Dolendo novit mortalis vitam


Dolendo discit mori mortalis

domenica 2 agosto 2015

Songs of the week - 12

Diablo Swing Orchestra - Justice for Saint Mary
Seizures may guide me, insanity found me.
I smile as your vanity sings us to sleep.
[...]
Hear the sound of violence!
It's a beat that makes us dance.
You sway and I follow your lead.
Aurora - Running With the Wolves
Go row the boat to safer grounds,
But don't you know we're stronger now?
My heart still beats and my skin still feels,
My lungs still breathe, my mind still fears.
But we're running out of time!
Oh, the echoes in my mind cry!
Stream of Passion - I Have a Right (Sonata Arctica cover)
I have a right to be heard,
To be seen, to be loved, to be free,
To be everything... I need to be me,
To be safe, to believe... in something!

mercoledì 29 luglio 2015

Trasimaco #Sophia

Trasimaco (Calcedone, V sec.) fu uno dei "sofisti politici" più famosi, anche in virtù della sua forte opposizione al Nomos, seconda solo a quella di Antifonte.

Delle sue tesi abbiamo varie fonti, ma la principale è il primo libro della “Repubblica” di Platone, dove in un primo momento Trasimaco definisce la giustizia come “l'utile del più forte” e poi come “il bene altrui”. Per conciliare due idee così antitetiche, l'unica via è quella di scinderle: la prima idea è politica e quindi pubblica, la seconda è etica e quindi privata. Si tratta, però, di una soluzione piuttosto forzata in quanto il primo a separare etica e politica fu Aristotele. 

Nelle idee politiche di Trasimaco si nota una superficiale somiglianza con quelle di Callicle. Tra i due, però, vi sono tre importanti differenze:
  1. Trasimaco, parlando dell'”utile del più forte”, si riferisce al potere costituito. Ciò vuol dire che “forza” è declinata nel senso di “potere”, limitandosi quindi all'aspetto descrittivo: Trasimaco registra il dato di fatto per cui chi è al potere tenderà a stabilire delle regole per avvantaggiarsi;
  2. Trasimaco non distingue arbitrariamente tra governi buoni e governi cattivi, ma semplicemente descrive una metodologia comune a tutti i rapporti che regolano la vita umana;
  3. Trasimaco e Callicle hanno concezioni diverse della Physis. Mentre per Callicle esiste una “giustizia naturale”, per Trasimaco la giustizia è solo un prodotto culturale umano. 

È quindi chiaro che l'obiettivo polemico di Trasimaco è soprattutto Protagora
Il realismo politico di Trasimaco parte dello stesso positivismo protagoreo, però ne critica una lacuna: è vero che senza legge non vi è giustizia, ma è altresì verro che è il potere a regolare i rapporti di forza. Per Trasimaco, l'idea di una comunità armonica è coesa che insieme stabilisce l'utile per tutti è un'illusione: la società non è altro che parti in lotta per il potere. 
Tanto per Protagora quanto per Trasimaco l'utile è ciò che determina le decisioni politiche, ma cambia chi ne trae vantaggio. Laddove Protagora parla dell'utile per la comunità intera, Trasimaco rileva che a legiferare sia chi di volta in volta ottiene il potere. Se ne deduce che il Nomos produce sì giustizia in virtù dell'utile, ma solo per chi governa. La giustizia diventa quindi un'ideologia volta a falsare la realtà e travestire gli interessi privati di chi sta al potere per interessi pubblici.
Se al pensiero di Trasimaco accostiamo quello di Antifonte, le tesi di Protagora risultano completamente demolite: gli interessi dei singoli e gli interessi dei gruppi sono troppo contrastanti per riuscire a generare compromessi vantaggiosi. Ne consegue che il bene comune non esiste

Una conseguenza concreta del pensiero trasimacheo è il negare che esistano forme di governo migliori di altre: democrazia, monarchia e oligarchia sono equiparabili in quanto tutte esprimono l'utile del più forte. A ben guardare, però, questa tesi nega il fondamento della democrazia, che si erge a unica forma di governo in grado di garantire l'utile per tutti. 

Trasimaco si occupò anche di teodicea, ossia del rapporto tra la giustizia divina e l'esistenza del male. In una sua citazione presente nella “Repubblica”, Trasimaco afferma che gli dei non si curano delle cose umane. 

domenica 26 luglio 2015

Songs of the week - 11

Leandra - Wake Up Call
Surrender to the fighter you have never been before!.
Keep moving, your reality’s an open door!
Pretender, wake up and see the glory of it all!
Remember: the more you dig, in deeper holes you fall!

You spent so many time on wrapping and crippling the facts of your life.
So, please, don’t underline what has to be four should be five.
[...]
And even when it’s dark outside and they’re after me and they shoot me down...
I’ll survive!
Arch Enemy - Time Is Black
From a distance, the truth is so obvious,
Answers are all so clear.
[...]
If I could pull the fabric of time
And bring the future near,
The answers wouldn't be so far,
The truth would be so clear.
[...]
From a distance, time is black,
Tangible and dense.
With each rotation a new day passed
And past, at last, makes sense.
There where past obstacles seem
Just pebbles on your path...
Loïc Nottet - Rhythm Inside
Be your enemy or lover!
We are put here to discover
The heart that beats within each other.
[...]
The rhythm inside is telling us
We can fly tomorrow!
On the beautiful wind that blows,
On a cosmic track, love attack.
I‘m gonna get that rhythm back!

domenica 19 luglio 2015

Songs of the week - 10

Orphaned LandLet The Truce Be Known

As two kids who always spent
Their time and played with toy guns in their hands,
There you stood in front of me...
They taught me that you're my enemy.
[...]
We both shoot in the name of god.
As we fell down our eyes have met,
Our friendship ends now in this turmoil of blood.
Phildel - Celestial
I would abandon the moon,
Raising up the stars from their space.
Till it's just me and dark...
Before your heart...
Here, in this place...
Susanne Sundfør - Accelerate
Many people will get hurt.
Take your time, though finish your dessert.
Don't look people right in the eyes,
If you can... you can!
Wars erupting like volcanoes,
Blood streaming down the walls.
It's out of our hands, so baby let go!
And...
Take it off, hit me hard like a drum!
This must be paradise, 'cause I am numb!
Let's have fun, let's have fun...

mercoledì 15 luglio 2015

Callicle #Sophia

Ero molto restio a trattare anche Callicle in questa rubrica, considerando che potrebbe non essere mai esistito. L'unica fonte che abbiamo è il dialogo platonico "Gorgia", quindi è verosimile che Callicle sia o un personaggio totalmente inventato o una maschera dietro cui si celano altri pensatori (Isocrate, Alcibiade o lo stesso Platone prima di incontrare Socrate). 

Ma anche supponendo che Callicle sia esistito, non ci si può fidare di quanto scritto nel "Gorgia". Infatti, come abbiamo appreso parlando di Protagora, Platone era solito rimaneggiare il pensiero degli avversari in modo da renderlo più debole. Indipendentemente se ciò sia avvenuto per colpa di vari equivoci o per una radicata disonestà intellettuale, non cambia che non ci si può fidare totalmente di Platone. Allora perché ho deciso di dedicare un articolo a Callicle? Da un lato perché si tratta di un sofista che ha influenzato persino Friedrich Nietzsche, dall'altro perché è una necessaria premessa al pensiero di Trasimaco.

domenica 12 luglio 2015

Songs of the week - 9

Roniit - Infernal Anxiety
I know that my life will carry on.
I know that in time my fears are gone.
I feel that I'm growing ever strong.
But I'm wrong!
Ne ObliviscarisPainters Of The Tempest 

Angels fall into the canvas, reaching for the light.
Heaven is empty and all the beauty is here.
[...]
Hear the children breathless sleep
Where they dream a new day!
Susanne Sundfør - It's All Gone Tomorrow
Well it was all a lie! It was all a motion picture crime!
If I wanted to jump out of a window,
I'd probably change my mind between the eight and seventh floor.
[...]
I cannot see across the border anymore!
I am in a maze waving white flags on every single corner.
And right above my eyes I see the credits coming to life.

mercoledì 8 luglio 2015

Antifonte #Sophia

Su Antifonte non abbiamo notizie certe e c'è stato un lungo dibattito riguardo alla sua identità. 
Tucidide lo identifica col retore che promosse il colpo di Stato del 411 a. C. che portò ai quattro mesi della Boulé dei Quattrocento. Dopo aver cercato di consegnare Atene agli spartani, i quattrocento furono abbattuti da Teramene, ma Antifonte rimase volontariamente in città per sottoporsi alla legge. Nonostante una difesa lodata da Tucidide, fu condannato a morte.
Va detto che in molti dubitano dell'identificazione tra il filosofo e il retore; infatti esistono importanti differenze sia nello stile di scrittura sia nelle tesi sostenute. In particolare, è difficile immaginare un oligarca affermare che tutti gli uomini siano uguali e che i greci siano ipocriti quando affermano di essere superiori ai barbari.

Vi è stato un lungo dibattito anche rispetto alle opere e ai frammenti da attribuire ad Antifonte. Infatti il luogo comune secondo il quale i sofisti si siano occupato solo dell'uomo ha ostacolato l'attribuzione di testi medici, astronomici, geometrici e meteorologici. 

Tra le opere di Antifonte spiccano “Concordia” (trattante tematiche etiche con notevole finezza psicologica), il razionale e simbologico “Sull'Interpretazione dei Sogni” (in contrasto con le tesi dell'epoca), "Arte del Non Soffrire" e tre “Tetralogie” a tema retorico. Ma la sua opera più controversa è sicuramente “Verità”, trattante il tema della Physis attraverso vari punti di vista.

domenica 5 luglio 2015

Songs of the week - 8

Epica - The Essence of Silence
Something is wrong: my strength has gone, thoughts are corrupting my mind!
I can see, I perceive this ain’t me!
[...]
Delusions corrupting my mind!
There seems to be no way, when light fades to grey, to get them all out my head!
I believe that my mind misleads me!
[...]
Allow the silence to wipe your thoughts away!
Retrieve your balance, use your senses to observe!
Search for essence, find the silence within you!
Diabulus In Musica - From The Embers
Ex cineribus resurgemus, ex cineribus renascemus!
Beyond the senses I create a parallel dimension,
Where I can keep my dreams, save my imagination.
[You know this is insane, you know you are living an illusion;
You are owner of your thoughts and slave of your confusion]
Ex cineribus et ad caelum versus, ex cineribus in astra!
My fantasy is what made me live, what made me keep on moving,
When reality shook me blinding my eyes, breaking my wings.
[You think you're strong now, you believe in your regeneration;
Turning your back to life won't take you to salvation]
Never felt so close to the Apocalypse,
But from ashes we will rise after the fire burns all the lies!
From the embers our hopes and dreams ignite,
Turning rubbles into golden time to realize our fight was fair!
Banks - Beggin' For Thread
Stooped down and out, you got me beggin for thread
To sew this hole up that you ripped in my head.

mercoledì 1 luglio 2015

Protagora #Sophia

Dopo aver parlato dei caratteri generali della sofistica, direi di iniziare ad entrare nel vivo della questione.

Protagora (Abdera, V sec.) fu forse il sofista più famoso, ma al contempo il più rassicurante in quanto unico a difendere il Nomos. 
Pare che la sua famiglia ospitò Serse durante le guerre persiane e che il sovrano ricambiò facendo educare Protagora dai Magi. Non sappiamo se queste informazioni siano vere, ma è certo che Protagora ebbe molti contatti con le culture del Vicino Oriente. Sappiamo inoltre che fu amico e collaboratore di Pericle, che gli diede l'incarico di redigere la costituzione della colonia di Turi.

Se avete conosciuto questo sofista attraverso i dialoghi platonici "Protagora" e "Teeteto", vi consiglio di mettere da parte ciò che avete appreso. Infatti, come capirete nel corso di questo articolo, Platone fraintese quasi totalmente (e forse volontariamente) le idee protagoree. 

lunedì 29 giugno 2015

Recensione: "After It All" dei Delta Rae

Delta Rae After It All
- Voto: 86 su 100
- Anno: 2015
- Genere: Blues rock, CountryPop rock, Folk rock, Acoustic pop, Soft rock
- Influenze: Roots rockRock and Roll, Baroque pop, Hard rock, Gospel
Analisi:
I Delta Rae hanno esordito nel 2012 con l'ottimo Carry the Fire, un album soft rock cantato a quattro voci (due maschili e due femminili) e ricco di influenze country, blues, folk, pop e gospel. Brani come "Bottom of the River" e "Fire" lasciavano intravedere un grande futuro per la giovane band statunitense.
Dopo tre anni, è uscito After It All: i Delta Rae saranno riusciti a confermare o addirittura superare le impressioni date all'esordio?
L'album si apre con "Anthem", una bellissima intro piano-e-voce di ispirazione classica e dominata Eric 
Hölljes. Sul finale, il brano diventa un dolce e insieme epico inno corale. Con la successiva "Run", guidata dalla voce di Brittany Hölljes, le influenze classiche vengono rafforzate dagli archi, vera novità nel sound della band. A tratti sembra di ascoltare i Rondò Veneziano in chiave folk rock, trasmettendo tanta allegria e voglia di ballare. Lo stesso vale per la successiva "Outlaws", che dopo una piccola esplosione corale, travolge con un tripudio di trombe e raggiunge il suo picco nel bridge. Il brano prosegue sotto la guida frizzante di Ian Hölljes, supportato da interventi degli altri cantanti.
Si riprende fiato con "The Dream", inquietante interludio a cappella cantato da Brittany. In perfetta continuità, segue "Scared", il primo singolo estratto. Si tratta di un brano dall'impronta blues e dal ritmo ben scandito da percussioni, pianoforte e schiocchi di dita. Al microfono il ruolo di protagonista spetta a Eric, ma Brittany si inserisce con bellissimi vocalizzi liricheggianti. Il brano dispone inoltre di linee vocali catchy e di un bel climax.
La successiva "Chasing Twisters" sembra uscita dalla colonna sonora di un film spaghetti western. Tra fischi, percussioni che simulano una cavalcata e rintocchi di pianoforte, la voce di Elizabeth Hopkins ci porta tra i cowboy e poi ci infila in testa un ritornello dannatamente catchy. A dire il vero, questo brano era presente nell'omonimo ep del 2013, assieme a "Run", "I Will Never Die" e le nuove versioni di "If I Loved You" e "Dance In The Graveyards" (di Carry the Fire). Ovviamente, tutti e tre i brani riciclati in After It All sono stati modificati. Ma mentre a "Run" è stato aggiunto qualcosa (gli archi), con "Chasing Twisters" si è preferito sottrarre. La nuova versione, infatti, appare come una sorta di radio edit: è stato eliminato il bridge al pianoforte, le chitarre e le percussioni sono state messe in secondo piano, la voce si è fatta più pulita e il finale più epico. Personalmente preferisco la versione energica e grezza dell'ep, ma anche la versione dell'album è molto buona.
Pensate che i Delta Rae si siano ammorbiditi? Ci pensa "Bethlehem Steel" a smentirvi! Si tratta del brano più rock mai scritto dalla band ed è una tempesta rock and roll che rimanda un po' ai Jefferson Airplane e un po' a Florence and the Machine. Sembra di essere finiti a Woodstock! Come se non bastasse, Brittany si rende protagonista di una prova vocale graffiante come mai prima d'ora, anche grazie a linee vocali di grande presa. È impossibile non scatenarsi, ballare e cantare a squarciagola su "Bethlehem Steel"!
Dopo la tempesta, è l'ora di riposarci con un trittico di brani calmi. Il primo è "Dead End Road", cantata per lo più da Elizabeth, pur col supporto corale degli altri membri della band. L'atmosfera è delicata, ma nel ritornello si movimenta un po'.
Andiamo avanti con "You're The One for Me", cantata da Eric. Si tratta di un brano pop/pop-rock molto "radio-friendly" e dall'atmosfera spensierata e solare.
Infine, l'ultimo brano del trittico è "Cold Day in Heaven", ed è il più emozionante dell'album. Le linee vocali e l'atmosfera sono perfette, il testo è azzeccatissimo, l'interpretazione di Elizabeth è molto sentita e le soluzioni strumentali sono ispiratissime: chapeau! Nel ritornello di questa power ballad ci si sente esplodere il cuore, ed improvvisamente i fiori congelano, il cielo si oscura e viene voglia di urlare via il proprio dolore.
Risvegliamo i sensi con "I Will Never Die", pezzo dalle influenze blues e country che ricorda "Bottom of the River", ma in chiave più rock (è presente anche un assolo di chitarra). Brittany tesse delle linee vocali che trascinano l'ascoltatore, mentre le percussioni scandiscono un ritmo che viene istintivo imitare battendo mani e piedi.
L'album si avvia alla conclusione con un altro trittico di brani soffusi, il primo dei quali è la bellissima ballad al piano "The Meaning Of It All", in cui Eric si rende protagonista di una prova interpretativa maiuscola. Il picco emotivo del brano, però, si raggiunge l'arrivo degli archi e nel bridge.
"My Whole Life Long" si avventura nel pop acustico ritmato, con vaghi rimandi country e cantato in duetto da Eric ed Elizabeth. È un brano molto ispirato, ma che potrebbe sembrare già sentito. Con l'arrivo degli archi e dei cori offerti dagli altri due cantanti, però, "My Whole Life Long" prende il volo e va a segno. Piccola curiosità: durante un concerto, Ian ha usato questa canzone per chiedere alla sua ragazza di sposarlo.
A chiudere l'album ci pensa la title-track, brano alla chitarra acustica in cui i quattro cantanti tessono momenti corali sussurrati. L'atmosfera è delicata e soffusa, come una ninna nanna, ma verso il finale si ha un intenso climax che libera le voci.
In conclusione, i Delta Rae si sono superati: con After It All hanno introdotto nuovi elementi nel proprio sound e non sono scivolati neppure in un solo filler. Certo, non è un album perfetto, ma è comunque tra i migliori dell'anno e proietta i Delta Rae nell'olimpo del rock melodico.
- Classifica delle tracce:
  1. "Bethlehem Steel"
  2. "Cold Day In Heaven"
  3. "The Meaning Of It All"
  4. "I Will Never Die"
  5. "Chasing Twisters"
  6. "The Dream" "Scared"
  7. "Run"
  8. "After It All"
  9. "Anthem"
  10. "Outlaws"
  11. "My Whole Life Long"
  12. "You're The One For Me"
  13. "Dead End Road"