzaglia di citazioni degli Alter Bridge, degli AC/DC, dei Guns 'N' Roses, degli Arrows, degli Halestorm e dei Queen. In particolare, "Heaven Knows" riprende fin troppo esplicitamente "We Will Rock You" e "I Love Rock 'n' Roll". Ciò nonostante, Going To Hell è un album riuscito e accattivante.
  • Tori Amos – Unrepentant Geraldines
     
    - Voto: 78 su 100
    - Genere: Alternative pop, Pop rock, Chamber pop
  • White Sea –  In Cold Blood
     
    - Voto: 78 su 100
    - Genere: Synth pop, Electropop, Alternative pop
  • Within Temptation –  Hydra
     
    - Voto: 83 su 100
    - Genere: Symphonic rock, Symphonic metal
    - Influenze: 
    Hard rock, Dance rock, Power metal, Alternative rock, Rap rock, Folk
    - Mini-recensione: Come suggerisce lo stesso titolo, Hydra vuole essere una sintesi di ciò che i Within Temptation sono stati fino ad ora. In "Silver Moonlight""Tell Me Why" ritroviamo il growl che avevamo lasciato da Enter e The Dance"Whole World Is Watching'' non può che riportare alla mente "Utopia", "Edge of The World" riprende dei suoni folk che sembravano persi da anni (anche se non siamo certo ai livelli di Mother Earth), "Paradise (What About Us?)" è la versione 2014 di un ibrido tra il sound di The Silent Force e quello di The Heart of Everything, "Dangerous" e "Let Us Burn" (ma anche "Silver Moonlight") hanno atmosfere, ritmiche e linee vocali tipicamente da The Unforgiving, "Covered By Roses" riprende il dance rock proposto nelle cover di The Q-Music Sessions. Gli unici due esperimenti sono la bellissima "And We Run", che presenta un'azzeccatissimo ed emozionante duetto con il rapper Xzibit, e la brutta "Dog Days", che ha vaghi richiami al sound della prima Lana del Rey.
    C'è da dire, però, che dopo The Unforgiving e The Q-Music Sessions ci si aspettava più coraggio. Che fine hanno fatto le influenze elettroniche? E le tentazioni dance di "Sinéad"? La sola "Covered By Roses", che tra l'altro è una delle canzoni migliori dell'album, non basta a colmare questo vuoro. Anche perché la sua versione demo si rivela molto più coraggiosa della versione definitiva.
    Ad ogni modo, Hydra è un album fresco, catchy, anthemico, trascinante, vario e con soli due filler ("Dog Days" e "Tell Me Why"). Non è innovativo e ispirato come The Unforgiving, ma scavalca in qualità (seppur di pochissimo) The Heart of Everything e si piazza al secondo posto tra gli album dei WT.
    Infine, segnalo che nella versione Deluxe di Hydra sono presenti quattro demo ("And We Run", "Covered By Roses", "Tell Me Why" e "Silver Moonlight") e sei cover ("Summertime Sadness" di Lana del Rey, "Radioactive" degli Imagine Dragons, "Let Her Go" di Passenger, "Grenade" di Bruno Mars,"Dirty Dancer" di Enrique Iglesias e "The Power of Love" dei  Frankie Goes to Hollywood).
    - Canzoni migliori: "And We Run'', ''Edge of the World'', ''Covered By Roses'', ''Silver Moonlight'', "Whole World Is Watching'' , "Paradise (What About Us?)'' e "Summertime Sadness (Lana del Rey cover)".
P.S. in realtà avrei dovuto usare gli spoiler in modo da accorciare il post, ma non stanno funzionando. Appena possibile aggiornerò il tutto.

giovedì 2 ottobre 2014

Pagelle musicali: 2014 (prima parte) - Limbo

La categoria "Limbo" include gli album live, di cover e/o gli ep, ma anche gli album in studio a cui non ho voluto o potuto dare un voto.
  • BabyMetal –  BabyMetal
    - Genere: Pop metal, J-metal, J-pop, Industrial metal
    - Influenze: Teen pop, Electropop, Power metal, Thrash metal, Melodic death metal, Hip hop, Electronicore, Dubstep, Folk giapponese, Rap metal
    - Commento: Da un punto di vista prettamente musicale, le canzoni sono quasi tutte di ottima qualità, originali e in grado di miscelare efficacemente aggressività e melodia. Ma poi ci si ricorda che a cantare sono tre ragazzine che non hanno messo bocca nei processi di songwriting, che è una palese operazione costruita a tavolino, che i testi rispecchiano l'età delle cantanti (una diciassettenne e due quindicenni) e che i musicisti dietro tutto ciò rimangono nell'ombra. Insomma, non so come valutare quest'album: mi piace, mi piace molto, ma come posso ignorare ciò che c'è dietro?
    Canzoni migliori: "Megitsune", "Gimme Choko!!", "Ijime, Dame, Zettai", "Doki Doki ☆ Morning", "Uki Uki ☆  Midnight", "Catch Me If You Can", "Akumu no Rinbukyoku".
  • Emilie Simon –  Mue
    - Genere: Synth pop, Chamber pop
    - Commento: Un album senza dubbio meraviglioso, ma la lingua francese mi infastidisce tantissimo. Preferisco non valutare.
  • Tarja Turunen & Mike Terrana –  Beauty and the Beat
    - Tipologia: Live album, Cover album
    - Genere: Musica classica e operistica, Symphonic rock, Crossover
    - Commento: Tarja è riuscita nell'impresa di far rivoltare nella tomba Bach, Strauss, Dvořák, Puccini, Lehár, Bernstein e Freddie Mercury. Contemporaneamente e pure alla velocità del suono. Un applauso alla cantante più sopravvalutata al mondo!
    Se non mi fossi ripromesso di non dare voti agli album live e di cover, Beauty and the Beat si sarebbe beccato un 10 su 100. Forse anche meno.