Dolendo novit mortalis vitam


Dolendo discit mori mortalis

sabato 31 gennaio 2015

New Weird: Il Fantasy del nuovo millennio? (Parte I)

Sì, sono in ritardo con le Pagelle Musicali, ma ho avuto la tonsillite con tanto di febbre a 40 e sono indietro con lo studio universitario. Fra qualche giorno rimedierò, stay tuned.
Nel frattempo, vi segnalo il mio nuovo articolo per Fantasy Planet. Stavolta ho parlato delle motivazioni che sottendono la nascita del New Weird, della definizione di questo sottogenere e delle differenze con i generi apparentemente simili.
Nel prossimo articolo, che dovrebbe uscire tra qualche giorno, parlerò della storia del New Weird e delle sue opere più rappresentative.

domenica 11 gennaio 2015

Pagelle Musicali: 2014 (seconda parte) - Limbo

La categoria "Limbo" include gli album live, di cover e/o gli ep, ma anche gli album in studio a cui non ho voluto o potuto dare un voto.
  • Pink Floyd – The Endless River
    - Genere: Rock strumentale, Progressive rock, Ambient, Rock sperimentale, Psychedelic Rock
    - Commento: Quindicesimo album dei Pink Floyd, questo non è altro che un rimaneggiamento di jam, abbozzi e registrazioni risalenti alle session di "The Division Bell". Sono passati dieci anni, eppure per la band inglese il tempo sembra essersi fermato. C'era davvero bisogno di questo collage che non fa altro che seguire un copione stantio? Il progressive dovrebbe essere l'apoteosi del movimento, della sperimentazione, della ricerca, ma in questo caso sembra che perfino i Pink Floyd siano rimasti congelati nei proprii cliché. Gilmour ha definito quest'album come "il Canto del Cigno di Richard Wright", quindi potremmo addurre la scusa dell'omaggio e dell'elogio, ma risulta abbastanza impolverato anche in questo ruolo. Nonostante ciò, "The Endless River" è comunque molto buono: ispirato, strumentalmente impeccabile, in grado di regalare emozioni così come di stupire con strutture ardite. Pare che non ci sarà un seguito, pare che questo sia l'album di addio, la musica dei titoli di coda. Il film è finito, gli applausi fanno tremare i muri della sala, ma non è il caso di abbandonare il cinema. Lancio un appello ai fan dei Pink Floyd: loro e altre band hanno fatto la storia della musica e hanno dato corpo a interi generi, ma le loro idee e intuizioni sono state perfezionate da altri e solo di recente. Nel 2014, l'utilità di un "The Endless River" è dubbia, considerando ciò che hanno fatto negli ultimi anni band come, ad esempio, i The Gathering. Forse sarebbe il caso di lasciare spazio alle nuove leve, agli allievi che possono dimostrare di aver superato i maestri, non credete? Facendo i nostalgici e vivendo nel passato, rischiate di perdervi ciò che il presente ha da offrire. La bella musica non è morta: è più viva che mai, se la si sa cercare. 
  • Röyksopp & Robyn – Do It Again
    - Genere: Electropop, Synth pop, Musica Elettronica, Alternative Dance
    - Tipologia: EP
  • Tony Bennett & Lady Gaga – Cheek to Cheek
    - Genere: Jazz, Traditional pop
    - Tipologia: Standard
    Commento: Trattandosi di un album di standard jazz, è de facto composto da cover e quindi preferisco non dare un voto. Questa scelta è motivata anche da un fatto: il jazz è, assieme all'hip hop e al punk, uno dei generi che ascolto meno spesso (e comunque più nella sua forma Fusion). 

venerdì 19 dicembre 2014

Vivendo nel Cuore

Negli ultimi due anni sono stato molto male e ho sofferto di depressione, ansia e attacchi di panico. A un certo punto ho creduto perfino di essere bipolare, cosa prima confermata da una psicologa e poi smentita da un'altra. Fortunatamente aveva ragione quest'ultima, anche se già sento i cori di internet deridere, insultare e marchiare a fuoco. Santo cielo, siamo tutti esseri umani! Capitano i periodi bui, capita di star male, l'importante è uscirne. E io ci sono riuscito, tant'è che tutta la seconda parte del 2014 l'ho passata con grande serenità. Sono felice e non c'è niente che possa togliermi il sorriso. Questo non perché io sia diventato menefreghista o superficiale, ma perché ho imparato che dipende tutto dal punto di vista. Finché si guarda la vita con gli occhiali neri, ogni problema sembra insormontabile, ma basta cambiare prospettiva per trasformare una montagna in una formica. Certo, i problemi esterni, situazione familiare in primis, sono sempre lì, ma almeno ora posso affrontarli con più calma e lucidità. I problemi interni, invece, li ho risolti: niente più depressione, niente più attacchi di panico e ansia fortemente diminuita (ho sempre avuto un carattere ansioso, abbiate pietà). Anche perché finalmente ho capito cosa fare con la mia vita e che strade intraprendere. Mi facevo così tante ansie sul mio futuro da non riuscire a vivere il presente, da rimanere paralizzato. E per cosa? Per delle questioni che dovrò affrontare solo tra anni? Adesso faccio e studio ciò che davvero mi piace e mi appassiona. Al futuro poi ci penserò, so solo che ora sono finalmente felice.
Da notare che la depressione influenzava anche i miei atteggiamenti, le mie scelte e le mie motivazioni. Ho fatto e detto varie cazzate, talvolta senza pensare e talvolta pensandoci troppo, talvolta ferendo me stesso e talvolta ferendo altri. Per due anni sono stato pieno di tristezza, rabbia, confusione e pessimismo. Ho abbandonato troppi progetti, ho perso l'ispirazione e la voglia di fare. Per due anni non ho scritto quasi nulla, se non una riga ogni tanto, non ho studiato seriamente e ho continuato a oscillare da un settore a un altro facendomi mille pippe mentali. Ma ora tutto questo è finito e la soluzione era sotto il mio naso. Sì, lo so che più volte ho detto cose simili, ma non si tratta di un fugace e illusorio status di tranquillità senza fondamenta. Stavolta le fondamenta ci sono.
Dovevo solo imparare a vivere nel cuore, a sperimentare il qui e ora, a trovare il silenzio dentro di me: io non sono i miei pensieri, bensì l'autore della mia storia, l'architetto del mio universo.
Ora tutto è più chiaro: per conoscere davvero me stesso, dovevo ignorare la mia mente e cercarmi di nuovo. Ora non sono più un ramoscello alla deriva: sono più forte, ho infranto il vecchio me, sono rinato dalle mie ceneri e ho ripreso in mano le redini della mia vita. Certo, ho ancora qualche brutta abitudine da togliermi (Pigrizia fa ciao con la manina), ma ci stiamo lavorando. In fondo siamo tutti dei work in progress continui, in caso contrario non avrebbe senso vivere.
E ora, tra progetti ripresi, amicizie ritrovate, motivazioni rinnovate e coglioni divora-tempo mandati a quel paese, sono pronto a scendere in campo. Prepare Uranus (don't you know my ass is famous?)

Quale canzone sintetizza meglio le mie riflessioni se non la bellissima "Reverence (Living In The Heart)" degli Epica? Il duello chitarra/tastiera e i sovracuti finali si meritano un curicino: ♥.

lunedì 8 dicembre 2014

The Power of Love: il metal olandese per la Croce Rossa

Countermove è il nuovo progetto di Joost van der Broek. Il primo singolo, una cover di "The Power of Love" dei Frankie Goes To Hollywood, è uscito oggi. I proventi delle vendite andranno in beneficenza alla Croce Rossa per un progetto di aiuto alle vittime degli abusi sessuali nelle zone di guerra. 
Per l'occasione, sono stati chiamati a collaborare vari artisti metal olandesi, ossia...
  • Simone Simons (Epica)
  • Floor Jansen (Nightwish, ReVamp, ex After Forever)
  • Mark Jansen (Epica, MaYaN)
  • Anneke Van Giersbergen (The Gentle Storm, solista, ex The Gathering)
  • Marcela Bovio (Stream of Passion)
  • Charlotte Wessels (Delain)
  • Ruud Jolie (Within Temptation)
  • Manda Ophuis (Nemesea)
  • Arjen Anthony Lucassen (Ayreon, The Gentle Storm, Star One)
  • Dianne van Giersbergen (Xandria)
  • Daniel de Jongh (Textures)
  • Epic Rock Choir (The Theater Equation)
  • George Oosthoek (ex Orphanage)
  • Valerio Recenti e Dj van Zon (My Propane)
  • Jochem Jonkman (Vanderbuyst)
  • Caroline Westendorp (The Charm The Fury)
  • Maaike Peterse (Kingfisher Sky) 
  • Ben Mathot (Ayreon, Kyteman).
  • Anand Mahangoe
  • Remon Masseling

giovedì 4 dicembre 2014

Recensione: "La Vagina Infestata" di Carlton Mellick III


Oggi su Fantasy Planet trovate la mia recensione de "La Vagina Infestata" di Carlton Mellick III, un romanzo breve Bizarro fiction tradotto in italiano da Vaporteppa. Buona lettura!

"Ho avuto paura di fare sesso con Stacy da quando ho scoperto che la sua vagina era infestata."

lunedì 1 dicembre 2014

Fantozzi who?

Occhio al malocchio, Amanda e Tuomas prezzemolo e finocchio.
Nightwish, Trillium, Epica, Tarja, Anette, Floor, Kiske, Aina, symphonic, metal, rock
Esco di casa e mi accorgo di avere una ciocca di capelli che, senza un motivo ben preciso, decide di diventare liscia e svolazzare a caso tra i miei ricci. Iniziamo bene.
Sono in ritardo, il treno per Catania sta per partire. Sono costretto ad attraversare i binari di corsa e per poco non scivolo. Il controllore del treno mi fa una ramanzina.
Arrivo a lezione pensando di essere in ritardo, ma la prof arriva "solo" venti minuti dopo. La mia adorata professoressa di Filosofia Antica (tanto amore) oggi decide di far fare lezione al suo noiosissimo assistente. Lezione soporifera + poche ore di sonno + sveglia alle sei = mi addormento a lezione. La prof mi fa una ramanzina.
Dopo aver preso tre storte alla caviglia destra, che per una botta di culo stile Nicki Minaj non si è slogata, arrivo al bar. Prendo un cornetto, che tengo con la mano sinistra, e un cappuccino. Addento il cornetto e una quantità spropositata di nutella erutta fuori dalla pasta. La barista mi ha dato pochi fazzoletti e io, povero picio, non ne chiedo altri per poggiare il cornetto sul bancone. Decido di zuccherare il cappuccino: prendo una bustina di zucchero di canna e, tenendola con la mano destra, la apro con i denti. Ma lo strappo è troppo piccolo, quindi devo scuoterla per far cadere i granelli nel cappuccio. Peccato mi cada anche la bustina, lì dentro. In preda alla vergogna, trangugio tutto come un barboncino anoressico ed esco. Solo dopo cinque minuti buoni mi accorgo di avere un'enorme macchia di nutella sul giubbotto bianco, oltre che la barba inzuppata di Sacra Crema. Torno al bar, corro al bagno e mi pulisco riuscendo persino a far sparire la macchia. Sì, modestamente sono esperto in miracoli, tant'è che sono padre e figlio di me stesso. Pensate che c'è ancora gente che aspetta la mia seconda venuta, ma non ci casco di nuovo: già la prima volta mi hanno frustato e crocifisso, e a me non piace il sadomaso pesante. Però evidentemente mi piace fare brutte figure, dato che solo dopo un dieci minuti di camminata mi accorgo di avere la classica carta igienica sotto la scarpa e la ancora più classica patta dei jeans aperta: si può essere più banali di così? A quanto pare sì, dato che ho pure la nuvoletta di Fantozzi! Mo' ve spiego: mi metto a scrivere alla Villa Bellini, sono ispirato e sto sfornando scene vagamente decenti, ma dopo poco inizia a piovere. Acqua, non solo Madonne. "Daje", mi dico, "c'è la Feltrinelli". E lì chi ti trovo? Una scolaresca molto, molto rumorosa. Il booty di J.Lo intercede per far uscire il sole, ma appena metto piede in Via Etnea... ebbene sì, ricomincia a piovere. E via così per due/tre volte.
Dopo aver passato del tempo con un mio amico, mi viene fame, quindi decido di prendermi una pizzetta. Nel tentativo di pagare, le monetine mi cadono ovunque, anche sulla suddetta pizzetta. Oh, santa Sailor Greco da Francofonte, aiutami tu!
Finalmente ad Acireale, trovo la mia auto coi vetri luridi, quando invece l'avevo lasciata pulita. It's raining shit! Arrivo comunque a casa mia, dove non solo non funziona il telecomando del cancello, ma per giunta un vicino-random-sconosciuto ha occupato il mio posto auto. Essendo io incapace nelle manovre in retromarcia, ho sudato settantasette camicie per mettere quel catorcio della mia Lancia Y nel garage. Come ciliegina sulla torna, sono caduto nel folle tentativo di salire le scale del condominio. Oh, me tapino, come ho osato compiere tale peccato di ὕβϱις?!
Tirando le somme, aveva ragione Walter quando, dopo la prima cena insieme, mi disse: "tu non sei fatto per la vita, vero?".
Ora  però, cari i miei balenghi, devo lasciarvi: io e Bridget Jones stiamo preparando i bagagli per Lourdes. E ricordate: clumsy is the new sexy!

P.S. smetti di ridere come un cagnolino in calore con l'asma! Sì, Luigi, dico a te, ché ti sei messo a sghignazzare in piena Piazza Borgo sulle mie sfortune. Dieci anni di urla alla Pescy Amyleescence per te, tiè!

mercoledì 26 novembre 2014

Report: Epica (Alcatraz, Milano, 24/11/14)

Prima di iniziare il report devo ringraziare di nuovo la mia cara amica Prisca e il suo ragazzo, che mi hanno ospitato. Pri', te amo 'na cifra! 
Dopo aver dormito quattro ore scarse, sono arrivato al locale alle 10 del mattino e ho trovato Alessandra (Normanno aka "Edelweiss", per chi la conoscesse come cantante), che non vedevo dai provini di X Factor dell'anno scorso. La mia amica bionda-verdastra era in fila dalle 6:49 del mattino: ma minchia! Con lei c'erano Giulia e Cecilia, che sono felicissimo di aver conosciuto. Insieme ad altri fan (cito Francesca, Valeria e Francesco su tutti), abbiamo passato il tempo cantando robe a caso (tra cui Lady Gaga e Britney Spears... prima di un concerto metal...) e riformulando i titoli delle canzoni degli Epica in versione culinaria. THE QUANTUM LASAGNA! Ma anche The Essence of SacherDelicious (Mmmmm!), Sense Without Sandwiches, Deep Coca-Cola Horizon, Oven (The Goulash Malady), Sancta Nutella e vari altri. Insomma, siamo dei coglioni!
Alle 17 c'è stato il Meet&Greet per quelli col biglietto VIP, che io purtroppo non ho preso: erano finiti e quindi mi ero accontentato del biglietto normale, ma poi ne hanno messi in vendita altri. TicketOne trollone! Fortunatamente la cara Giulia (amo 'na cifra anche te) mi ha fatto il favore di portarsi il mio earbook di The Quantum Enigma e di farlo autografare da tutti i membri della band. Thanks, Giulia! Per ringraziarti farò erigere in tuo onore una statua d'oro unta d'olio, così le cagate di piccione ci scivoleranno sopra senza sporcarla.
Alle 19 siamo entrati noi plebei e io, dopo aver stupidamente lasciato il cellulare nel cappotto affidato alla guardarobiera, mi sono fiondato verso Davide (Cuzzo), che mi aveva tenuto il posto in seconda fila. Amo 'na cifra anche te, ma temo che di questo passo tutto questo amore sfocerà in un'orgia.
Location: l'Alcatraz ha una brutta acustica e una pessima organizzazione. Qualcuno denunci i fonici che per tutto il concerto hanno regolato malissimo i microfoni, santo cielo!
Parlando del palco, ho apprezzato molto le luci e il fondale, ma avrei preferito avessero dato agli Epica il palco grande.

Dagoba
Il primo gruppo di apertura sono stati i francesi Dagoba, che io non conoscevo. Devo dire di averli apprezzati molto: il cantante ha divorato il palco con la sua presenza scenica e il batterista è una macchina da guerra. Con loro il pubblico ha iniziato a pogare e, durante il primo circle pit, penso che i miei organi interni si siano spostati.
Dragonforce
Il secondo gruppo-spalla sono stati i Dragonforce. Che dire? Se avessero fatto uno spettacolo muto, sarebbero stati divertenti coi loro salti, le loro pseudo-acrobazie e le loro scenette col Jack Daniel's. Il problema è che no, non erano muti. Le loro canzoni sembrano tutte uguali e si perdono in una marea di soluzioni prolisse: noia, noia noia! Per non parlare del cantante indecente che sapeva solo urlare in falsetto. Mi sarei addormentato, se non fosse per il pogo violento scatenato del pubblico. Perché sì, è assurdo, ma esistono fan dei Dragonforce ed erano pure un bel po': tanti bimbiminkia pronti a fare circle pit a casaccio. Una ragazza accanto a me si è pure sentita male!
Io avevo dietro di me un cafone che, visibilmente ubriaco, si era messo a fumare e, nonostante gli ammonimenti del buttafuori, non accennava a smettere. Fortunatamente non mi ha bruciato, ma in compenso mi ha infastidito molto strusciandosi e toccandomi. A un certo punto ho preferito spostarmi e perdere il posto che continuare a sopportare 'sto Tizio inquietante, ma purtroppo questa scelta mi ha fatto finire in sesta fila. 

Epica
Mi stavo sentendo male: ero stanco, dolorante, assetatissimo e con la testa che girava, a tal punto da pensare seriamente di allontanarmi. Ma poi è partito l'intro Originem e ho capito che dovevo rimanere, resistere e riconquistare le prime file. E così ho fatto: complici le persone che non si sentivano bene e si spostavano indietro, sono tornato tra la seconda e la terza fila. Il mio amore per gli Epica, poi, mi ha fatto dimenticare la sete e la stanchezza, tant'è che mi sono scatenato, ho fatto headbanging, ho urlato e ho cantato come un matto. Tutto questo inframmezzato da momenti in cui guardavo in estasi mistica Simone: dal vivo è ancora più bella che in foto! È praticamente perfetta, di una bellezza così assurda da sembrare aliena, da mettere in dubbio la mia omosessualità. Come può davvero esistere una creatura così? E per giunta ha una voce meravigliosa, è simpatica e scrive testi intelligenti!
Ma a questo punto vorrei soffermarmi sulla voce: Simone aveva smesso di studiare canto nel 2009 ed era lentamente peggiorata, cosa che si notava soprattutto nel live del Retrospect. Ha da poco ripreso a studiare e, santo cielo, è migliorata tantissimo! Non solo ha raggiunto di nuovo i livello del triennio d'oro 2008-2010, ma li ha persino superati di molto! Ha cantato benissimo tutte le canzoni, deliziandoci con variazioni, agilità, acuti che fino all'anno scorso anno si sarebbe sognata, un'espressività invidiabile e una presenza scenica notevole. E nonostante l'essersi scatenata con l'headbanging, ha mantenuto una voce impeccabile dall'inizio alla fine del concerto, pur con qualche piccola imprecisione dovuta probabilmente all'acustica. Ad esempio, io dubitavo molto di The Essence of Silence messa come secondo brano in scaletta: è molto alta e difficile, sarebbe meglio cantarla a voce ben riscaldata. E invece Simone mi ha dato torto e l'ha cantata decisamente bene, così come mi ha fatto avere orgasmi multipli sugli acuti di Chemical Insomnia, sul bridge di Storm the Sorrow, sul dolcissimo finale di Design Your Universe, su tutta Unchain Utopia e su varie parti di Sancta Terra e Natural Corruption. Piccola parentesi su Unchain Utopia: ma chi cavolo è che ci pogava sopra? Capisco su Victims of Contingency, che è il brano live definitivo, ma su Unchain Utopia che senso ha? Bah!
Veniamo alla performance degli strumentisti: Arien alla batteria è stato molto preciso (pazzesco sull'assolo dopo Cry for the Moon) e ha incattivito ancora di più le canzoni, Isaac è stato ineccepibile, Rob ha un'ottima presenza scenica, Mark sa come guidare la band e intrattenere il pubblico, Coen è stato simpatico, sa come parlare al pubblico (suo il discorso prima dell'encore) e ha una tastiera di una tamarragine adorabile. 
Ho trovato molto divertente come gli Epica giocano sul palco: tra un headbanging e l'altro, Simone faceva smorfie, toccava il culo ad Isaac e provocava Coen, mentre Isaac e Mark si dedicavano a simpatici siparietti e Rob quasi spazzava a terra coi capelli. E vogliamo parlare del duello tastiera-batteria prima di Consign to Oblivion? C'è stata anche qualche chicca, come le frasi in italiano di Mark (la sua fidanzata, Laura Macrì, è siciliana) e il "mamma mia" di Simone. Ah, questi olandesi!
Parlando della scaletta, è la stessa degli ultimi concerti, a parte per Design Your Universe suonata al posto di The Phantom Agony. Ma davvero hanno fatto un solo brano da Requiem for the Indifferent? Ma davvero non hanno fatto neppure una ballad? Ma davvero continuano a fare Cry for the Moon (allungata con delle variazioni simil-jazz), The Obsessive Devotion, Sancta Terra e Consign to Oblivion non capendo che ormai hanno rotto i coglioni? Ma davvero di solito fanno un solo brano da Design Your Universe? Bah! Ad ogni modo, gli Epica hanno fatto una performance spettacolare e invidiabile, per cui c'è poco da lamentarsi e tanto per cui amarli alla follia. Anche perché in scaletta c'erano comunque vari brani freschi, belli e dall'ottima resa live. Segnalo che durante il pomeriggio hanno provato anche Canvas of Life e The Last Crusade e che quest'ultima è stata suonata a Roma il giorno dopo. I romani si sono beccati anche The Phantom Agony in versione dance, tra l'altro. 
Il mio earbook autografato.
Dopo il concerto ho finalmente conosciuto di presenza Antonio, Francesco, Alessio, Luisa e Claudio, che saluto e abbraccio tutti.
In conclusione, posso dire che il 24 novembre del 2014 ho passato uno dei giorni più belli della mia vita e mi sono divertito tantissimo. Epica, vi amo ora più che mai! 

giovedì 6 novembre 2014

Don't Let Me Go

E niente, sono in fissa con questa canzone. Una droga.

lunedì 3 novembre 2014

#UnLibroÈUnLibro

"La discriminazione del libri digitali si riflette sullo sviluppo culturale del nostro paese" si legge sul sito http://unlibroeunlibro.org/.
Per chi non lo sapesse, sto parlando di una campagna volta a equiparare la tassazione degli eBook (IVA al 22%) con quella dei libri cartacei (IVA al 4%). È assurdo continuare a perpetrare questa disparità di trattamento, specialmente in un paese in cui si legge poco, specialmente in periodo di crisi economica, specialmente considerando gli enormi vantaggi per i lettori e il mercato editoriale tutto. Ma d'altronde si sa che ostacolare l'avanzata dei libri digitali conviene a molti, in primis ai librai e a quegli editori incapaci di cambiare le proprie strategie promozionali e quindi di rimanere al passo coi tempi. Secondo voi perché certi editori si ostinano a vendere i libri digitali a prezzi altissimi e a riempirli di DRM? E perché si tentano strade ridicole come quella dei flipback? E perché gli eBook di vari grandi case editrici faticano a scalare le classifiche? Hanno paura del nuovo, non sanno come rapportarsi alle novità, come adattarsi, come cambiare. E nel frattempo i dati di vendita diventano sempre più disastrosi (continuando a questi ritmi, la Mondadori potrebbe fallire entro qualche anno), i lettori diminuiscono a ritmo costante e la pirateria cresce di giorno in giorno. Italia, paese della cultura? Certo, come no! Fortunatamente qualche editore editore competente, onesto e intelligente esiste ancora, non a caso la campagna #unlibroèunlibro è partita proprio dall'Associazione Italiana Editori.
Se anche voi siete d'accordo, fatevi una foto col pollice verso e condividetela su Twitter o su Instagram assieme al #unlibroèunlibro. Oppure condividete solo il tag, meglio di niente.

Ora torno a leggere col mio fidato Kobo Aura. Cosa? Ovviamente una delle pubblicazioni di Vaporteppa. E ne approfitto per anticiparvi che questa settimana dovrebbe uscire un racconto di una scrittrice italiana che amo. Stay tuned!

lunedì 6 ottobre 2014

Gemini - I Walk Alone (Tarja cover) live


Nella prima parte ho fatto un po' di sbavature per colpa della brutta acustica (casse spia a volume bassissimo) e del mio stato di salute (mal di gola e naso chiuso da allergia), ma tutto sommato questa esibizione non è poi così male. Sicuramente avrei potuto cantare molto meglio (agilità in primis), ma sono comunque soddisfatto perché sto iniziando a vincere la mia ansia da palcoscenico. Mi sono piaciuto, sì!
Nel video non si vede bene, ma mi muovevo recitando un personaggio stile "burattino malefico", e l'averlo fatto con naturalezza mi rende orgoglioso. Questa è stata una delle poche volte in cui la paura e l'emozione non mi hanno paralizzato facendomi stare immobile a tremare, probabilmente perché la canzone mi ha permesso di indossare una "maschera", di interpretare un personaggio ben distante da me.
Mi sono divertito molto a cantare e interpretare "I Walk Alone"! E pensare che in principio avevo scelto di fare "Let It Go" da Frozen...

Spero vi piaccia!

Testo: