Dolendo novit mortalis vitam


Dolendo discit mori mortalis

sabato 21 maggio 2016

Aggiornamenti: il blog, la scrittura narrativa e il canto

Blog

Come avrete notato, ultimamente ho curato pochissimo questo blog. Purtroppo, non ho avuto per nulla tempo da dedicargli, ma in realtà neppure voglia. Mi è quindi balenata in mente l'idea di chiuderlo o, per meglio dire, di trasformarlo.
Per dare più ordine, sto pensando di spacchettare gli argomenti trattati in tre blog tematici: uno dedicato alle recensioni di album musicali e a piccoli vademecum sul canto (possibile nome: Dissonanze), uno dedicato alle recensioni di narrativa fantastica e agli articoli sulle tecniche di scrittura e sceneggiatura (possibile nome: Mitopoiesi) e infine uno dedicato alla filosofia e all'attualità (possibile nome: Sulle Orme di Prometeo). In tutti e tre i casi, i post non verrebbero pubblicati in modo regolare, sicché potrei scriverli solo avendone tempo e voglia, senza rimorsi per non aver rispettato le scadenze. Considerando la mia vita attuale, probabilmente non riuscirei a pubblicare più di un articolo al mese per blog.
Non so però quando riuscirò a organizzare questi blog: come ho detto, per adesso non ho tempo. Considerando il calendario dei miei esami, suppongo di poter riuscire a organizzarli per fine luglio. Fino ad allora, questo blog continuerà a essere operativo, seppure a regime molto ridotto.


Scrittura narrativa

Anni fa avevo più volte accennato a un romanzo su cui stavo lavorando, poi a un certo punto non ho dato più notizie. Ebbene, adesso vi spiegherò cos'è accaduto.
Ho studiato tecniche di scrittura narrativa e di sceneggiatura, con elementi di retorica e neuroscienze, assieme a Marco Carrara aka "Duca di Baionette". Per chi non lo conoscesse, è un editor, blogger e in passato anche agente letterario. Attualmente è il direttore editoriale della collana Vaporteppa di Antonio Tombolini Editore. Ebbene sì, faccio parte della "Scuola di Ardimento", ma ancora nessuno mi ha sparato con un obice. Anche se il rischio l'ho seriamente corso quando il Duca ha analizzato la prima versione del mio romanzo: l'ha bocciata quasi del tutto! I personaggi non funzionavano, l'ambientazione non era interessante e la trama aveva dei buchi, sicché il Duca mi ha consigliato di lavorare a un altro progetto pubblicabile nel breve termine. Io, però, non ho voluto gettare il bambino con l'acqua sporca, così ho cercato di salvare il salvabile e di costruirci attorno una storia diversa. Quando l'ho proposta al Duca, l'ha molto apprezzata: l'ambientazione ha dei "what if" affascinanti, i personaggi sono strutturati molto meglio di prima e la trama funziona. In realtà, ci sono dei punti che continuano a destarmi perplessità, ma nulla di così rilevante da impedirmi di iniziare a scrivere con fiducia. Questo almeno in teoria, perché in pratica sono mesi che non riesco a impegnarmi. Inizialmente credevo di avere il classico "blocco dello scrittore", ma poi ho capito la situazione era molto diversa.
Col tempo le mie priorità sono cambiate. Mi sono iscritto in Filosofia con l'idea di prendere un titolo di studio in un settore che mi piacesse, ma comunque subordinato alle mie due grandi passioni, ossia la musica e la narrativa. Col tempo, però, mi sono follemente innamorato dei miei studi, soprattutto dell'ambito etico. Si tratta inoltre del passepartout per fuggire dalla mia situazione familiare e da un paese, l'Italia, che sta calando a picco; infatti vorrei fare la specialista in Scozia, o per lo meno il dottorato. Ebbene sì, vorrei tentare la carriera accademica. In questo contesto, la mia priorità è diventata l'università.
Come se non bastasse, non so bene per quale motivo, l'ideare storie è diventato per me meno naturale. Mi piace ancora moltissimo, ma mentre prima le idee mi venivano da sole, adesso devo richiamarle con uno sforzo di concentrazione. Ciò non accade per l'ambito musicale, in quanto canto in continuazione e mi vengono in mente naturalmente melodie, armonie e idee per dei testi.
Insomma, in una classifica ideale, la scrittura narrativa per me è scivolata al terzo posto. Ancora la amo e voglio che faccia parte della mia vita, ma ha perso priorità. Nulla di male, se avessi il tempo, l'energia e la serenità per fare tutto. E qui arriviamo al problema vero e proprio: per via di gravissimi problemi familiari che non ho intenzione di spiegare in questa sede, sono rimasto molto indietro con gli esami universitari. Ora mi sono semi-trasferito da mia zia, sono più tranquillo e ho smesso di soffrire d'insonnia, ma devo comunque riprendere il ritmo. E poi, potrò pure nascondermi, ma i problemi non spariranno. Ci sto lavorando, sì, ma alcuni non sono risolvibili e altri richiedono tempo per tornare sotto controllo. Tempo che non ho. Questo è il nocciolo del problema.
Se mi metto al computer per scrivere, inconsciamente penso di star rubando tempo allo studio e mi vengono i sensi di colpa perché so di essere indietro, quindi non riesco a concentrarmi e mi distraggo. Non necessariamente per studiare, però, perché ancora fatico a focalizzarmi su una sola cosa alla volta e a studiare in modo continuativo. Ma so che devo imparare a farlo e so di dovermi impegnare, quindi vedo lo stesso lo scrivere come un'attività che ruba tempo allo studio e anche alla musica. Nondimeno vorrei ricominciare a scrivere per tanti motivi: mi piace molto, penso di aver ideato una storia meritevole,  non vorrei avere in futuro il rimpianto di non aver provato, non riesco a immaginare la mia vita senza la scrittura narrativa e ho investito tempo ed energie per la mia formazione. E allora che si fa? Credo di aver capito cosa potrebbe sbloccare la situazione. Devo rimettere ordine nella mia vita, ritrovare una solida serenità e le capacità di organizzazione per recuperare gli esami lasciati indietro e studiare con metodo. Devo insomma acquisire sicurezza e ritmo nello studio, permettendomi di sacrificare una o due ore al giorno per la scrittura senza avere sensi di colpa. A quel punto potrò ritrovare il piacere della scrittura.

A me non interessa minimamente della fama, del successo o dei soldi. A me interessa creare dei romanzi di cui andare fiero e so che per questo ho bisogno dell'aiuto di Marco Carrara: per quanto posso aver studiato, non mi sento autosufficiente e penso che senza il suo editing e i tuoi consigli le mie creazioni sarebbero solo diamanti grezzi se non addirittura schifezze vomitevoli. Fortunatamente, Marco si è mostrato molto comprensivo e lo ringrazio ancora per questo. Ci siamo messi d'accordo per aggiornarci in autunno.


Canto

Per un aspirante cantante, studiare è importantissimo per una molteplicità di motivi. Innanzitutto per preservare la salute delle proprie corde vocali, poi per sgrezzarsi, migliorarsi, saggiare i propri limiti e aprirsi a nuove possibilità espressive. Penso che l'impegno e l'allenamento siano molto più importanti del talento naturale, ma ciò è dovuto anche alla mia storia personale.
Prima di iniziare a studiare canto, a 16 anni, ero decisamente scarso: vocina brutta, piccola, corta, poco intonata e con un pessimo senso del ritmo. Studiando non ho solo migliorato molto l'intonazione e il senso del ritmo, ma ho anche scoperto le mie potenzialità e quindi la mia vera estensione, la mia vera potenza e le mie capacità espressive. Ma soprattutto, ho appreso un'impostazione che mi ha salvato la voce.

Vedete, Madre Natura ha fatto sì che io fossi inadatto per il canto. Tutto è iniziato col setto nasale deviato, che ho operato a 17 anni. E poi con l'ipertrofia ai turbinati. E poi con l'ipertrofia ai turbinati. E poi con l'ipertrofia ai turbinati. No, non è un loop: mi sono operato tre volte con il laser. Il motivo? Sono pesantemente allergico agli acari e ad alcuni pollini (olivo, graminacee e parietaria). Purtroppo l'ho scoperto tardi per evitare che i miei turbinati scassassero il cazzo. Potete ben immaginare quanto la situazione mi abbia fatto gonfiare le palle, non solo quelle del naso.
La mia vita si è quindi trasformata in un continuo ingurgitare antistaminici, da sostituire periodicamente perché il mio organismo si assuefa in tempi record. Ho anche intrapreso la terapia desensibilizzante (volgarmente detta "vaccino"), che pare stia funzionando. Nondimeno, sono dipende dall'aerosol al cortisone, senza il quale rischio di avere quantità di catarro tali da poter sfamare l'Africa (fa schifo, lo so), continue laringiti e totale incapacità di respirare dal naso. Non vi dico per quante volte mi sono svegliato col mal di gola, cosa che mi ha portato a investire in un materasso in memory.
Con tutte queste cure e accortezze, la situazione sarebbe dovuta migliorare, no? No. Tra l'estate del 2014 e l'estate del 2015, sono rimasto per mesi interi senza voce. Addirittura anche quando stavo "bene" ero un po' afono e faticavo tantissimo a mascherare la voce. A onor del vero, il peggioramento della situazione era parzialmente dovuto alle mie grandi difficoltà nel mascherare la voce parlata, cosa fondamentale quando stai ore di fila a ripetere ciò che stai studiando. Come se non bastasse, in quel periodo ho sofferto spesso di insonnia e reflusso gastroesofageo.
Preoccupata, la mia insegnante mi ha spedito dal famoso foniatra Biondi. Alla prima visita, egli mi ha rassicurato sull'ottima salute delle mie corde vocali. Dopo avermi sentito cantare, si è complimentato con la mia insegnante per avermi dato una tecnica corretta e adatta alla mia situazione. Quale situazione? Ebbene, non avevo solamente la laringe infiammata per via delle allergie, ma anche tonsille infiammate e ingrossate, un bel grappolo di adenoidi e di nuovo i turbinati ipertrofici. Ecco perché non riuscivo a mascherare bene: avevo una barriera fisica che ostacolava il suono e bloccava le risonanze. Ed ecco anche perché avevo la voce costantemente sporca: avevo un'infiammazione semi-perenne. Senza una tecnica adeguata, non solo mi sarebbe stato impossibile cantare come faccio, ma l'affrontare il repertorio complesso che ho mi avrebbe probabilmente distrutto le corde vocali.

Ad ogni modo, a novembre 2015 mi sono fatto asportare le adenoidi e le tonsille, mentre a gennaio 2016 ho fatto l'ennesima turbinoplastica, stavolta con tecnica chirurgica (che dovrebbe essere definitiva o quasi). Dopo tutta questa trafila, però, mi tocca ancora stare in guarda perché sono a rischio polipi nasali.

Dopo cinque mesi di pausa e una una mega-influenza, ho ripreso a studiare canto ad aprile. La differenza rispetto a prima è netta: la voce è molto più pulita, corposa, rotonda, potente e squillante. Riesco anche a mascherare bene senza sforzi. Nondimeno, devo riassettare l'impostazione per adattarla alla nuova situazione, giacché gli impedimenti mi avevano costretto a cercare soluzioni poco ortodosse che poi si sono trasformate in vizi. Sono però fiducioso, considerando che già alla seconda lezione sono riuscito a prendere bene delle note su cui prima faticavo.

Adesso mi sto concentrando sulla costruzione di un repertorio lirico (operetta, per lo più), ma senza tralasciare il canto moderno. Appena mi sentirò sicuro, inizierò a registrare delle cover da caricare su YouTube. E, chissà, magari anche qualche inedito. 

Vi saluto con un'efficace rappresentazione della mia autostima:

Sarah's Scribbles.

domenica 10 aprile 2016

Songs of the week - 34

Ho saltato un bel po' di settimane, sicché ho accumulato canzoni per questa rubrica. Non sono riuscito a scegliere, quindi stavolta ne ho selezionate cinque:
  • Un bellissimo brano che ho scoperto grazie a una puntata di "How To Get Away With Murder";
  • Uno dei migliori brani dell'album di Aurora;
  • Un brano molto banale che in teoria non dovrebbe piacermi, ma che in pratica mi ha piantato in testa la melodia del ritornello. La colpa va attribuita in parte anche alla bellissima voce della cantante;
  • Un brano usato in vari fanvid dedicati alla serie tv "Penny Dreadful";
  • Il nuovo singolo di una band synth rock dal passato metal. 

IAMX - Insomnia
Aurora - Winter Bird
Xandria - Voyage of the Fallen
Digital Daggers - The Devil Within
Nemesea - Forever

P.S. mi rendo conto di essere terribilmente in ritardo con le Pagelle Musicali 2015: siamo quasi a metà aprile e ancora devo pubblicare gli articoli sul Purgatorio e il Paradiso. È ridicolo! Purtroppo sono stato impegnatissimo con lo studio e poi con problemi di salute (grazie, influenza). Cercherò di pubblicare tutto nel più breve tempo possibile, in modo da recensire poi l'album di Aurora. I'm sorry!

domenica 13 marzo 2016

Songs of the week - 33

Nell'ultimo periodo, ho ascoltato in loop...
  • Un'aria da soprano leggero tecnicamente difficilissima tratta dall'Opera "I Racconti di Hoffmann" di Jacques Offenbach. Mi è entrata in testa dopo averla ascoltata durante "Family Day, puntata 1: Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò". Si tratta di uno spettacolo teatrale quasi del tutto muto che mette in scena le contraddizioni, la monotonia e l'atteggiamento bigotto di quella che viene considerata come la "famiglia tradizionale". Quando i protagonisti pregavano, veniva usata la Chason della Bambola per sottolinearne l'atteggiamento robotico. Conoscevo già quell'aria, per cui l'ho individuata subito e ho apprezzato molto la scelta;
  • Il nuovo singolo di Kerli, che sembra riprendere il percorso di Love Is Dead alla luce di quanto fatto in Utopia. L'orchestra, l'elettronica, il pianoforte e le linee vocali evocano atmosfere ancestrali e fatate.
    Il video è dominato dagli incantevoli paesaggi estoni e da Kerli nei panni di figure mitologico-folkloristiche del paese (la Sirena del Fiume Bianco, la Dea Ragno, lo Spirito Albero e il Cervo Bianco). D'altra parte la musica è stata concepita durante un anno vissuto in isolamento dentro un tempio tra i boschi estoni, quindi quello di Kerli è un doveroso omaggio alla propria terra. E l'Estonia ringrazia finanziando il tutto per promuovere il turismo. 
  • Il nuovo singolo di Aurora, che ha pubblicato due giorni fa il suo bellissimo album d'esordio. Appena possibile, lo recensirò. 


Luciana SerraLes Oiseaux Dans la Charmille (Chanson della Bambola)
Les oiseaux dans la charmille,
Dans les cieux l'astre du jour,
Tout parle à la jeune fille d'amour.
Kerli - Feral Hearts
The whole world trying to tame the spark,
But we've got fire, burning bright, hidden.
[...]
The whole world trying to blind the way home,
But we've got shelter, deep inside, secret.
Tame the whispers of winds as they blow,
Feel my shivers in your arms stop!
Aurora - Warrior
I fall asleep in my own tears,
I cry for the the world, for everyone.
And I build a boat to float in,
I'm floating away.
I can't recall the last time I opened my eyes to see the world as beautiful.
And I built a cage to hide in;
I'm hiding, I'm trying to battle the night.

Let love conquer your mind!
Warrior, warrior...
Just reach out for the light!
Warrior, warrior...
I am a warrior!

domenica 21 febbraio 2016

Songs of the week - 32

Le mie manie musicali degli ultimi giorno sono state:
  • Un brano di un genere, il k-pop, che non ascolto quasi mai. Ma stavolta ho beccato una figata immensa che si destreggia tra beat hip-hop, archi e un ritornello ricco di pathos con tanto di vocalizzo lirico in sottofondo. 
  • L'ultimo singolo dei Delain, il cui ritornello mi sta spappolando il cervello;
  • L'ultimo singolo di una tenerissima cantante norvegese.

Xia - Flower
Take my hand,
You know I’m here with you.
Say my name,
'Cause lies can’t kill the truth.
Delain - Suckerpunch
Would you fall, give it all?
Would you give it all for me?
Suckerpunch the demons from my dreams!
Aurora - Conqueror
Broken me and broken them,
You are broken too.
Open ears, their eyes are open,
Makes me call for you.
But there's no seduction, only destruction.
Oh, fantasy take me over and break me.

I've been looking for the conqueror,
But you don't seem to come my way!
I've been looking for the only one,
But you don't seem to come my way!

A dire la verità, ho ascoltato e canticchiato tantissimo anche Revolution dei Kamelot e Cold Day In Heaven dei Delta Rae, entrambe già citate in questa rubrica.



domenica 14 febbraio 2016

Songs of the week - 31

Canzoni della settimana? Eccole:
  • Il nuovo singolo di Roniit, stavolta in veste un po' meno dark e un po' più dubstep;
  • Un singolo di un'ottima band canadese tra melodic death metal e metalcore;
  • Il nuovo singolo di una cantante pop norvegese a cui vorrei urlare in faccia "muoviti a fare uscire questo cazzo di album!". 

Roniit & TrivectaThrough The Night
We’re falling out of time,
Searching through the night!
We’re breaking through the light,
Fighting for our lives!

Waiting for the perfect time to disappear...
Every time I close my eyes I see you here.
And I’ve been waiting here forever,
So I can feel alive.
The Agonist - Disconnect Me
Access the brain to eliminate
The source that constrains us to be humane!

Am I just your creation?
Terminate this operation!
Taking back the chance to feel alive!

Disconnect me from the dream
You infused with reality!
[...]
You've got to cut the cord,
Cut the cord and wake up!
Margaret Berger - Apologize

I'm drunk, bruised:
I'm not ok and I haven't been.
And there's no comfort to find in you,
So much colder than you've ever been.
[...]
I know I've been a bad one,
But I'm fucked up for a reason.
And I won't apologise.
No, I won't apologise.

Sometimes silence is crueller than words,
And you whip me with your nothingness
Again and again and again.
I stab that dagger in your side
Force you to bleed out all your pride,
Ask for mercy, for mercy...


domenica 7 febbraio 2016

Songs of the week - 30

Sì, avevo annunciato che avrei pubblicato questa settimana due articoli delle Pagelle Musicali. Purtroppo ho sofferto di insonnia, che a sua volte mi ha provocato emicrania h24. Non ho avuto la forza né la voglia di finire di recensire gli album in questione, mi dispiace. Spero di poter rimediare al più presto, anche perché ora l'insonnia sembra essersi placata.
Anyway, le "songs of the week" stavolta sono...

  • Un brano decisamente a tema della mia band preferita;
  • Un brano tra dark cabaret, ispirazioni classiche e atmosfere tipiche della Russia ottocentesca riproposte in chiave moderna;
  • Un singolo di una famosa band symphonic black metal.


Epica - Chemical Insomnia
Everlasting nights leave all views behind,
Limits will become less clear and
A misty memory played out in a dream.
This endeavor is causing fear.
That's why I can't explain this stabbing pain!
Come undone in nightly rhyming,
It's time for me to roll the dice.
[...]
Waking sunset finds, making restless minds.
Wistful moments need enclosure.
A new hysteria is fading gravity
Which is slowly taking over.
That's why I can't unwind all thoughts aligned!
Floating on rivers that are drying,
I fear the beast is rising high!
[...]
Don't give in to all of this, dive into ecstatic bliss!
Tame the lion that's hiding the need to be free!
And you should not believe what the sands of time see.
Free the lion that's hiding your identity!
Fight the monsters that consume your entity!
The Romanovs - Kiss
'Cause the kiss is in the chemicals.
Who needs a lover when you've got a new best friend?
What could be better than this alibi,
This feeling that I wouldn't care if I was dead?
If you pinch me now, I wouldn't flinch.
Dimmu Borgir - Gateways
It's all there for the eyes that can see!
[...]
Be the broken or the breaker!
Be the giver or the undertaker!
(Unlock and open the door...)
Be the healer or the faker!
(... The keys are in your hands,,,)
Realize you are your own sole creator
Of your own master plan!

domenica 31 gennaio 2016

Songs of the week - 29

Nelle ultime due settimane, prima soffrendo a causa dei tamponi nasali (turbinoplastica chirurgica... damn!) e poi soffrendo per #PorcaTroiaSiAvvicinanoGliEsamiSonoIndietro, ho ascoltato ripetutamente...
  • Un pezzo aggressivo degli After Forever;
  • Un brano del secondo album solista di Amanda Somerville in cui si mescolano pop, smooth jazz e cabaret;
  • Il nuovo singolo di una band tunisina che mescola power metal, progressive metal, folk orientale/arabo in stile danza del ventre e tocchi sinfonici. Considerando anche il video, potrebbe essere la colonna sonora di un "Prince of Persia".

After Forever - No Control
Deep in my mind lies the map of my destiny!
Deep in my heart lies the strength to conquer myself!
In your nightmares, in your dreams lies the deepest fear!
In ambitions, in belief lies the deepest strength!

Amanda Somerville - Carnival

So many things, too many things you can't deny;
Such good reasons to try!
I want to hear, I need to hear you say the lines!
[...]
This ain't a game, this ain't a game I want to play!
All the moves have been feigned
And there are rules, too many rules no one obeys!

Myrath Believer




giovedì 14 gennaio 2016

Pagelle musicali: 2015 (Inferno)

Chi segue questo blog da un po' immagino sia abituato alla mia totale incapacità di rispettare le scadenze. Sono un incorreggibile ritardatario: lo so e me ne scuso umilmente. Il fatto è che non sono solo pigro, pieno di impegni e privo di qualsiasi concezione dello scorrere del tempo, ma soprattutto sono molto sfortunato e gli imprevisti per me sono all'ordine del giorno. Però va be', poco male: in fondo questo blog è solo un piacevole passatempo, non certo una priorità. Nondimeno ci tengo a rispettare gli impegni, per cui ecco i peggiori album del 2015, quelli con una votazione da 0 a 54.

"Lasciate ogni speranza, voi ch'intrate!"

  • Amberian Dawn - Innuendo 
    - Voto:
     52 su 100
    - Genere: Symphonic metal, Power metal
    - Influenze: Heavy metal, Pop metal
    Commento: Quando si è privi di personalità artistica, capacità creative e originalità di pensiero, la sincerità può essere un salvagente. Agli Amberian Dawn ci sono voluti sei album per capirlo anche solo in parte, ecco perché la loro ultima fatica si avvicina alla decenza. Sembra un miracolo, considerando che sono tra le band più inutili della scena symphonic metal e che il loro Black Circus è uno degli album più brutti che io abbia mai ascoltato. Eppure la prima metà di Innuendo si salva grazie a strutture semplici e dirette che non soffocano le melodie simil-pop azzeccate. Peccato però che la seconda metà sia diametralmente opposta: pretenziosa, piena di tecnicismi gratuiti e soluzioni superflue. Gli Amberian Dawn capitolano quindi appena cercano di fare i sofisticati, utilizzando arrangiamenti deliranti per nascondere un songwriting banale e anacronistico. Nondimeno, quando volano più bassi e non si prendono troppo sul serio, riescono a superare i maestri. Ebbene sì, è accaduto: nel 2015 una band-clone dei Nightwish è riuscita a superare l'originale, giacché in Endless Forms Most Beautiful non c'è neppure un melodia degna di essere ricordata. 
  • Kiske/Somerville - City of Heroes
    - Voto: 52 su 100
    - Genere: 
    Hard rock, Heavy metal, AOR, Pop metal
    - Influenze: 
    Power metalPop rockSynth rock
    Commento: Il secondo album del progetto Kiske/Somerville non si schioda di un millimetro dalla strada tracciata col primo: un rock/metal molto melodico e dalle tinte AOR già sentito mille volte, con ritornelli che provano a essere catchy senza riuscirci e strutture stereotipate. Già cinque anni fa questa formula faceva sbadigliare, figuriamoci adesso! Gli unici brani che riescono a spezzare un po' la monotonia sono la frizzante "Lights Out", la genuinamente orecchiabile "Salvation" "Breaking Neptune", che ha una struttura diversa dalle altre e un testo intelligente. Il resto dell'album, però, fa sorgere spontanea una domanda: perché Amanda si presta a tutto ciò? Certo, collaborare con Michael Kiske porta soldi e visibilità, ma le linee vocali scialbe non rendono giustizia a una voce così espressiva e ricca di sfumature come quella della cantautrice statunitense. Sicché spero che Amanda decida di dedicarsi a progetti in grado di valorizzarla davvero, come i Trillium, gli HDK e la carriera solista. 
  • Lana del Rey - Honeymoon
    -
     Voto: 45 su 100
    - Genere:
    Baroque pop, Alternative pop, Soul, Dream pop
    Commento: Recensendo Ultraviolence, avevo definito la musica di Lana "lipstick on a pig", un po' come una donna molto brutta che pensa di poter diventare gnocchissima spalmandosi kili di trucco con la cazzuola. Purtroppo, con Honeymoon il discorso non è cambiato: i brani sono quasi tutti scialbi, ma si ammantano di soluzioni superflue per darsi un tono. In questo caso, sono state riprese le orchestrazioni posticce di Born To Die, ma senza quelle intuizioni melodiche che salvavano in corner qualche brano. Certo, non siamo ai livelli di cacofonia di Ultraviolence, ma quasi tutte linee vocali di Honeymoon risultano comunque inconcludenti.
    Forse qualcuno di voi potrà credere che l'orchestrina sanremese sia raffinata o le distorsioni a caso siano di classe, ma la realtà è che sono soluzioni fini a se stesse. Sotto kili di trucco, canzoni come la title-track, "Art Deco" e "Terrence Loves You" hanno un songwriting che fa acqua da tutte le parti, mentre "The Blackest Day" e "24" risultano allungate innaturalmente solo per darsi un tono. Poi ci sono "Music To Watch Boys To", "High By The Beach" e "Salvatore", che senza tutti quegli orpelli inutili, tra vocalizzi, armonizzazioni e parlati col citofono, sarebbero risultate quasi decenti. E dico quasi perché sono comunque canzoni banali, anche se non raggiungono l'autocitazionismo di "Freak" nei confronti di "Florida Kilos". Menzione d'onore per il brano che chiude l'album: una cover di "Don’t Let Me Be Misunderstood" dotata di un organetto oltre il limite dello squallore. A tal proposito, Lana avrebbe bisogno di ascoltare alcuni brani di Susanne Sundfør non solo per imparare a usare l'organo in contesti pop ("Darlings", "Accelerate", "Fade Away", "Kamikaze"), ma anche per imparare a usare l'orchestra in modo funzionale all'economia strutturale ed espressiva dei brani ("It's All Gone Tomorrow", "Rome", "Memorial", "Turkish Delight").
    A condire un contesto musicale così ridicolo ci pensano i testi, che non aggiungono nulla a quanto detto fin'ora da Lana. Infatti gli argomenti sono sempre gli stessi, trattati con la solita profondità da terza media e con le solite simbologie (se cita ancora la California, la prendo a sberle). Coerentemente, è rimasto invariato anche lo stile vocale fastidiosamente intubato, inespressivo e calante al limite della stonatura. Tutti quei vocalizzi malfatti e fuori luogo, abbinati a una musica soporifera, provocano sofferenze tali da indurre a trapanarsi il cranio.
    Insomma, quest'album più che da luna di miele sembra da divorzio. Anche tra Lana e il pubblico, dato che gli pseudo-hipster e pseudo-intellettuali che la lodano sono sempre di meno. Li consolo segnalando che c'è un brano di Honeymoon che mi piace: "Swan Song". Questo ha una melodia orecchiabile ma non scontata, un testo quasi accettabile e un arrangiamento funzionale. Spero che qualcuno ne ricavi una cover cantata degnamente.
  • Leaves' Eyes - King of Kings
    - Voto: 48 su 100
    - Genere: Symphonic metal, Folk metal
    - Influenze: Viking metal
    Commento: Bastano una ballata folk molto bella ("Haraldskvæði") e due mid-tempo carine ("The Waking Eye" e "King of Kings") a salvare una putrida massa di cliché cantati malissimo? Decisamente no, soprattutto quando gli arrangiamenti provano a sembrare sofisticati senza riuscirci. È il caso delle tronfie "Vengeance Venom" e "Sacred Vow", ma soprattutto dell'interminabile "Blazing Waters", che sembra un patchwork assemblato a caso. A questi si aggiungono episodi così fuori luogo da far quasi ridere, come ad esempio le melodie paesane di "Swords In Rock". Sicché consiglio di ascoltare quest'album solo a coloro che soffrono di insonnia e non vogliono ricorrere ai sonniferi, anche se temo che la voce di Liv possa provocare incubi. L'unico brano in cui risulta piacevole è "Haraldskvæði", dove riprende lo stile etereo dei Theatre of Tragedy, ma nel resto dell'album è stridula, nasale e intubata. E a tal proposito, com'è possibile che nel duetto con Simone Simons (in "Edge of Steel") questa risulti la sosia di Liv? Qualcuno denunci chi si è occupato della post-produzione e del missaggio!
  • Madonna Rebel Heart
    - Voto: 53 su 100
    - Genere: Electropop, Dance pop, Synth pop
    - Influenze: Country pop, Reggae
    Commento:  Recensendo MDNA, avevo segnalato che puntare tutto su brani commerciali era stato controproducente sia per la credibilità artistica di Madonna sia, paradossalmente, per le vendite. Da allora qualcosa è cambiato, ma non abbastanza: Rebel Heart da un lato si vende al trash senza però riuscire a scalare le classifiche e dall'altro prova a dedicarsi a brani di classe rovinandoli però con una produzione inadatta. Si tratta invero di un album incapace di prendere una direzione definita e coraggiosa. Alcuni potrebbero controbattere dicendo che la dualità fa parte del concept dell'album, ma il problema è che non è stata gestita bene.
    Per addolcire la pillola, direi di iniziare con i brani migliori. Il primo tra questi non può che essere la ballad "Messiah", che nella versione demo è un Capolavoro in grado di colpire al cuore, me nella versione definitiva è stata rovinata da un beat fuori luogo. Sorte simile è toccata al singolo "Ghosttown": cosa cappero c'entra la voce così autotunata e robotica su una ballad?! Madonna ha già una voce brutta e fastidiosa di suo, per cui avrebbe avuto più senso eliminare alla radice la necessità di tutti quei ritocchi allenandola nell'intonazione. Ma non sia mai che Madonna abbia l'umiltà di capire i propri limiti e lavorare per superarli! Per lo meno "HeartBreak City" si è salvata con un editing meno invasivo. Un discorso a parte va fatto invece per "Wash All Over Me", la cui demo era uno scarto di Avicii senza personalità, ma che nella versione definita si è trasformata in una discreta ballata con lievi elementi sintetici. Per avere un esempio migliore di electro-ballad, però, bisogna rivolgersi a "Inside Out", che riesce quasi a ricordarci la Madonna dei tempi d'oro. Se invece vogliamo volgere l'orecchio ai ritmi più sostenuti, tra gli episodi migliori dell'album dobbiamo considerare l'electro-country di "Devil Pray" e le melodie funzionanti di "Addicted".
    Qualche gradino gradino sotto troviamo "Living For Love", "S.E.X.""Beautiful Scars" e "Borrowed Time" tutti brani che, a dispetto della banalità, non annoiano ma neppure catturano. Forse potrebbe salvarsi anche "Best Night", che ha degli interessanti ritmi tribali, ma la melodia caotica e la struttura insensata non sono perdonabili.
    I restanti tredici brani sono una massa informe di cliché musicati in modo inconcludente. Come se non bastasse, a compensare non troviamo neppure un testo che sembri scritto da una maggiorenne senza deficit cognitivi, neppure una melodia degna di essere riascoltata, neppure un passaggio ispirato. Latita persino la personalità, giacché sembrano tutti brutti scarti di Avril Lavigne, Taylor Swift, Rihanna, Ke$ha o persino Lady Gaga.
    "Holy Water" e "Unapologetic Bitch", due perle tra il cacofonico e il gratuitamente tamarro, potrebbero essere i punti più bassi dell'album, ma Madonna non voleva avere pietà delle nostre orecchie. Ha quindi voluto regalarci le pietre tombali sulla propria credibilità artistica e forse i punti più bassi del pop: "Autotune Baby" e "Bitch I'm Madonna". Parliamo di due capolavori del trash la cui esistenza è un insulto alla musica e il cui ascolto temo possa provocare gravi danni neurologici. Viene quasi voglia di rimpiangere "Hello Kitty" o "Gangnam Style" .
    Tirando le somme, Rebel Heart ha luci e ombre: le prime lo salvano dal baratro e lo rendono migliore di quello schifo chiamato MDNA, ma le seconde non gli permettono di raggiungere la sufficienza. Se la voce di Madonna fosse stata meno fastidiosa,  avrei inserito quest'album nel Purgatorio. Ma forse è meglio così, giacché non è accettabile che colei che pretende di definirsi "Regina del Pop" tiri fuori un album così stupido e inutile.
    A questo punto è chiaro che Madonna non ha più frecce al proprio arco, quindi tanto vale far finta che si sia ritirata dieci anni fa e ascoltare con serenità Ray of LightAmerican Life e Confessions On A Dance Floor.  
  • Nightwish - Endless Forms Most Beautiful
    - Voto: 45 su 100
    - Genere: Symphonic metal
    - Influenze: Folk metal, Power metal, Celtic metal, Thrash metal
    Commento: Ho già recensito singolarmente quest'album. 
  • Whyzdom - Symphony For A Hopeless God
    - Voto: 40 su 100
    - Genere: Symphonic metal
    - Influenze: Progressive metal, Power metal
    Commento: Che brutta fine hanno fatto (gl)i Whyzdom! Dopo l'album d'esordio From The Brink Of Infinity, che era acerbo ma anche molto interessante, sembrano aver perso il nume della ragione. Se in Blind? almeno un brano si salvava, in Symphony For A Hopeless God c'è solo desolazione e i suoi brani ripetono soluzioni banali sia per la discografia della band sia per il genere. E sotto questo cumulo di cliché goffamente riscaldati cosa c'è? Nulla. La nuova cantante ha una voce orrenda e non sa interpretare, le linee vocali sono nonsense, i testi sono superficiali e scontati, i minutaggi sono dopati con soluzioni superflue, la produzione non è all'altezza e, soprattutto, il songwriting è pretenzioso come pochi.
    A questo punto mi rivolgo ai recensori che hanno lodato Symphony For A Hopeless God: le orecchie ve le siete infilate nel culo, vero? Attendendo la vostra risposta, vado a lavarmi il cervello con l'acido muriatico per dimenticare l'ultimo sforzo intestinale de(gli) Whyzdom.

domenica 10 gennaio 2016

Songs of the week - 28

Negli ultimi sette giorni sono stato in fissa con...
  • Una ciaccona per pianoforte di una compositrice russa contemporanea;
  • Un ottimo brano di una band metal italiana;
  • Un brano dance-pop di un produttore e musicista indie statunitense.

Sofia Gubaidulina - Chaconne

Ravenscry - This Funny Dangerous Game

Am I losing control or was it just that drink more?
I don't know why this game is going to be so dangerous,
But could I have it any more?
A thing only you have to know:
I'm afraid of love, afraid of love. What about you?
Sleepthief ft. Joanna Stevens - This Means War
I can't be stopped, I'll do what I have to:
Shatter your heart and scatter the pieces on the floor.
[...]
This means war! And I won't take it no more.
This means war! 'Gonna settle the score!
So arm your defenses and lock all your doors.
This means war!
I know your thoughts, your nature, your game:
Don't care what you brought, I'll end you the same.

domenica 6 dicembre 2015

Songs of the week - 27

Le canzoni della settimana stavolta sono...
  • Un brano alternative/synth rock terribilmente travolgente;
  • Un'emozionante ballad della band prog metal che divide coi Kamelot uno dei migliori cantanti al mondo;
  • Un singolo degli ultimissimi After Forever.

Nemesea - Caught In The Middle

Boiling panic... I’m alone, caught in the middle.
Raving envy... It is all I have.
Anxious moments... I’m feeling lost, caught in the middle.
[...]
And I have lost control!
Dying, I’m craving... I’m still alone, caught in the middle.
Killing passions... And I have nothing left!
[..]
What’s it like to be the best? What does it take to make it last?
Many doubts have crossed my mind, but I know I have to try!
What’s the point in giving up when you know you’ll never stop anyway?
Now I know what it takes to find my peace of mind.
It’s right here in front of me.
Yes, I know: strength will be my key.
It comes for free, it is right for me.
Seventh Wonder - One Last Goodbye

Night after night, living a dream, finally feeling my blood again.
The notes in that song kept my heart beating strong all the way.
I can see clearly now: I'm tired of constantly sleeping.
I will open my eyes again, so ready to live now!
When every day hurts and tears keep on falling,
We're letting you go! The shadows are calling!
One last goodbye, we're all here beside you.
Your soul will fade like a rose in the dark, but your memory remains...
I'm flying high, aim for paradise! I'm hungry for life again!
After Forever - Energize Me

It's not a fantasy, another mystery.
It's just what I can feel, it's something I can see.
It's like a memory, an inner melody.
It's just what we all know and we all hear.
[...]
Can you believe in the power that's burning between us?
Would you believe, if you open up your mind? Open up your heart!
Energize me with a simple touch or with an open heart!
Energize me, fire up this flame that's burning between us!